Una pazza giornata di vacanza (1986)

00768602 (1)Nella crescita di un amante dei film nostalgici non può mancare all’appello un film come Una pazza giornata di vacanza, il film che assieme a Sixteen candles – Un compleanno da ricordare (1984) rappresentano la parte più divertente nella filmografia di John Hughes. Prodotto e distribuito dalla Paramount Pictures, il film del regista di Chicago ha da poco celebrato il suo trentennale, ma nel riguardarlo sembra invecchiare davvero poco. Uscito nelle sale americane l’11 giugno 1986 riscosse un successo strepitoso, circa 72 milioni di dollari a fronte dei soli 5,8 spesi dalla produzione. Con il tempo, la giornata di Ferris è divenuta qualcosa di ben più grande di un solo film.

Il giovane Ferris finge di stare male per poter saltare la scuola. Ferris rompe la quarta parete e dà al pubblico consigli su come saltare la scuola. Sua sorella maggiore Jeannie capisce che il fratello in realtà sta bene, così, anche se leggermente irritata, decide di andare a scuola senza il fratello. Appena viene risultata l’assenza, il preside della scuola Edward Rooney sospetta che Ferris abbia marinato la scuola e cerca di coglierlo sul fatto. Tuttavia, Ferris utilizza un computer per modificare le assenze della scuola per indicare che era assente solamente 2 giorni invece di 9. Ferris convince il suo amico Cameron, anch’egli assente, a riferire al preside nei panni del padre di Sloane, la ragazza di Ferris, che la nonna di quest’ultima è morta. una-pazza-giornata-di-vacanza-cameraNonostante le perplessità da parte del preside, i due riescono ad ingannarlo e lui la lascia andare. Ferris prende dunque in prestito dal padre di Cameron una Ferrari 250 GT California Spider del 1961 (contro il parere dello stesso Cameron), ed insieme a quest’ultimo ed alla sua ragazza Sloane, guida verso la città. Dopo aver lasciato l’auto a due parcheggiatori poco raccomandabili, il trio fa visita all’Art Institute of Chicago, la Willis Tower, il Chicago Mercantile Exchange e il Wrigley Field. Successivamente si dirigono in un ristorante francese dove Ferris finge di essere Abe Froman, il “Re della salciccia di Chicago”, per pranzare. I tre dovranno però poi sfilarsela poiché nello stesso ristorante era presente anche il padre di Ferris. Nel frattempo, dopo non essere riuscito a trovare Ferris ed i suoi amici nel locale, Rooney visita la residenza dei Bueller…

Non c’è mai stato bisogno di “salvare Ferris” attraverso un passaparola, perchè il film di Hughes è assolutamente divertente e non risulta mai noioso specialmente nella prima parte, quando il piano per marinare viene messo in atto. ferris_buellers_day_off_mjVDLmL_png_447x168_crop_q85Broderick, a soli ventidue anni, è mattatore assoluto della scena e al suo fianco può contare su un cast di splendidi caratteristi dove tra tutti spiccano il preside Jeffrey Jones e il suo amico Alan Ruck. La ritmata colonna sonora di Arthur Baker, Ira Newbor e John Robie si mescolano agli statici colori del grande Tak Fuhjimoto. La camera di Hughes fa il resto, con le sue zoomate e il gusto di insaporire le sue commedie spensierate con splendidi mezzi piani. La trama pur non avendo quasi nulla di così rilevante, analizza con modi più ironici rispetto al manifesto più  malinconico teenager di Breakfast Club (1985), la crescita degli adolescenti e le scelte corrette da fare per riconoscere il momento in cui ci sisi rende conto che si sta crescendo. Da riscoprire.

Curiosità: dopo i titoli di coda del Marvel Deadpool (2016), la scena copia esattamente quella di questa commedia.

Le citazioni dedicate a questo film da parte di molti cartoni animati ed ltri film sono numerosissime.

★★★★☆

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