Armageddon – giudizio finale (1998)

armageddonIn quell’estate, oltre ai Mondiali di calcio in Francia, ci fu la battaglia per chi riuscisse a ottenere più pubblico al botteghino, una sfida che vedeva da una parte la Paramount e dall’altra la Touchstone (Disney). Alla fine vennero accontentate entrambe: con Deep Impact la Paramount si guadagnò la chance di andare sugli schermi a giugno, mentre con Armageddon la Touchstone potè accaparrarsi più pubblico ma solo a settembre e con un prodotto che raccontava praticamente la stessa storia del suo concorrente. Entrambi i film avevano alle spalle una produzione mastodontica e cast davvero stellari: Deep Impact poteva contare sull’estro della brava regista Mimi Leder (The Peacemaker), su una produzione nelle mani di Steven Spielberg, Richard D. Zanuck e David Brown e tra gli interpreti Morgan Freeman, Robert Duvall, Maximilian Shell, Tea Leoni e Vanessa Redgrave; Armageddon aveva il super produttore Jerry Bruckheimer, la regia di Michael Bay (un pazzo fissato con la bandiera stelle e strisce e con il tic delle riprese dal basso in rotazione) gia visto nei divertenti The Rock e Bad Boys, ed un cast con Bruce Willis, Ben Affleck, Liv tyler, Billy Bob Thorthon e un quasi esordiente Owen Wilson. Il film venne candidato a 3 premi Oscar (ovviamente tutti tecnici) senza vincerne uno, ma a fronte di un budget di 140 milioni di dollari (all’epoca un’enormità), chiuse i battenti con un fatturato di 550 milioni.

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Un burbero anziano scienziato squattrinato, ma con un telescopio professionale, scopre un meteorite molto grande in avvicinamento verso la Terra, e quando avvisa la Nasa, non si è ancora reso conto che la traiettoria del masso è diretta proprio verso il nostro pianeta. Il tempo all’impatto è davvero poco e la stessa Nasa attua un piano che sembra disperato e folle allo stesso tempo, dopo essere riuscita a convincere il Presidente degli Stati Uniti: bisogna scavare un buco all’interno del meteorite e piazzare al suo interno una testata nucleare per spaccarlo in due in modo che i massi non entrino nell’atmosfera terrestre. La miglior squadra di trivellatori al mondo è quella di Harry Stamper (Willis), il quale sulla sua piattaforma lavora con sua figlia Grace (Liv Tyler, una bellezza sconcertante) e J.D. (Ben Affleck) il suo fidanzato ancora non dichiarato al padre. La squadra di Stamper, dopo essere stata convocata con non poche difficoltà a Houston, capisce la drammaticità della situazione e, i componenti, una volta d’accordo si preparano a salire su due missili che saranno spediti sul meteorite per tentare una disperata missione per salvare la Terra.

armageddon3Tecnicamente il film è ineccepibile: Michael Bay, anche se uno schizzato al massimo per il livello di patriottismo che spruzza da tutti i pori, sa come si lavora un blockbuster e muove continuamente la camera con rotazioni di carrello quasi da far venire il mal di testa, ma tenendo la tensione molto alta. Trevor Rabin (ex Yes), pupillo di Hans Zimmer, ricrea sonorità già sentite proprio dal suo maestro e fa un lavoro pulito e sobrio. I problemi sono  ben altri: Bruce Willis (inspiegabilmente doppiato da Popolizio) è un pesce fuor d’acqua per tutto il film, Ben Affleck interpreta il panchinaro di Bruce Willis, e il resto della squadra riempie i buchi con battute idiote quanto basta per far innervosire tutti, grandi e piccini. Del cast si salvano sicuro Will Patton, Steve Buscemi e Billy Bob Thorthon semplicemente perchè sanno come dare colore ad un’interpretazione, essendo facce da Tarantino. Il resto è noia: la mossa per far piangere la teenager americana media è confezionata al bacio, ma è una furberia che crolla esanime davanti alla cartonata sequela di trovate riempitive yankee. In pratica si è davanti ad un trash di fantascienza senza che lo sia, un’insalata di luoghi comuni, battute vecchie di dieci anni e una portata massima di patriottismo come non se n’era mai visto. Se devo fare davvero il buono, è un giocattolone farcito di attori di prima fascia che lavorano in un set a cinque stelle. Sì non dico nulla sulla canzone degli Aerosmith: aveva rotto i coglioni un mese dopo l’uscita del film per la quantità di passaggi radiofonici. È grazie a questi film che è nata la Asylum.

★✬☆☆☆

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