Il ragazzo dal kimono d’oro (1987)

Ecco un fenomeno italiano che ha voluto con tutta la forza mettere a repentaglio la reputazione la nostra storia di grandi cineasti. Ovviamente, sulla scia del successo di Karate Kid – per vincere domani (1984) e del suo seguito, il prode Fabrizio de Angelis sotto mentite spoglie di Larry Ludman, presenta un clone orribile con un giovanissimo Kim Rossi Stuart, il non ancora famoso Ken Watanabe e addirittura la bella Janet Argen. La saga de “Il ragazzo dal kimono d’oro”, sei capitoli in cui il più bello è semplicemente brutto da fare schifo e il più brutto è un capolavoro di bruttezza, insomma si ride forte. Per vedere questo film bisogna aver ingerito almeno dei farmaci o droghe che permettano una grande concentrazione e alta sopportazione, perché si ride e tanto ma si rischia anche il crollo fisico.

Per questo franchise del male (e che fa male) va detto innanzitutto che, per quelli che amano il trash di qualità, il primo film è da vedere obbligatoriamente, i seguiti sono a discapito dello spettatore anche se bisogna avere fegato: se lo si vede con amici intenzionati a passare serate in allegria (avete capito no?) allora questo film fa per voi. Ma andiamo al dunque.

kimono11987. Il capostipite è un esatto clone di Karate kid, dove il protagonista Anthony (Rossi Stuart) è un ragazzetto disgraziato con padre depresso, genitori divorziati e una ragazza che è vittima di soprusi da parte dei bulli. Il povero Anthony prende botte a destra e a manca dal capo della banda di nome Quino, rischiando brutto, ma ecco il clone di Myagi, Kimura (Watanabe) un santone che vive nei boschi che quando si accorge che i suoi insegnamenti vengono usati per scopi vandalistici da Quino e amici, insegna tutte le tecniche più avanzate del karatè (a Manila?) ad Anthony, anche il famosissimo “colpo del drago”. Anthony, tornato carico di energie di vendetta vince il torneo contro Quino…fotocopia. Visto che Italia la gente è scema, il clamoroso successo del clone di Karate Kid ebbe anche, e da una parte giustamente i suoi seguiti…★✬☆☆☆

Non contento di questa recensione sostanzialmente inutile nel dimostrare che l’Italia se ci si impegna sforna delle cagate clamorose, ecco a voi l’intera saga: un perfetto esempio di come a volte l’emulazione può porre una pietra tombale sulla carriera di un regista. E poi, alla fine mentre il primo film è solo brutto, gli altri hanno l’effetto di un lassativo, il sesto film non ha nemmeno il senso di esistere, eppure…

kimono2Il secondo film – 1988. Tornato in America, Anthony si prepara ad andare al college di Tampa, in Florida. Il giorno del suo compleanno rimane vittima di un incidente stradale causato dai TIGERS, una band di teppisti capeggiata da Dick, esperto di arti marziali. Anthony cerca di farsi pagare i danni da Dick ma finisce per provocarne l’ira e si vede costretto a sfidarlo in un combattimento di karate. Nonostante Dick cerchi di vincere il combattimento usando dei trucchi, Anthony riesce a prevalere usando il Colpo del Drago, che gli aveva insegnato il maestro Kimura. Dick però non si arrende e si fa aiutare da Mark Sanders, fondatore dei TIGERS appena uscito di prigione; per costringere Anthony a battersi con lui, Sanders fa picchiare il suo amico Luke. Anthony chiede allora aiuto al Maestro Kimura, che arriva in America per aiutarlo ad allenarsi e a vincere l’incontro. ★☆☆☆☆

kimono3Il terzo scempio – 1991. Anthony Scott, il ragazzo dal kimono d’oro, ha lasciato la Florida per motivi di studio. Il suo amico Greg ha tenuto il kimono con l’ordine di custodirlo finché non troverà qualcuno degno di indossarlo. Una banda di teppisti capitanata dal campione di karate Joe Carson non esita a prendere di mira Greg e il suo gruppo di amici, arrivando poi a rubare il famoso kimono d’oro. Nel frattempo in città arriva Larry Jones, che diventa il nuovo amico di Greg e prende le sue difese davanti a Joe Carson, che puntualmente gli lancia una sfida: dovrà battersi con lui in un incontro di karate. Larry, che non sa niente di karate, viene aiutato da Akai Masura, proprietario di un ristorante cinese ed ex campione di karate che lo prepara per la sfida. Dopo un’intensa preparazione, Larry si batte con Joe, che indossa il kimono d’oro, e riesce a sconfiggerlo. Alla fine dell’incontro a Joe viene tolto il kimono d’oro e dato a Larry. ★☆☆☆☆

kimono4La quarta chicca – 1992. Larry Jones è ora il nuovo ragazzo dal kimono d’oro, ma Joe Carson serva ancora rancore verso di lui. Con l’aiuto di Bruce Wang, uno studente coreano esperto di arti marziali tanto da essere soprannominato il Drago di Seul, Joe sfida nuovamente il ragazzo dal kimono d’oro, che ora dovrà battersi con Wang, colpevole anche di aver umiliato pubblicamente Julie, la sorella di Larry. ✬☆☆☆☆

kimono5Il quinto dolore 1992. Dopo la sconfitta di Bruce Wang, Joe Carson sta attraversando un brutto periodo a causa di problemi economici. Imbattutosi casualmente nel ladro di macchine Alabama Bull, un muscoloso ragazzo di colore, decide di insegnarli il karate per farlo combattere contro Larry Jones, il ragazzo dal kimono d’oro. Mentre Larry si prepara all’incontro, i complici di Alabama Bull fanno rapire Betty, la ragazza di Larry, per chiedere un riscatto al ricco nonno della giovane. Ma con l’aiuto di Julie, la sorella di Larry, e Bobby, il suo fidanzato, Betty viene liberata e i rapitori arrestati. Ora Larry è pronto per l’incontro con Alabama Bull e grazie agli insegnamenti del Maestro Masura, ne esce vincitore. ✬☆☆☆☆

kimono6Il sesto sigillo 1993. Leo e altri compagni universitari organizzano una vacanza in Grecia. Ad Atene, Leo viene truffato dall’astuto Jorgo, un ragazzo della città. Rimasti senza denaro e senza biglietto di ritorno, i cinque amici orchestrano un modo per trovare soldi… Alla fine Larry, il ragazzo dal kimono d’oro, si troverà a dover affrontare un campione di karate greco. (Ma che cazzo de trama è?). ☆☆☆☆☆ che significa zero.

Ovviamente io non mi soffermerò a dire che gli attori inseriti in questi obbrobri sono di decima scelta, non andrò ad analizzare la regia che vuole farsi offendere dallo spettatore medio, non terrò conto di musiche che farebbero venire ribrezzo anche a chi non capisce assolutamente nulla di musica, no non serve….questi sono semplicemente film osceni, pessimi in tutta la loro essenza. Per fortuna Kim Rossi Stuart si è salvato in tempo ed ha dato un senso logico alla sua carriera interpretando personaggi profondi in film molto più meritevoli e diretti da registi italiani con la testa sulle spalle. Ancora meglio è andata a Ken Watanabe, il quale si è permesso anche di costruire ad Hollywood una carriera tale da lavorare anche con Christopher Nolan. Ma questa è tutta’altra storia.

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