Il seme della follia (1994)

seme-1C’è gente che ancora oggi su E-bay compra magliette su cui c’è scritto “Do you read Sutter Cane?”. Se conoscete qualcuno che ha questa maglietta, levatelo dagli amici di facebook, potrebbe salvarvi la vita…scherzo ovviamente. Il successo de Il seme della follia girato interamente nel 1993 e distribuito nelle sale relativamente tardi rispetto alla fine delle riprese, è il punto più alto toccato dall’ex-maestro John Carpenter, il quale in precedenza aveva dato vita a dei veri pezzi da ’90 del genere: Halloween (1978), The Fog (1979), La cosa (1982), Il signore del male (1987), tralasciando alcuni signori titoli di genere fantascientifico e mezzi fiaschi come Le avventure di un uomo invisibile (1992) e il pessimo ma successivo Fantasmi da marte (2002).

In un periodo dove il cinema horror aveva perso un pò la bussola per lungometraggi senza una storia nuova, quel pazzo di Carpenter in risposta al discreto Nightmare – nuovo incubo di Craven, suo stimato collega, rilancia il genere con un affare da 95 minuti di panico totale in cui la vittima è il sempre compostissimo Sam Neill, appena reduce dal successo del blockbuster Jurassic Park (1993).

In un ospedale psichiatrico viene internato l’investigatore privato John Trent, specializzato in truffe contro le assicurazioni, che racconta ad un medico tramite un flashback di quello che gli è accaduto. Trent viene ingaggiato dall’editore Harglow per ritrovare Sutter Cane, scrittore di libri horror di successo. Tuttavia Trent è convinto che la presunta scomparsa dello scrittore possa essere una trovata pubblicitaria per lanciare l’uscita del nuovo libro. Prima di partire alla ricerca di Cane, Trent legge i suoi libri (che in qualche modo lo colpiscono) e, ricomponendo le relative copertine, scopre che Cane dovrebbe trovarsi in una remota cittadina del New Hampshire, Hobb’s End, che si credeva essere solo un luogo di finzione dei suoi romanzi. Trent e l’assistente di Harglow, Linda, raggiungono Hobb’s End, dove la finzione e la realtà diventano difficili da distinguere: accadono eventi soprannaturali, probabilmente dovuti alla lettura di uno dei libri di Sutter Cane, che porteranno l’investigatore ad uno stato di pazzia incontrollabile. Avvenimenti assurdi quali il concretizzarsi di ogni creatura maligna descritta nei libri di Cane tra le persone che vivono in città, e addirittura scoprire che Linda è solo uno dei personaggi dello scrittore, che ad un certo punto viene tolta dalla trama e svanisce persino dai ricordi di chi l’ha conosciuta (ad eccezione di Trent). Prima di andare via da Hobb’s End, Trent riesce a parlare con Cane, il quale gli consegna un libro appena finito di scrivere dal titolo “In the mouth of madness”, che l’investigatore dovrà far pubblicare ma che appena fuori dalla città maledetta, abbandona sull’erba, salvo poi ritrovarselo consegnato nella camera d’albergo che aveva preso lungo la strada. Decide quindi di disfarsi del libro bruciandolo nel lavandino ma una volta tornato dall’editore, non senza diverse difficoltà, racconta quel che gli è successo, ma nessuno riesce a credergli; inoltre il libro che Cane gli aveva consegnato è stato già pubblicato mesi prima. Trent raggiunge un negozio di libri e ammazza con un’ascia un ragazzo che ha appena acquistato il libro e che già mostrava gli occhi sanguinanti per la lettura delle prime pagine (la stessa cosa era accaduta a Linda, quando Cane l’aveva costretta a leggere le ultime pagine della sua opera); per tal motivo viene portato all’ospedale psichiatrico. Dopo aver ascoltato la storia di Trent, il medico lascia la cella, ma la notte stessa si sentono delle urla: l’ondata di pazzia dovuta alla lettura del libro di Cane ha portato a degli omicidi di massa e Trent approfitta della situazione per lasciare il manicomio, ormai deserto (così come il resto della città). Le poche radio ancora accese danno notizie di ondate di follia in tutto il mondo, unite a quelle di persone che stanno “cambiando”…

È principalmente un divertente e chiassoso viaggio all’inferno, ma Il seme della follia è anche un elegantissima prova di maturità per Carpenter che oltre a posare in tavola una sceneggiatura convincente grazie al suo ottimo lavoro del braccio destro Michael De Luca, crea un confine astratto tra un mondo e l’altro confondendo lo spettatore, ma senza tradirlo, annebbiando la strada principale del plot con il rapporto umano e tutta la giostra di mostri e losche figure che ruotano intorno allo sprovveduto personaggio interpretato da Neill. Se la prima parte si svolge in città, dove si conoscono i due personaggi principali, l’investigatore Trent e l’editrice Stiles (la non troppo affascinante Julie Carmen), la seconda parte vira nella più classica provincia del New Hempshire dove a fare da sfondo è la fantasiosa Hobb’s End, cittadina fantasma egregiamente fotografata da Gary B. Kibbe. Un film che parla di un libro in fase di creazione dal quale poi verrà girato un film che è il film stesso….aspè…aspè…eh??? No, non ho scritto una stronzata…è proprio quello che accade e il bello è come questo assurdo prende forma e il modo in cui tutto termina è assolutamente spettacolare. Una rumorosa e grassa risata prima che tutta la follia prenda il sopravvento e un riff di chitarra elettrica chiuda improvvisamente la pellicola, firma inconfondibile dei film John Carpenter.

★★★★☆

Una risposta a "Il seme della follia (1994)"

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