Robocop (1987)

 

robocopSe vogliamo pensare che Robocop sia un film che da qualche tempo a questa parte ha cominciato ad accusare qualche ruga, possiamo tranquillamente dirlo. In fin dei conti è un film che ha trent’anni, ma riesce tuttavia ancora a lasciarci un ottimo sapore in bocca, considerando che forse la parte più interessante è la speculazione che la televisione fa delle brutte notizie intervallate da spot. Robocop non è un film fantastico (inteso come genere), ne un giocattolone per fare soldi, Robocop è innanzitutto un affresco di una teorica proiezione della società americana da lì a qualche anno di distanza, con lo sfondo di una delle città con il più alto tasso di criminalità, Detroit. Su queste basi, Paul Verhoven, che in seguito avrebbe diretto un altro interessante film come Atto di forza (1990), prende in considerazione un classico di genere: il poliziotto morto o gravemente ferito, torna a fare giustizia indossando altri panni. Ma non è proprio così semplice, perchè Robocop non è un giustiziere della notte senza macchia e senza paura: è un insieme di emozioni che si sviluppano su un terreno scosceso e insidioso, già visto e quindi a rischio banalità. Uscì nelle sale italiane il 30 ottobre 1987.

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Detroit, in un futuro imprecisato: visto l’alto tasso di delinquenza nella città e nei suoi quartieri più periferici, la OCP, una società che si occupa di urbanistica, ha stipulato un contratto con il comune per creare una nuova città chiamata Delta City: per la realizzazione dell’ambizioso progetto, serve eliminare il più possibile la criminalità nelle zone interessate. Alcuni uffici della OCP stanno lavorando al progetto di robopoliziotti, in grado di sostituire gli agenti umani ed effettuare arresti con maggior rapidità e meno rischio. Contemporaneamente l’agente Alex Murphy (Peter Weller), nel suo primo giorno in una delle zone più malfamate, insegue con il suo collega, l’agente Lewis (Nancy Allen) una banda di narcotrafficanti guidati dal cattivissimo Clarence Boddiker (Kurtwood Smith): all’interno di una fabbrica, l’agente Lewis viene messo fuori combattimento, mentre Murphy viene massacrato di colpi. Nonostante un tentativo disperato dei medici per salvargli la vita, Murphy muore: tuttavia, il suo cervello e una parte di lui è tenuta in vita e, visto che la OCP ha bisogno di un corpo da utilizzare per un esperimento, viene accontentata. Il capo del progetto Bob Morton (Miguel Ferrer)e il suo staff, realizza proprio con il corpo di Murphy, Robocop…

robocop4La cosa che mi piace di più di questo fantascientifico anni ’80 è la sua straordinaria sfacciataggine nel mostrare scene di violenza quasi unica nel suo genere, roba da Alien o Predator, ma molto efficace e drammatico. Le musiche di Basil Poledouris sono bellissime come le angolature scelte dal regista, inquadrature dal basso per mostrare l’epicità e il livello dell’adrenalina. Un cast senza stelle ma composto da ottimi attori, dal cattivissimo Ronny Cox al compianto Miguel Ferrer, da Kurtwood Smith (davvero un atore sottovalutato) ai due protagonisti poliziotti. È indubbiamente un caposaldo del genere di fanta-azione, un film che non finirà mai nel dimenticatoio e, che seppur non si può gridare al capolavoro, rimane un must.

Verhoven, che riuscirà a sorprendere ancora con Atto di forza e garantendosi un’enormità di soldi con il mediocre ma indimenticato Basic Instinct (1992), uscirà pian piano dalla scena.

Curiosità: nel cast principale ci sono tre attori che successivamente parteciperanno al serial I segreti di Twin Peaks.

★★★☆☆

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