Un biglietto in due (1987)

Un biglietto in dueCon grande probabilità Un biglietto in due è il miglior film scritto e diretto dal compianto John Hughes, una pellicola che sembra essere un anello di congiunzione fra i film precedenti e quelli che sarebbero stati prodotti negli anni successivi. Se con Una pazza giornata di vacanza, Hughes affronta il tema della crescita adolescenziale in un contesto molto sgangherato e divertente, qui il tema principale è la convivenza tra due adulti, ma se si crede di ridere dall’inizio alla fine ci si sbaglia di grosso. Certo, Hughes non è un sadico come lo è stato Monicelli per Amici Miei (1975), ma il finale di Un biglietto in due è un dardo al cuore. Inizialmente il film di Hughes, non fu un successo planetario ai botteghini dato che incassò poco meno del doppio dei soldi spesi (52 milioni contro 28), ma il tempo, come quasi sempre accade restituì al film un ancor più positiva nota di merito. Un biglietto in due, uscì nelle sale americane il 25 novembre 1987, a ridosso del Giorno del ringraziamento periodo in cui il film è ambientato.

Il business man Neal Page (Steve Martin) si trova a New York al termine di un lungo affare, ma sta anche per lasciare la metropoli per tornare a Chicago dai suoi cari. Arrivato con poche difficoltà all’aeroporto, Un biglietto in due3per un guasto tecnico del velivolo dovrà prendere un treno e in tutto ciò si scontra con l’invadente e corpulento Del Griffith (John Candy), un venditore di anelli per doccia. Neal e Del iniziano, per alcune circostanze casuali, a condividere un viaggio che si trasformerà ben presto in una difficilissima convivenza e che durerà anche più del previsto, ma alla fine…

La capacità di Hughes è stata quella di raccontare una storia di amicizia vera, senza far vedere che i due in questione vogliano essere amici, anzi. Lo spettatore medio si schiera dalla parte di Steve Martin nella speranza che possa arrivare a casa il più presto possibile, mentre il buono ma invadente Candy passa come “antagonista”, ma la realtà è che la vittima non è il primo personaggio. Un biglietto in due2Lo sfondo freddo e innevato dei paesaggi del centro-nord americani rendono la situazione ancora più complicata. Ira Newborn alle musiche fa proprio al caso del regista, un uomo che parla della vita prendendola in giro, alternando scene quasi non-sense a momenti reali, a volte pesanti come macigni (la scena alla stazione della metro di Chicago è una mazzata). Il cameo di Kevin Bacon a inizio film è una chicca. I due fuoriclasse del Saturday night live sono perfetti nei ruoli e tutta l’atmosfera mai volgare e confortevole dei film di Hughes esprimono a pieno la propria essenza. Film così non ne fanno davvero più.

★★★✬☆

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