Il Signore degli anelli – La compagnia dell’Anello (2001)

compagnia-dellanelloUn progetto lungo 4 anni, un’idea praticamente irrealizzabile quasi quanto potrebbe essere la trasposizione dell’Inferno di Dante. Eppure, grazie alla capacità di un cast tecnico numerosissimo comandato dal visionario nerd Peter Jackson, Il Signore degli Anelli riuscì a trovare un modo per arrivare sugli schermi. Peter Jackson e sua moglie Fran Walsh iniziarono a lavorare sulla stesura di una sceneggiatura e quindi un valido adattamento cinematografico già nei primi mesi del 1997, prima di ricevere un ok da parte di una casa di produzione in grado di spendere una montagna di soldi per un progetto che avrebbe occupato uno spazio di tempo superiore ai 18 mesi, con tre episodi di tre ore circa ciascuno e un cast artistico davvero impressionante. Per le riprese(dal 1° ottobre 1999 al 22 dicembre 2000, in cui venne completato anche il lavoro per il secondo episodio) vennero immediatamente scelte le meravigliose terre della Nuova Zelanda e, una volta che i fratelli Weinstein e Robert Shaye (New Line Cinema) decisero di mettere a disposizione un budget alquanto considerevole (circa 150 milioni di dollari), ne incassò 870 in tutto il mondo. Il film uscì nelle sale italiane il 18 gennaio 2002.

New Line Cinema's Nella fantastica Terra di mezzo, il Signore oscuro Sauron forgia nel nome del male un anello capace di plagiare le menti di chiunque, un gioiello malefico in grado di contenere tutto il potere di tutti gli anelli consegnati a umani, elfi, nani e maghi. In una battaglia per decidere le sorti della Terra di mezzo, un’ultima alleanza fra umani ed elfi permette al Signore oscuro di non riuscire a dominare tutte le creature, poiché gli viene tolto dalle mani l’anello del potere e chi riesce in quest’impresa, Isildur, se ne impossessa e ne diventa gelosissimo. L’anello, essendo però parte del male, lascia anche il suo nuovo padrone che resta ucciso e, dopo duemila anni, giunge nelle mani della creatura Gollum facendogli compagnia per molto tempo. L’essere imprudentemente perde il suo amato tesoro che solo per un puro caso viene raccolto da un hobbit, Bilbo Baggins (Ian Holm), un mezz’uomo che, non conoscendo i poteri dell’anello, invecchia lentamente fino a giungere al suo 111° compleanno, il giorno in cui ha deciso di lasciare la sua amata Hobbiton. Proprio in quella occasione, il suo amico d’avventure, il mago Gandalf gli viene a far visita e, conoscendo molte persona in quel luogo ameno, tra cui il giovane nipote di Bilbo, Frodo, sarà mattatore della festa con i suoi famosi fuochi d’artificio. Il festaggiato, durante un discorso alla folla, confessa che la sua avventura nella Contea è finita, e grazie al potere dell’anello, scompare davanti allo stupore generale.compagnia-dellanello2 Gandalf però, insospettito dalla magia di Bilbo, lo segue e lo trova a casa sua pronto per lasciare tutto a suo nipote e raggiungere così Gran Burrone, il luogo dove vivono in pace gli elfi e morire lì. Bilbo però non vuole lasciare l’anello che nel corso del tempo ha corrotto il suo animo gentile, ma Gandalf riesce a persuaderlo. Così, l’anello termina nelle mani di Frodo. Il mago, insospettito dall’oggetto decide di lasciare momentaneamente Hobbiton per fare degli studi e vine e a conoscenza che quello che il giovane ragazzo ora possiede è una minaccia per la Contea e per la Terra di Mezzo, e va distrutto. Dopo un iniziale fuga, Frodo (Elijah Wood), con l’involontaria compagnia dei suoi amici Sam (Sean Astin), Merry (Dominic Monaghan) e Pipino (Billy Boyd) capiranno la pericolosità della missione e, solo quando saranno arrivati con non poche difficoltà a Gran Burrone, saranno affiancati da un elfo, due uomini valorosi, un nano e Gandalf, il quale ora sa che anche il suo amico e collega Saruman (Christopher Lee) si è schierato con il male…

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Jackson compie un lavoro mastodontico e ne ha ben donde, visto che il risultato è una movimentata ed appassionata carrellata di paesaggi straordinari, i quali fanno solo da sfondo ad una storia (allora) conosciuta da pochi e, che con il tempo, è diventata una specie  di Bibbia per gli appassionati di storie mitologiche. Frodo e la compagnia dell’anello prendono per mano lo spettatore e lo catapultano delicatamente in un mondo paradisiaco che rischia di  essere dominato dalle forze del male. Sicuramente in alcuni momenti può generare qualche sbadiglio, in fin dei conti si ha a che fare con una pellicola di 178 minuti minimo (visto che la versione integrale raggiunge i 228 minuti, ossia quasi quattro ore di visione), ma la magnificenza di alcuni set lasciano esterrefatti, le musiche che rasentano i temi celtici scelte da James Newton Howard sono l’essenza dell’epica e non possono non conquistare chiunque, anche il più scettico. compagnia-dellanello5Il cast nemmeno a parlarne è una carovana di grandi interpreti, capaci di eguagliare o superare anche il cast de I maginifici sette (il vecchio film ovviamente): Ian McKellen in testa che interpreta Gandalf è un pò la punta di diamante di una squadra davvero efficiente dove forse chi è vagamente fuori contesto è proprio il pietrificato Elijah Wood, ma poco importa. Vincitore di 4 premi Oscar: per la migliore fotografia, il miglior trucco, la migliore colonna sonora e i migliori effetti speciali. Seguìto da Le due Torri (2002) e dal capitolo finale Il ritorno del re (2003), i quali manterranno la stessa suspence ma non avendo più repentini cambi di scena lasciano qualcosa per strada.

★★★✬☆

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