TWIN PEAKS – Recensione 3×17 e 3×18 – FINALE DI STAGIONE

Sicuramente non parlerò di Judy. No scherzo io dovrò parlarne per forza perchè Lynch, nei suoi indecifrabili finali ci ha sicuramente donato qualcosa, la sua cartella clinica, e le notizie sono assolutamente rassicuranti: c’è scritto “Fuori di cervello”. E la cosa ci piace assai. Twin Peaks è finito. Ancora una volta. E ora? Beh, nella speranza che il libro di Mark Frost “The final dossier” ci potrà spiegare qualcosina di più, cercheremo di tornare in quella strada a Twin Peaks con Richard e Carrie Page un attimo prima che quell’urlo spenga le luci di casa Palmer.

TP-finale 2

Cosa è accaduto nella puntata 17 e cosa soprattutto nella 18 ? Difficile dirlo con precisione perché il nostro folle Lynch vuole che noi interpretiamo i suoi criptici messaggi, cosicché ci concede un finale quasi hollywoodiano dove vediamo Mr.C/Evil Cooper/Bad Cooper/Come Cazzo Si Chiama Questo morire, Bob sconfitto dai pugni di Freddie, Cooper che ritrova la vera Diane nascosta in Naido, e soprattutto Laura salvata prima che si rechi nel rifugio assieme a Leo, Ronette Pulanski e Jacques Renault. Si Cooper salva Laura Palmer e tutta la storia si riavvolge con Pete che va a pescare in quella fredda mattina di febbraio e tutto è come il giorno prima. Nessun cadavere avvolto nella plastica. Ma ora qualcosa cambia in modo anomalo. Mentre il nostro Agente Cooper tiene per mano Laura, la ragazza svanisce improvvisamente dopo che urlo squarcia la notte. Fine parte 17.

TP-finale 1

Parte 18. Sarò breve. Bad Cooper brucia nella Loggia e muore, Mike crea il nuovo Doguie-Cooper (non è più catatonico) e i Jones vivono felici e contenti. Torniamo nel bosco e riviviamo il salvataggio di Laura che si interrompe con l’urlo. Cooper rivive nella Loggia in modo differente alcuni avvenimenti e incontri come nella parte 2, compreso il Braccio che cita una frase già detta da Audrey “la bambina che vive in fondo alla strada”. Quando Cooper uscirà dalla Loggia si ritroverà nello stesso luogo dove venne recuperato alla fine della stagione 2, a Glastonbury Grove nel cerchio dei 12 sicomori. Invece di Harry (Michael Ontkean quanto ci sei mancato!) ecco nuovamente Diane, ma da questo punto in poi possiamo dire che inizia una nuova era. Cooper e Diane salgono su una berlina anni ’50 e si dirigono a 430 miglia di distanza in un punto imprecisato del deserto. Attraversano quello che si potrebbe definire un portale e raggiungono di notte un motel. Diane dal posto del passeggero, mentre Cooper sta fermando la stanza, vede se stessa dietro una colonna. I due entrano nella stanza ed hanno un amplesso in cui sia lei che lui (ma più lei) si rendono conto che qualcosa non quadra. Il mattino seguente, Cooper si sveglia da solo e trova un biglietto, scoprendo che Diane si firma Linda e lui si chiama Richard (Richard e Linda, 430, due piccioni con una fava). Sale in macchina, una macchina nuova, e lascia un motel che sembra molto diverso da quello visto di notte. Dopo un pò di strada Richard si ferma al diner Judy’s e chiede alla cameriera l’indirizzo della sua collega, la quale manca da tre giorni al lavoro (Theresa Banks?) e pista di botte tre energumeni che tentano di spassarsela un pò con la cameriera. Siamo a Odessa, Texas (???). Richard arriva davanti la porta della ricercata ed ecco che apre Laura Palmer, anzi Carrie Page (la quarta pagina?). L’uomo convince la donna a venire con lui per portarla a Twin Peaks, ma una volta arrivati, dopo un altro lungo viaggio, ecco che il RR non ha più scritte e a casa Palmer non abita più nessun Palmer, ma la signora Tremond che ha acquistato la casa dalla signora Chalfont. Ehhhmmm???? Spiazzati entrambi dalla cosa, Richard e Carrie, fermi in strada si chiedono cosa stia accadendo e in che anno siano. Ma ecco l’urlo di Carrie/Laura che squarcia il silenzio e lo schermo diventa nero. …………si è così che finisce Twin Peaks.

Ora una mia interpretazione.

Avete presente Betty/Diane di Mulholland Drive? Se avete letto tutti i commenti precedenti penserei proprio di si. Lynch, da sempre appassionato anzi ossessionato dai sogni, ha voluto omaggiare se stesso e le sue foli visioni oniriche regalandoci due finali o quasi. Il primo, quello dove tutto termina secondo il concept hollywoodiano è racchiuso in parte 17, dove il salvataggio di Laura si compie. Ma Lynch non è Chris Columbus o Steven Spielberg e ci fa intuire alla fine che qualcosa non quadra: l’urlo e Laura che non è più attaccata alla mano di Cooper, in sostanza è il secondo punto di vista del risveglio di Laura (il primo lo avevamo visto in parte 2). Cooper, il nostro punto di vista, esce dalla Loggia ed è l’agente Richard Qualcosa che ancora vive nel sogno, un sogno che probabilmente è a più livelli, e trova Linda/Diane. Entrambi in una macchina degli anni ’50 attraversano quello che dovrebbe essere un varco dimensionale-onirico-temporale che li catapulta in una dimensione presente ed entrambi si rendono conto (Linda di più di Richard) che loro non sono quello che sembrano. Qualche ora dopo, al suo risveglio, Richard si trova in un luogo diverso ma, ancora in un sogno, dove crede di essere ancora l’Agente Dale Cooper. Come, se non in un sogno, si fermerebbe a casaccio sulla strada ad Diner qualsiasi per recuperare l’indirizzo di una persona x ? Ecco Carrie Page che curiosamente gli da retta e lo segue per andare a Twin Peaks. Nel viaggio, se i nostri eroi fossero davvero come una volta, avrebbero avuto molto di cui parlare…ma Cooper è silenzioso e noioso come non lo era mai stato, semplicemente normale, che non sa nemmeno cosa dire ad una sconosciuta la quale contraccambia con altri silenzi. Ma davanti alla casa dei Palmer, non più dei Palmer, ecco Sarah che sta chiamando la figlia per quella colazione che lei non consumò mai perché era morta. Laura, semplicemente si sveglia (terza volta). La terra trema, le luci si spengono come il palco di un’opera teatrale.
Io credo che il male sia solo figurativo nel mondo di Twin Peaks e con molta probabilità Laura Palmer è davvero una ragazza che si è lasciata andare ad una vita a base di alcool e droghe. Potrebbe quindi essere il tutto una gigantesca proiezione mentale di una forte droga nella mente di una sbandata, la quale ha pensato alla sua morte, mescolando ricordi, nomi, luoghi e demoni, inventando personaggi in grado di capire e capirla, forse perchè lei vuole aiuto.
Ecco perché probabilmente quell’urlo che squarcia quel silenzio nella notte sulla strada di quella che dovrebbe essere la sua cittadina natale. Laura non può scappare al suo destino e sta per risvegliarsi nella sua vita troppo normale, forse proprio a Twin Peaks.

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