Apollo 13 (1995)

Apollo 13No no, non inizio l’articolo con “Houston, abbiamo un problema…”. Dall’indimenticabile trasmissione condotta TV che commentò in diretta l’allunaggio, alla straordinaria avventura che inguaiò non poco gli astronauti Jim Lovell, Fred Haise e Jack Swigert a tornare a casa dopo un fallito tentativo di allunaggio. Ron Howard si “impossessa” del romanzo auto-biografico Lost moon scritto proprio da Lovell, e assieme al suo staff, come William Broyles Jr. e Al Reinert, il direttore della fotografia Dean Cundey, l’indimenticato James Horner alle musiche, e l’editing di Daniel P. Hanley e Mike Hill, dirige un film capace di sorprendere non per la disavventura raccontata ma più per i rapporti umani e lo squallore della speculazione giornalistica che passa da un ripetitivo format televisivo per l’ennesimo viaggio extra-terrestre, a cronaca minuto per minuto di una drammatica odissea. Prodotto dal guru Brian Grazer per la Imagine Entertainment e Universal Pictures, Apollo 13 esordì nei cinema il 30 giugno del 1995, incassando 355 milioni di dollari a fronte di un budget di 50. Premio Oscar miglior montaggio e miglior sonoro, nomination come miglior film, miglior attore non protagonista (Ed Harris), miglior attrice non protagonista (Kathleen Quinlan), miglior sceneggiatura non originale, migliori effetti speciali, miglior colonna sonora. Sostanzialmente sfortunato, ma ben ripagato da pubblico e critica. Al di là di ciò, il film si aggiudicò molti premi minori, tra cui 2 BAFTA, 2 Screen Actors Guild, e 2 Kansas.

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Jim Lovell (Tom Hanks) viene incaricato dalla NASA, dopo aver fatto parte dell’equipaggio di riserva del leggendario Apollo 11, di comandare l’Apollo 13 per un ulteriore allunaggio.Apollo 13_2 Nel periodo d’addestramento, assieme ai co-piloti Ken Mattingly (Gary Sinise) e Fred Haise (Bill Paxton), ad un membro dell’equipaggio di riserva viene diagnosticato il morbillo: per non rischiare, Lovell deve necessariamente far fuori Mattingly, l’unico a non aver avuto già la malattia precedentemente. A questo punto Mattingly, con grande dispiacere suo e del suo collega Lovell, sarà sostituito dal giovane Jack Swigert (Kevin Bacon). La partenza del razzo va bene, ma durante il terzo giorno di navigazione spaziale, un malfunzionamento ai serbatoi d’ossigeno danneggia in modo irreversibile la navicella e, mentre la televisione quasi disinteressata alla missione considerata di routine manda in onda altri programmi, a Cape Canaveral la tensione sale alle stelle.Apollo 13_5 Gene Krantz (Ed Harris), direttore di volo, inizia assieme ai suoi colleghi a terra e in comunicazione con i tre astronauti, un disperato piano di salvataggio per riportare l’equipaggio a casa. A questo punto, una volta girata la notizia, l’odissea dell’Apollo 13 diventa una drammatica realtà anche per l’etere, l’America e tutto il mondo che si ferma a pregare che Haise, Lovell e Swigert possano tornare vivi a casa…

Dotato di una spettacolare sceneggiatura e di un montaggio in grado di non lasciar mai annoiato lo spettatore (siamo di fronte ad un film di oltre due ore), Apollo 13 è semplicemente un grande classico, senza eccessi e con un ipnotico impatto visivo. Apollo 13_4Come detto sopra, la storia non colpisce tanto per gli effetti speciali (strepitosi per l’epoca), ma per i personaggi che vivono con o senza la gravità, in cui spiccano sicuramente un enorme Ed Harris e la troppo sottovalutata Kathleen Quinlan, che tanto ha dato al cinema fra gli anni 80 e 90. Non si può dire che il solito buonismo ha la meglio, non si può criticare la fattura stereotipata e patinata di questo dramma diretto da Ron Howard. Il vergognoso comportamento delle televisioni per una missione considerata di routine è messo alla gogna quando la missione si trasforma in un salvataggio disperato e i media si attivano. Peccato per le piatte interpretazioni del compianto Bill Paxton e di uno spento Gary Sinise. Tom Hanks e Kevin Bacon fanno del loro meglio, ma senza eccellere.

★★★✬☆

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