La stanza di Marvin (1996)

MarvinDiane Keaton, Meryl Streep, Leonardo Di Caprio e Robert De Niro. Ci sono ben 7 premi Oscar con solo quattro nomi nel film d’esordio del regista teatrale Jerry Zaks, il quale decise di mettere in piedi versione cinematografica dell’opera teatrale di Scott McPherson, una storia che trattava di una drammatica realtà familiare, uno spaccato di America di ceto medio-basso. Con la presenza fondamentale della Tribeca Entertainment di De Niro (che si ritaglia un piccolo ruolo e produce il film), la trama seppur toccante è una trama assai leggera e che fa affidamento sui volti dei super-attori. Ad Hollywood e sostanzialmente dappertutto fu un flop, incassando solo 15 milioni di dollari a fronte di un budget di 23. Girato completamente nell’autunno del 1995, il film di Zaks uscì nelle sale nei primi mesi del 1997. Diane Keaton, per la sua interpretazione, una nomination agli Oscar.

Dopo vent’anni, le vite di due sorelle, Bessie e Lee, tornano ad intrecciarsi: a Bessie è stata diagnosticata la leucemia e ha bisogno di un trapianto di midollo osseo. Lee fa la parrucchiera in un piccolo paese dell’Ohio e vive sola con i suoi due figli, Hank e il più piccolo Charlie. A darle più preoccupazioni è il figlio adolescente che viene rinchiuso in un manicomio per aver dato fuoco alla casa. In attesa che la casa possa tornare agibile, Lee e Charlie trovano ospitalità in un convento. Bessie, invece, vive in Florida e passa le sue giornate prendendosi cura del padre Marvin, costretto a letto perché colpito da un ictus. Con Bessie vive anche la sua anziana zia Ruth, che convive con dei dolori cronici e la passione sfrenata per una soap opera che segue tutti i giorni e sembra essere diventata la unica ragione di vita. Una sera mentre sta giocando a carte con le sorelle del convento, Lee riceve una telefonata: Marvin2è il Dottor Wally, che le comunica che la sorella sta lottando contro la leucemia e potrebbe non farcela se non si trova al più presto un donatore di midollo osseo. A Lee non resta altro che prendere i suoi figli e partire per la Florida. Sono quasi vent’anni che non vede e non sente sua sorella e sa che non sarà facile riconciliarsi con lei. Appena arrivati, Hank si mostrerà piuttosto ostile, non volendo neanche saperne di scendere dall’automobile e mostrandosi indifferente alla presenza di Marvin che, ai suoi occhi, appare solo come un povero vecchio ormai ridotto ad un vegetale che non merita né cure né amore. Sarà col passare dei giorni che tra il ragazzo e la zia, di cui poco tempo prima ignorava l’esistenza, nascerà un rapporto speciale. Bessie si dimostrerà comprensiva e disposta ad ascoltarlo e lui inizierà a prendere in considerazione l’idea, prima riluttante, di sottoporsi al test per la donazione del midollo osseo.

Sarà incredibile ma per quanto possa essere “grande” il cast, questo film inizia ad imbarcare acqua per la sua esagerata drammaticità già dopo dieci minuti. La già pesante situazione di Bessie, che come detto deve badare a due anziani di cui uno è quasi un vegetale (una delle ultime grandi apparizioni del grande Hume Cronyn), è messa ancora più a dura prova quando si manifesta su di lei l’ombra della morte: e non si ha nemmeno il tempo per commuoversi perchè la tragedia è palesemente esagerata. Marvin3Meryl Streep, attrice immensa, si trova curiosamente non a suo agio, e il suo livello sempre altissimo di recitazione perde punti a lungo andare rispetto alla ben più tenera Diane Keaton. Bravissimo anche il ventunenne Di Caprio, ormai pronto per il ruolo che lo consacrerà (sappiamo tutti qual’è), mentre molto in ombra De Niro. Ma forse, è la divertente interpretazione di Gwen Verdon la migliore di tutte, un’attempata e mezza rimbambita anzianotta strafatta di soap-opera. Non convincono nemmeno le musiche del duo Portman-Simon (c’è una traccia in cui canta anche la Streep), mentre è incantevole la fotografia di Sobocinski. Alla finesi può dire di aver visto un melodrammone con la lacrima troppo facile sostenuto da un quartetto di attori immensi: è un pò come addentare un gustosissimo cioccolatino e accorgersi che ha un interno insipido.

★★★☆☆

 

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