Fuoco cammina con me (1992)

Fuoco cammina con meSiamo ormai a soli sessanta giorni dalla messa in onda del ritorno di questa rivoluzionaria serie Tv e vale la pena riassaporare un pò l’atmosfera per riabituarsi a quelle frequenze speciali che solo Twin Peaks è riuscita a regalarci. La mia domanda ad oggi è, ma questa terza stagione che sapore avrà? Quello della dolce cherry pie e dell’amaro del caffè appartenente alla serie o quello carbonizzato dalle cicche di sigarette del film? Io spero che si possa trovare una via di mezzo, perché con quel film si è voluto virare e far vedere qualcos’altro del male fra i boschi. Meno splendidamente grottesco, meno risate, offrendo una visione più marcia del sistema umano, meno accogliente e caldo. È stata una scelta azzeccata da Lynch (orfano, ma solo per questioni di lavoro, di Mark Frost)? Va detto che nel maggio del 1992, alla presentazione del film al Festival di Cannes, molta gente storse il naso e volo anche qualche fischio. Morandini (una volta per me la Bibbia, oggi più o meno un vocabolario) disse che Fuoco cammina con me è “un pessimo film diretto da un grande regista”.

La trama non ci mostra solo gli ultimi giorni di Laura Palmer, ma spezza la continuità e costringe la storia a mostrare due macro-periodi narrativi distanti (non il classico intro di 5 minuti. Gli agenti Chet Desmond (Chris Isaak) e Sam Stanley (Kiefer Sutherland) vengono chiamati dal loro capo Gordon Cole in seguito al ritrovamento di un cadavere di una sedicenne chiamata Theresa Banks a Portland. Fuoco cammina con me6Durante l’autopsia risultano indizi strani tra cui una micro lettera infilata in un’unghia della ragazza. Le indagini dei due terminano con la sparizione fisica dell’agente Chet Desmond dopo che la catalogazione dell’omicidio sembra che faccia parte dei casi “rosa azzurra” (probabilmente casi in cui c’è la matrice paranormale). Contemporaneamente, a Philadelphia, l’agente speciale dell’FBI Philip Jeffreis riappare nel suo ufficio davanti ai colleghi Dale Cooper, Albert Rosenfield e il capo Gordon Cole, dopo due anni e in preda al panico, dopo pochi minuti svanisce di nuovo. Gordon Cole (David Lynch) a questo punto invia Cooper (Kyle MacLachlan) a dare una spiegazione alla sparizione del collega Desmond. Fuoco cammina con me4Un anno dopo, a Twin Peaks, Laura Palmer (Sheryl Lee) vive la sua vita fra il suo amore (falso) James, la cocaina, la prostituzione, la cattiva comunicazione con la famiglia, la relazione fittizia con il suo pusher Bobby e l’oscura presenza dell’entità Bob, che nella notte ogni tanto ha un amplesso con lei, un adrenalinico mix di terrore e piacere. Nel corso di quei pochi giorni Laura inizia a capire tutta la verità e disperata non sa se far entrare i suoi amici in un mondo che nessuno riuscirebbe a capire quanto lei, un incubo dal quale sembra non poter uscire. Fuoco cammina con me2
Sono numerosissimi i dettagli che si possono notare in questo film lungo due ore e passa (le scene inedite lo portano quasi alle porte delle quattro ore), come tante possono essere le considerazioni. Fuoco cammina con me è probabilmente ancora più geniale della serie televisiva, ma non per il fatto che è migliore, ma perché è la visione più veritiera dei fatti agli occhi di Cooper, è volutamente stantio e puzzolente, non elegante e profumato. L’interruzione della serie ha inevitabilmente lasciato spazio alla visione più Lynchana e il risultato è un dramma putrido, come la fogna che scorre sotto Praga, notoriamente un gioiello di città. Una fogna è pur sempre una fogna. Fuoco cammina con me3Insomma la sostanza è che Fuoco cammina con me non illude nessuno e trascina tutti in un inferno misterioso e ben diverso da quell letto sulle scritture, una zona della coscienza umana è annichilita da spiriti e linguaggi troppo alti per essere compresi dai mortali. Non ho mai avuto simpatia per Velluto Blu, non sono un fan di Cuore Selvaggio e sia Lost Highways e Mullholland Drive non potrenno mai essere comparati all’atmosfera creata in questo mondo color rame, odorato di caffè, ma con questo film Lynch si discosta anche da qualsiasi criticabilità, donando ai fan un puzzle ancora più complesso, anche troppo e a qualcuno potrebbe partire il “vaffanculo”. Ma si può dire che sia un pessimo film? Fuoco cammina con me5È vero comunque che la quantità di codici da decifrare, i linguaggi criptici e i concetti espressi sono esagerati e si è costretti più a seguire la trama principale (questo durante la prima visione del film, per osservarlo bene servono circa quattro visioni). Le musiche di Badalamenti lasciano la sorridente cittadina del Washington e le sue ballabili nenie precipitano in requiem dark rock, mentre Julee Cruise consegna tre perle alla colonna sonora da Oscar. In tutto ciò, io ribadisco che il tono troppo cupo di Fuoco cammina con me potrebbe apparire in qualche modo “L’impero colpisce ancora” di Lynch, sperando, almeno in un senso più fine, che la terza stagione non risulti essere “Il ritorno dello Jedi”.

★★★★☆

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