Vento di passioni (1994)

Vento di passioniAhhhhh….oggi facciamo un po’ le femmine va, prendiamo i kleenex, apriamo l’app Sentimental e riflettiamo assieme su uno dei manifesti romantici più emblematici del cinema degli ultimi trent’anni: già perché se vogliamo fare una lista di questo genere non possiamo omettere Vento di passioni, il film che consacrò sia Brad Pitt che il regista Edward Zwick, tecnico molto competente di scuola classica. Nel cast oltre al più bel Brad Pitt sul grande schermo troviamo , in prima linea, il già veterano Anthony Hopkins, Aidan Quinn e Julia Ormond, ai quali si accodano Henry Thomas (l’Elliot di E.T.), la bella Karina Lombard e Gordon Tootoosis. Il film girato interamente tra l’autunno e il primo inverno del 1993 fu distribuito solo alla fine del 1994 negli USA e nei primi mesi del 1995 in Europa, ricevendo ottime critiche e un gran successo: 160 milioni di dollari contro i 30 spesi.

Il colonnello Ludlow, dopo essersi ritirato dalle armi, decide di dedicarsi all’allevamento di bestiame in una fattoria nel Montana. La sua decisione avviene in seguito al disgusto provato nell’aver visto il trattamento che il governo statunitense ha usato nei confronti degli indiani. Dopo l’abbandono da parte di sua moglie, cresce da solo i suoi tre figli, Alfred, Tristan e Samuel. I ragazzi crescono, e Samuel si fidanza con Susannah, per la quale non è il solo a nutrire dell’affetto. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, Samuel decide di arruolarsi come volontario e gli altri fratelli decidono di seguirlo con il solo scopo di proteggerlo. Samuel muore in guerra tra le braccia di suo fratello Tristan. I due fratelli sopravvissuti tornano a casa, ma si crea tra loro una forte rivalità, in quanto entrambi innamorati di Susannah, la quale si innamora di Tristan ma questo, dopo essersi legato a lei e aver litigato con il fratello, che entra in affari in città, vede risvegliarsi in sé un senso di rabbia e vuoto, come diceva l’indiano Colpo Di Pugnale, si era risvegliato in lui l’orso. Tristan lascia tutto e parte senza una meta. Susannah lo aspetta finché lui non le invia una lettera nella quale le dice chiaramente che fra loro è finita, e le consiglia di sposare qualcun altro. Vento di passioni4Alfred, che aveva già litigato con il padre nel chiedergli la sua benedizione per diventare membro del Congresso, chiude i rapporti con lui e sposa Susannah. Molti anni dopo Tristan ritorna a casa…

Il film di Zwick ricevette tre nomination agli Oscar, vincendo quello per la miglior fotografia (John Toll) e quattro nomination ai Golden Globe tra cui quella per miglior film drammatico, miglior regia, colonna sonora e miglior attore protagonista Brad Pitt. Probabilmente avrebbe potuto vincere qualcosina in più, forse la colonna sonora, un’opera di primo livello scritta da James Horner (TitanicApollo 13L’ombra del diavolo). Siamo di fronte ad un classico drammone che sfoga i suoi sentimenti nel corso di mezzo secolo, tre generazioni della famiglia Ludlow che affrontano momenti di felicità a momenti di frustrazione e rabbia. Non tutto ruota attorno alla figura femminile di una brava Julia Ormond, bensì al legame familiare di un vecchio colonnello Hopkins e il rapporto con i suoi tre figli, il primo che viene a mancare giovanissimo sotto le armi, il secondo ligio al dovere e freddo, il terzo estremamente emotivo e ribelle. Ed è su questa base che il film può tranquillamente procedere tranquillo e potrebbe continuare a svilupparsi se non fosse per la sua già importante durata:Vento di passioni3 a differenza dei film familiari narrati da Scola o a La casa degli spiriti di Bille August, non è però un mattone (senza nulla togliere alla bravura dell’Allende) e conquista occhi e orecchie per la sontuosa fotografia di Toll e lo score di Horner (i paesaggi musicati del Montana sono a tutti gli effetti protagonisti assieme al cast). Non ci si deve aspettare una quale profondità, non ci sono sotto livelli criptati ed il contesto vuole essere lineare, perchè è una soap-opera western di due ore e passa, ma estremamente godibile. Gli attori hanno ampio spazio e sorprende tra tutti un ottimo Aidan Quinn, che non è certamente Laurence Olivier, ma esce a testa alta anche davanti ad un mastino come Hopkins (delizioso nella sua vecchiaia provata da un ictus). Film sicuramente da collezione, comprate il DVD/Blu-Ray.

★★★★☆

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