Star Wars VII – Il risveglio della forza (2015)

star-wars-7Sono passati circa dieci anni dall’ultima conferenza stampa di George Lucas e il suo team della Lucasfilm per dare il go a Star Wars episodio III – la vendetta dei Sith (2005) e così, dopo la storica cessione del 100% dei diritti della mitica casa di produzione di Guerre Stellari e Indiana Jones alla Disney, ecco venire alla luce, forse con troppa rapidità il nuovo capitolo della saga che apre automaticamente una nuova trilogia e proclama il franchise come la più longeva saga di fantascienza di tutti i tempi (i lungometraggi di Star Trek vanno dal 1979 al 2006), con 7 capitoli all’attivo e tre spin-off di cui uno che ha superato il miliardo di dollari di incasso (vedi Rogue One – A Star Wars story). All’ufficializzazione del settimo episodio, nelle mani del ormai nuovo guru dell’Academy J.J. Abrams, i fan iniziarono un quasi malato passaparola su i social networks di ogni tipo, una specie di fantomatico vociferare del ritorno del Messia. Nei primi mesi del 2015, all’uscita del primo trailer, viene fatto vedere il nuovo nemico dotato di una spada laser a tre punte (modello spada medioevale per intenderci) che ha infastidito i milioni di nerd molesti in giro per il mondo e qualcuno iniziò a storcere il naso. Ma il punto a favore era quello che sarebbero tornati i tre protagonisti della vecchia trilogia, ovviamente tutti invecchiati dallo scorrere del tempo: quindi avremmo riavuto Harrison Ford nei panni di Han Solo, Carrie Fisher in quelli della Principessa Leia e Mark Hamill nel leggendario Luke Skywalker; al loro fianco i nuovi inserimenti per dare continuità alla saga ed aprire eventualmente ad una nuova generazione di eroi, sia positivi che negativi, tra cui John Boyega nel ruolo di Finn, la bella Daisy Riley interpreta Rey, Adam Driver il plagiato Kylo Ren ed altri ancora. Il film uscì nelle sale di tutto il mondo tra il 15 e il 16 dicembre del 2015, uno dei più attesi film della storia del cinema.

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Dalle ceneri dell’Impero, sorge un nuovo potente ente chiamato Primo Ordine, governato dal malefico Snooke e dal suo nuovo pupillo Kylo Ren, il quale venne addestrato dallo scomparso Luke Skywalker per far risorgere i Jedi, protettori della galassia, ma venne plagiato dal lato oscuro della forza scappando da Skywalker e abbandonando i suoi genitori, Han Solo e Leia Organa. Da una delle stazioni spaziali del Primo Ordine, il pilota della resistenza Poe Dameron catturato per possedere informazioni su Skywalker, riesce a sfuggire con l’aiuto di un soldato ribelle Finn. Così la mappa che indicherebbe la posizione dello Jedi non finisce nelle mani del Primo Ordine, ma nella fuga la navetta si distrugge e Poe rimane ucciso. Sul pianeta Jakku intanto il piccolo robot BB-8, che nasconde nel suo sistema la mappa, incontra la mercante Rey. I due incontrano Finn schiantatosi con Poe sullo stesso pianeta e sono costretti a scappare poichè il Primo Ordine è a conoscenza del segreto che custodisce il piccolo BB-8; salgono sulla Millenium Falcon, parcheggiata lì da lungo tempo. Durante la fuga, Han Solo e Chewbacca si riappropriano della nave stellare e aiutano i due ragazzi a cercare l’ultimo Jedi della galassia…

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Il risveglio della forza è sicuramente un film divertente, dotato di quella energia ed atmosfera che mancavano nella trilogia prequel, del ritorno di Luke Skywalker senza che lui appaia per tutta la durata del film e con l’eliminazione di un personaggio chiave dalla narrazione. Ma nonostante tutto, ci sono dei punti deboli alcuni dei quali sono molto sensibili e danneggiano il tutto inequivocabilmente: per prima cosa le similitudini con l’episodio IV – Una nuova speranza (il droide che contiene i file, il passaggio di consegne del vecchio al giovane); il pessimo personaggio di Snoke (Andy Serkis) che sembra quasi parodico se accostato a Palpatine; il volto di Adam Driver sotto la maschera di Kylo Ren (andava rivelato?). È difficile dover ammettere che un film talmente tanto atteso perda punti durante la sua visione, ma non si può negare l’evidenza. Ci sono però anche punti a favore: l’atmosfera che aumenta il dramma e le scarse possibilità di riuscire nell’impresa di ritrovare Luke Skywalker lo rendono avvincente davvero; i nuovi personaggi Finn, Rey, Maz Kanata e Poe Dameron sono cambi eccellenti se si pensa che prima o poi il personaggio di Leia e Luke dovranno cedere lo scettro; i personaggi di Kylo Ren e di Rey aprono molte ipotesi sul proseguo della storia – star-wars-7_1il primo perchè non è ancora stato plagiato del tutto dal lato oscuro della forza, l’altra perchè non si sa nulla sulle sue origini ma sembra possedere tutte le carte per diventare il nuovo apprendista di Skywalker; l’apparizione nella scena finale dell’ultimo Jedi rimasto nella galassia, il volto invecchiato di Mark Hamill nei panni di Skywalker dopo ben 32 anni, è commovente.

J.J. Abrams compie uno sforzo mostruoso e riesce alla fine a salvare baracca e burattini da una gogna mediatica che sarebbe passata alla storia per la responsabilità di un frinchise così grande. La regia tecnica ma sontuosa si fonde con una fotografia pop-new wave (Daniel Mindel) e le musiche di John Williams che ancora fa capire quanto possa essere incisivo in una pellicola hollywoodiana. Dal vecchio Harrison Ford a Lupita Nyong’o sono bravi tutti escluso Snoke, digitalmente interpretato da Serkis (doppiato da Massimo Corvo) che ormai ci ha preso gusto dopo aver fatto lo stesso con Gollum, ma il risultato è farsesco.

Insomma, alla fine con tutti i suoi difetti, Il risveglio della forza è un buon modo di ricominciare una nuova avventura nella galassia lontana lontana, e per tutti i fan ci sono numerose domande che cercano risposte, molte delle quali saranno date a dicembre di quest’anno quando uscirà Episodio VIII – L’ultimo Jedi (l’ultimo con Carrie Fisher, deceduta per un infarto a pochi mesi dalla fine delle riprese). Forse ci aspettavamo tutti di più, ma con la speranza che il meglio l’abbiano tenuto in serbo per i due prossimi episodi.

★★★☆☆

 

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