The game – Nessuna regola (1997)

game_xlgDue attori molto elastici per scelta di caratterizzazione, Michael Douglas e Sean Penn in un thriller diretto da David Fincher, reduce dallo strepitoso Seven (1995).

Nicholas Van Orton è un ricco uomo d’affari di San Francisco, divorziato e ossessionato dal ricordo del padre morto suicida dopo essersi buttato dal tetto di casa quando Nicholas era ancora un ragazzo. In occasione del suo compleanno gli viene regalata, dal fratello Conrad, una tessera per iscriversi ad un esclusivo club di giochi di ruolo, chiamato Consumer Recreation Services (CRS) allo scopo di movimentare la sua noiosa e monotona vita. Nicholas s’iscrive senza troppo entusiasmo: affronta una serie di esami psicologici e fisici, ma la sua domanda viene apparentemente respinta. Dal momento in cui il gioco inizia, le regole della vita di Nicholas si sovvertono fino a diventare un incubo, indotto a credere che la sua credibilità, la sua attività, la reputazione, i beni economici e la sua stessa vita, siano messe a rischio proprio dalla CRS. Christine, una cameriera del ristorante esclusivo dove suole recarsi Nicholas, si rivela un personaggio chiave e capace di tirarselo dietro in situazioni pericolose. Dopo che un falso tassista ha quasi causato la sua morte, Nicholas decide di rivolgersi alla Polizia, ma gli agenti trovano gli uffici vuoti e fanno chiaramente capire a Nicholas che non c’è movente, essendo stato egli stesso a ingaggiarli. Segue un aspro litigio con il fratello Conrad, che gli rivela di essere vittima della CRS e che accusa Nicholas di “essere uno di loro”. Recandosi a casa di Christine, questa gli dice di essere una vittima della CRS, esattamente come il fratello Conrad. imagesA causa di uno scatto d’ira di Nicholas, la casa di Chistine viene letteralmente crivellata di colpi ma i due riescono a fuggire in auto. Durante il tragitto verso un cottage di montagna, Christine rivela a Nicholas che la CRS gli ha prosciugato i conti e che ora la CRS lo vuole morto. Ormai nel panico, Nicholas contatta la banca europea che gli conferma che il suo saldo è zero. Senza accorgersene, Nicholas, ha dato il codice d’accesso ai suoi conti. Lo comprenderà al cottage dove era diretto, e dove Christine lo droga con un sedativo…(fonte Wikipedia)

Sui settimanali di cinema e tv, compreso l’allora buon mensile Ciak, le critiche variavano tra le grida al “capolavoro” e la mossa falsa del regista. Io l’ho visto e rivisto ma per la mia attitudine al godere di una sceneggiatura che punta sullo stravolgimento di qualsiasi vita umana ordinaria. Scendendo con i piedi per terra, mi viene da dire che Fincher ha fatto un lavoro notevole e la fotografia di Harris Savides é un puro orgasmo. Il guaio di The Game è che ha un curioso atteggiamento di superiorità, come se sapesse di affascinare già nei primi venti minuti, ma si sbaglia se non si convince che risulta troppo lento per poi decollare vertiginosamente. Poco da dire, un signor film ma a tratti ruffiano. Michael-Douglas-Screenshot-from-The-Game-1997-1Armin Mullen Sthal è un ottimo caratterista, Deborah Kara Unger mai volgare e molto elegante è spesso illuminante, per dire che il nostro protagonista Douglas (qui nel ruolo di un ricchissimo economista, stronzo fino al midollo) da il suo meglio ma non convince mai troppo, non come Sean Penn che ha sulle spalle il grande colpo di scena di una storia senza dubbio affascinante, grande interpretazione. Impeccabile. È una produzione Polygram del 1997, non vi aspettate nulla di nuovo dal punto di vista di tecnica perché di classico già se ne può parlare, ma gode di un fascino visivo di tutto rispetto e un’accelerazione molto rapida di colpi di scena e continui cambi di ambientazione. Prodotto dalla Propaganda Films è una visione certamente impegnativa ma nemmeno troppo. Veleno perfetto per allobtanarsi dalla realtà quotidiana…

P.S. Molto azzeccata l’ambientazione generale nella dispersiva San Francisco, la quale si presta all’annebbiamento sempre più pressante dei dubbi e le domande dello spettatore.

★★★✬☆

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