Ammazzavampiri (1985)

ammazzavampiriTra i numerosi sottogeneri horror rispolverati negli anni ’80 c’è stato anche quello dei vampiri e con numerosi titoli: tra i migliori ci sono sicuramente Il buio si avvicina (1987) di Kathryn Bigelow, Vamp (1986) di Richard Wenk e questa divertente comedy-horror diretta da Tom Holland. Il futuro regista de La bambola assassina (1988), è un pupillo della scuola spielberghiana, considerando che lavorò anche per alcuni episodi di Amazing Stories (1985-1989) ed ha un’attrazione verso il pulp e l’auto-ironia. Ideato, scritto e diretto dallo stesso Holland è un divertente tributo ad alcuni stereotipi del cinema horror classico e specialmente legato al genere dei vampiri. Ammazzavampiri ebbe anche un seguito nel 1988, Ammazzavampiri 2, con gli attori William Ragsdale e Roddy McDowall che ripresero il loro ruolo, mentre nel 2011 venne addirittura messo in piedi un remake con Colin Farrell nel ruolo di Jerry Dandrige, ma il risultato fu mediocre.

Il diciassettenne Charley Brewster, appassionato di film horror e fidanzato con la dolce Amy (Amanda Bearse) nota che il suo nuovo vicino di casa, Jerry Dandrige (Chris Sarandon) sta trasportando una bara all’interno dell’abitazione. Incuriosito dalla cosa, Charley cerca di capire di chi si tratti e, con enorme stupore, l’uomo si rivela essere un vampiro. Il ragazzo non viene chiaramente creduto ne dalla sua ragazza, ne dalla madre, ne dalla polizia. ammazzavampiri3Il suo ultimo tentativo è coinvolgere un vecchio attore che per anni ha interpretato un ammazzavampiri, il britannico Peter Vincent (Roddy McDowall). Riusciranno i due a fermare l’affascinante vampiro prima che possa uccidere ancora?

Ritmato, educato e molto divertente. Ammazzavampiri è un’ordinato horror classico con improvvisi cali di tensione grazie ad una ricerca non maniacale di battute e gaffe da parte del buffo Ragsdale, dell’amico gay Geoffreys e del bravissimo McDowall.ammazzavampiri4 Il compito di Holland è solo quello di raccontare una trama apparentemente scontata, ma che riflette un preciso movimento culturale fatto di look, musiche e fotografia; Ammazzavampiri può vantarsi anche di giocare su iconiche figure del cinema classico undici anni prima di Scream di Wes Craven. Per godersi questo film basta solo non prendersi sul serio e lasciarsi trasportare dalla sua delicatezza per poi catapultarsi più in una disavventura che in un incubo. Sicuramente non è un horror che lascia il segno per la dose di violenza o momenti di terrore, ma sbalordisce per la sua originale sceneggiatura da sottogenere. Godibile anche il suo seguito, ma decisamente inferiore.

★★★✬☆

3 risposte a "Ammazzavampiri (1985)"

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