Giustizia privata (2009)

47617.jpgIl sex symbol Gerard Butler e il nuovo Denzel Washington Jamie Foxx si incontrano e si scontrano in un furbo film del competente F.Gary Gray, già conosciuto per aver diretto un buonissimo film come Il negoziatore (2009). Una seducente sceneggiatura che si assume la responsabilità di mischiare tre generi in una sola storia dove si vuol porre l’attenzione su ciò che una Corte può fare nei confronti dell’imputato colpevole di un brutale assassinio in base alle prove riportate e quali pericolose ripercussioni possono presentarsi. Kurt Wimmer riprende in modo quasi uguale il personaggio dell’avvocato di Will Smith in Nemico pubblico e lo inserisce che in un contesto ben diverso. Che piaccia o meno, il film di Gary Gray con un budget di 36 milioni di dollari, ne incassò la bellezza di 157.

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L’ingegnere Clyde Shelton (Gerard Butler) è un uomo disperato per aver assistito al brutale omicidio della sua famiglia da parte dello psicopatico ladro Clarence Darby in compagnia di un altro delinquente. Il processo nei confronti dei due, una volta catturati, non va come previsto per le poche prove presentate dall’accusa rappresentata dal legale Nick Rice (Jamie Foxx). La disperazione di Shelton lo porta ad un piano vendicativo contro l’assassino perfetto e a costituirsi alla polizia. Ma quando sembra che al suo processo l’uomo se la caverà con qualche anno, il piano vendicativo continua anche nei confronti di tutti quelli che hanno portato a quell’esito il processo di Darby, a partire dal legale dell’omicida. Non ci vorrà molto che la situazione degeneri fino alla resa dei conti, nel quale Rice è il diretto avversario.

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Diretto con maestria, questo buon legal trhiller d’azione rappresenta una delle migliori interpretazioni di Butler, un attore che è cresciuto di bravura ma che dovrà lavorare molto per diventare un vero attore, un buon Jamie Foxx e un buonissimo cast di contorno capeggiato dai veterani Bruce McGill e l’irlandese Colm Meaney. Il punto di forza è certamente un montaggio classico ma liscio come la seta e la colonna sonora di Bryan Tyler. Quello debole è una sceneggiatura che sbriciola in confronto al geniale soggetto, entrambi di Wimmer.

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Comunque sia il film di Gary Gray non perde un colpo in quanto a tensione e regge degnamente un confronto alquanto originale. Un buono contro un buono costretto a diventare cattivo: a chi dare ragione?

★★★☆☆

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