Blown Away – Follia esplosiva (1994)

BlownRedenzione, vendetta e tanto esplosivo al plastico. Sono le caratteristiche che stanno alla base della storia che ruota attorno Jimmy Dove e Ryan Gaerity, personaggi quasi speculari del thriller Blown Away – Follia esplosiva, diretto da Stephen Hopkins, il quale fino a quel momento aveva generato interessanti pellicole come Nightmare 5 – Il mito (1989) e Predator 2 (1990) e che poi sarebbe stato l’artefice dell’emozionante Spiriti nelle tenebre (1995). Jeff Bridges e Tommy Lee Jones in uno scontro che nasce nel lontano passato irlandese e che sfoga tutta la sua esplosività a Boston, in un nuovo paese sì ma nato da coraggiosi antenati celtici. Non fu un successo e non piacque alla critica, probabilmente perché i personaggi erano troppo stereotipati e il concetto che il bene avesse la meglio sul male, dopo aver identificato quale fosse il limite di demarcazione delle due fazioni. Uscito a ridosso del Giorno dell’Indipendenza del 1994, il film di Hopkins riuscì a guadagnare solo 20 milioni rispetto al budget speso, ma con il tempo è riuscito a farsi strada e ad essere rivalutato, una caratteristica che ormai ha inglobato anche i film degli anni ’90.

Belfast: il gruppo di Ryan, un esaltato terrorista, piazza alcuni ordigni per un attentato. Accorgendosi che vi erano parecchi civili innocenti che rischiavano di morire, Liam interviene cercando di sventare il massacro. Nella lotta l’ordigno causa la morte del gruppo, in particolare della sorella di Ryan, fidanzata di Liam. In seguito, Ryan viene catturato mentre Liam fugge in America cambiando il suo nome in James. Vent’anni dopo, Ryan fugge dal carcere. Liam è un agente della squadra artificieri di Boston. Durante la festa di compleanno della figlia della fidanzata, nel giorno libero, Liam-James (chiamato da parenti ed amici con il diminutivo Jimmy) viene richiamato in servizio per una bomba dentro un PC in una scuola. Prendendo in mano la situazione riesce a salvare la ragazza in pericolo e per questo viene elogiato in televisione. Blown_3Tra i telespettatori c’è anche Ryan che, riconoscendo l’antico amico-traditore, inizia una lotta senza quartiere contro Liam. Ryan piazza un primo ordigno sotto un ponte, ma l’artificiere che cerca di farla detonare a distanza sparandole con un fucile a pompa muore investito dall’onda d’urto, che rimbalza contro le pareti: James capisce che qualcuno sta cercando di uccidere tutti i membri della squadra artificieri, e chiede di essere reintrodotto nella squadra nonostante si sia ritirato dal campo. Un secondo ordigno uccide altri due colleghi di James, Rita e Cortez, che stavano controllando il robot artificiere a cui era stata applicata la bomba. Mentre è a casa ad ascoltare musica, Anthony si accorge che nelle cuffie che sta indossando è stata piazzata una carica esplosiva: riesce a chiamare James ed insieme riescono a disattivare il doppio congegno esplosivo. Max (zio di James) riesce a rintracciare Ryan in un pub in cui spesso si ritrovano gli irlandesi, ma quando tenta di avvertire James chiamandolo dal telefono nel bagno, viene scoperto dal dinamitardo che lo aggredisce e lo rapisce. James ritrova Max collegato ad un ordigno con detonatore a movimento, ma quando il poliziotto torna alla moto per prendere gli attrezzi necessari, avendo capito che non sarebbe stato possibile disattivare la bomba nel poco tempo rimasto, Max si alza in piedi attivando la bomba, esplodendo. La sfera del sistema di detonazione ( decorata con un delfino ) ritrovata da James lascia intuire al protagonista che il rifugio del dinamitardo è proprio una vecchia nave “The Dolphin”, Blown_2delfino, spiaggiata in una vecchia zona del porto. Qui Ryan ha riempito il motore della nave con carburante e cristalli di nitrato, e disseminato l’imbarcazione di fusti di benzina e candelotti esplosivi. James lo rintraccia qui mentre stava guardando i preparativi alla festa nazionale, ma Ryan…

Non si tratta certamente di un capolavoro, ma Blown Away può difendere a spada tratta una sua dignità perché è composto e sobrio e non deve arrivare a nulla se non ad intrattenere uno spettatore che vuole “divertirsi” alla visione. Tra gli spunti interessanti va evidenziata innanzitutto un’ottima colonna sonora dove spiccano ovviamente i due successi di The Joshua Tree degli U2 (With or without you e I stll haven’t found what i looking for) e la splendida Return to me degli October Project oltre allo score drammatico condotto da Alan Silvestri; nota di merito ad Hopkins per la scelta vincente dei particolari ravvicinati dei meccanismi esplosivi, Blown_4un modo davvero originale e carico di adrenalina; bravi i due protagonisti ma bravi soprattutto Whitaker e Lloyd Bridges, quest’ultimo che, una volta tanto, si può scrollare di dosso il ruolo comico che lo ha reso celebre in Hot Shots! (1991) e in L’aereo più pazzo del mondo (1980). Le noti dolenti arrivano dalla sceneggiatura che risente tanto di un visto e rivisto e per alcuni tratti il rischio di annoiarsi è alto; c’è Suzy Amis che per quanto possa essere deliziosa come donna non riesce a fare granché come attrice. Diciamo che Blown Away risente di qualche anno di ritardo come anno di produzione, nel senso che se fosse stato concepito nel 1987 non ce ne saremmo neanche accorti.

Curiosità: Jeff Bridges sarà protagonista solo cinque anni dopo di un film molto più interessante in cui interpreterà un personaggio molto simile al suo Jimmy Dove. Questo film è Arlington Road di Mark Pellington, che consiglio caldamente di recuperare.

★★★☆☆

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