Il nuovo mondo antico di Stranger Things (2016)

Stranger thingsPer me i migliori racconti di mistero sono quelli dove si ha a che fare con il paranormale o iniziano con il ritrovamento di un corpo o ancora con la sparizione di una persona. La scelta di far partire quasi subito indagini sulla sparizione di questa persona, una vittima magari anche giovane e inerme, una persona che fa parte di una piccola comunità dove tutti si conoscono, è un modello molto sfruttato, ma è anche una scelta che quasi mai fa acqua, almeno per una base di partenza. Anche in questo piccolo gioiellino che i Duffer Brothers, già sceneggiatori di alcuni episodi di Wayward Pines e registi del bel Hidden, la sparizione del piccolo Will Byers (Noah Schnapp) è l’inizio di un viaggio che trasporta la quasi noiosa quotidianità della tranquilla cittadina di Hawkins (Indiana) in una dimensione quanto mai straordinaria e sinistra. I Duffer Brothers consegnano quindi al popolo sempre più ampio dei nerds e non solo, un’avvincente viaggio nell’ignoto che si interrompe con l’ottavo episodio, atto finale della prima stagione sulla piattaforma Netflix. Dopo un successo strabiliante per una così piccola (ma non troppo) serie televisiva, tutti ora attendono trepidanti la seconda stagione.

Come detto, la prima stagione si snoda in otto episodi o capitoli: La scomparsa di Will Byers; La stramba di Maple Street; Luci natalizie; Il corpo; La pulce e l’acrobata; Il mostro; La vasca da bagno; Il sottosopra. Otto capitoli che catapultano i personaggi della vicenda in un incubo senza risveglio e in cui tutto quello che pare assurdo si concretizza. Stranger things2Ma riassumiamo la vicenda: è il 1983 e siamo nella piccola cittadina di Hawkins, Indiana. Al termine di una partita a Dungeons & Dragons, i quattro amici Mike, Will, Lucas e Dustin si salutano per tornare a casa con le loro biciclette. Sulla strada, Will sembra essere inseguito da qualcuno o qualcosa e riesce per un pelo ad entrare a casa sua, dove però non sembra esserci sua madre e suo fratello. L’entità lo insegue anche dentro le mura amiche e Will scompare improvvisamente. Nello stesso istante, vicino la cittadina, da un laboratorio segreto, una creatura misteriosa fugge uccidendo il custode. Il mostro non è il solo a lasciare il misterioso posto, poiché anche una bambina che approfitta della confusione generale, riesce a scappare e raggiungere Hawkins. Durante la fuga, la bambina si imbatte in Mike, Lucas e Dustin che già da qualche ora si sono messi alla ricerca del loro amico Will. Stranger things3Tra Mike e la fuggiasca, che si fa chiamare “Undici” per via del suo tatuaggio sul braccio, nasce un legame più forte rispetto che con gli altri due e grazie a lei, i ragazzi vengono a sapere che Undici è a conoscenza delle sorti del piccolo amico Will, il quale sembrerebbe intrappolato in una dimensione non visibile all’occhio umano, una dimensione paragonabile ad un “sottosopra” del mondo conosciuto, dove nell’oscurità si nascondono creature orribili. Oltre ai tre amici e a Undici, anche la polizia locale guidata dallo sceriffo Hopper si è messa alla ricerca di Will, assieme a Joyce la disperata madre del ragazzo che ha delle strane esperienze paranormali ed è riuscita in qualche modo a mettersi in contatto con suo figlio. Il laboratorio Hawkins intanto cerca di ostacolare le indagini della polizia locale inscenando addirittura una falsa morte del bambino. Anche Jonathan inizia con Nancy, la sorella di Mike, la sua personale ricerca. Jonathan è convinto che una creatura orribile abbia rapito suo fratello e Barbara, un’amica di Nancy, sparita durante una festicciola in piscina con degli amici. Presto tutti i personaggi, che si sono separati in gruppi per risolvere il mistero, si ritroveranno di fronte ad un’incredibile verità.

Stranger Things è uno dei più palesi omaggi alle trasposizioni avventurose degli anni ottanta, un tributo di tutto cuore ad un periodo storico che ha avuto nel genere  fantastico i suoi capisaldi eterni. I Duffer brothers hanno voluto quindi ritrasmettere quelle elettriche sensazioni che solo i classici di Steven Spielberg, Joe Dante, John Carpenter o i romanzi di Stephen King sono riusciti da dare. Stranger things4Il gustoso mix dell’avventura con tinte horror non si discosta molto da quel tipo di cinema, in cui la narrativa incastra i suoi ingranaggi con personaggi tipici e atipici che siano. La più gratificante delle emozioni è certamente data dall’assenza di qualsiasi strumento tecnologico, se non a pile grosse (Mike, Dustin e Lucas comunicano con i walkie talkie!), il modo migliore per stare lontano da qualsiasi attrazione videoludica di merda e la scelta di vivere fuori l’avventura, proprio come si faceva una volta. Difatti a colpire di più nello show sono proprio i piccoli amici, i quali in un modo o nell’altro rappresentano quel tipo di stereotipo, i ragazzini che si allontanano da casa per vivere la loro grande avventura (c’è aria di Goonies, Explorers, anche War Games, ET, ecc.). Certamente, l’atmosfera di un eventuale simil Goonies sarebbe stata deleteria per una sceneggiatura scritta trent’anni dopo, così i Duffer Brothers hanno inserito elementi davvero spaventosi ma senza spargimento di sangue: in buona sostanza non è una cagata alla Piccoli Brividi. Altro colpo grosso è sicuramente stata l’idea di osservare l’evoluzione della storia da tre diversi punti di vista (Joyce e Hopper, Jonathan e Nancy, e i tre ragazzi più Undici), in modo da far immedesimare qualsiasi tipo di spettatore in uno dei protagonisti, coinvolgendo anche gli adulti. C’è altro: l’iniziale tentativo di omaggiare gli anni ottanta viene quasi subito surclassato dalla trascinante sceneggiatura. Stranger things5Il bello di Stranger Things è che ci si deve solo per un attimo riambientare in quel periodo: dopo poco ci si è già abituati e la tecnologia non ci manca per niente.
Ottime le musiche di Michael Stein e Kyle Dixon, che donano le loro conoscenze del synth-pop ad una cupa fotografia lavorata da Tim Ives e Tod Campbell, che con un gioco di chiaro-scuri si distacca da una più giocosa atmosfera spielberghiana e più vicina ad un film di Wes Craven. Ottimo lavoro anche quello del cast, in cui a sorprendere più di tutti sono proprio i bambini, i quali durante le riprese si sono divertiti più della norma, uno su tutti Millie Bobby Brown. Dopo alcuni anni di silenzio si rivede anche Matthew Modine, quì nel ruolo dell’antagonista Dott. Martin Brenner.
La seconda stagione, che sarà trasmessa durante a cavallo del periodo di Halloween 2017, vedrà l’ingresso di nuovi personaggi interpretati da Sean Astin (non a caso un Goonie), Paul Reiser, Linnea Berthelsen, Brett Gelman.

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