Goodbye Mr. Holland (1995)

Risultati immagini per goodbye mr. hollandSbattere la testa contro il muro dei buoni sentimenti e degli stereotipi statunitensi che rasentano il sogno americano, è da oltre 50 anni la più pesante penalizzazione per un critico con la “r” moscia e con un mojito senza zucchero di canna, pronto a disintegrare tutto ciò che viene creato oltre-oceano. Caro amante di Jodorowski vediti Ritorno al futuro e non rompere i coglioni.

Sulle orme del più datato Goodbye Mr.Chips, questo manifesto americano che racconta circa trent’anni di storia attraverso gli occhi di Glenn Holland, un magistrale Richard Dreyfuss in uno dei sui ultimi ruoli da vero protagonista e candidato come Miglior attore protagonista per questo ruolo (vinto poi da Nicolas Cage immeritatamente), è un modello più volte utilizzato dall’Academy per incantare il medio spettatore e tramortire il supporter di Derek Jarman o Wahrol. Al di là del buonismo di tutta la pellicola e del protagonista, il tutto criticabile per la sua natura difficilmente registrabile nella realtà, è dotato di una forza magnetica di rara intensità e risulta piacevolissimo, forse proprio perchè il Glenn Holland di Dreyfuss è davvero umano con le sue debolezze e non come appare di solito l’eroe americano.

Glenn Holland, che ha il sogno di comporre musica e vivere scrivendo e dirigendo le sue opere, per poter vivere tranquillamente assieme alla moglie (Glenne Headly) deve accontentarsi di insegnare in un liceo, inizialmente senza molta voglia e solo per un piccolo periodo. Tuttavia, con l’aiuto di due colleghi insegnanti e della severa ma competente preside (Olympia Dukakis), trova una perfetta sintonia con i suoi studenti e, con un metodo di insegnamento che lo porterà ad essere ricordato come uno dei migliori insegnanti della cittadina, riceverà una straordinaria festa d’addio quando dovrà abbandonare la cattedra. Allo stesso tempo l’uomo dovrà superare le difficoltà delle dure economie e della disgrazia di avere un bambino affetto da sordità, dell’amore innocente di una ragazza giovane e del suo licenziamento per decisione del nuovo preside (William H. Macy). Ma la gloria è salva.mr-holland-4

Il film non pretende di essere un nuovo Attimo Fuggente, bensì una storia sulla concretizzazione dei sogni celati in ognuno di noi, ed al contrario del film di Weir, che si snoda in un breve arco temporale ed un’ambientazione di fine anni ’50, quì c’è la componente dei duri anni del Vietnam e della crisi post-bellica e quindi, parte dell’opera ricorda inevitabilmente Forrest Gump, ma non lo emula affatto. Non si può essere infami davanti ad un delicato spaccato americano che non si presenta affatto con la puzza sotto il naso e con la pretesa di far piangere, ma riesce a commuovere in modo pacato ed elegante senza mai uscire dagli schemi. Poi, oh…se vuoi disintegrà sto sogno americano, Velluto Blu e American Beauty e passa la paura….

★★★☆☆

 

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