Sotto il vestito niente II (1988)

Sotto il vestito niente IISe il trash è di moda, allora la moda quì è trash e con stile. Dopo il successo del thriller diretto da Carlo Vanzina, un successo commerciale ma non grazie ai giudizi (forse anche troppo severi) di alcuni critici, il regista esordiente Dario Piana si prese l’incarico consegnatogli direttamente dall’allora sultano della distribuzione italiana Achille Manzotti a mettersi dietro la macchina da presa per dirigere il seguito apocrifo di Sotto il vestito niente. Le riprese del film, quasi tutte svoltesi a Milano nel tardo 1987. Il film non ha nulla a che vedere, quindi, con il primo film, e rappresenta l’inizio e la fine di Diana come regista cinematografico (la sua carriera proseguirà da sceneggiatore nelle fiction Rai). Nel cast possiamo trovare oltre che alla bellissima icona anni ’80 Florence Guerin, Randi Ingermann e Gioia Scola. Uscì nelle sale italiane nel 1988 ed ebbe un discreto successo, ovviamente grazie alla fama del suo predecessore originale.

Milano. Durante una sfilata di modelli di biancheria intima, un vecchio e potente uomo d’affari, Rizzi, interessato a Sylvia, una delle indossatrici, ordina ad Alex Conti, loro spregiudicato manager, di combinargli un incontro con la ragazza. Alex allora invita la giovane e le sue tre amiche Lauren, Michelle e Lesley, a casa sua: quando Rizzi sopraggiunge, Sylvia, comprese le sue intenzioni si ribella, ma, immobilizzata dalle sue colleghe, deve soccombere alle violenze del vecchio. Sconvolta, la ragazza fugge via con la macchina di Alex e dopo aver investito, per fortuna non gravemente, un metronotte scompare nel nulla. La mattina successiva il regista di spot pubblicitari David Cahill la cerca per iniziare il suo lavoro, ma né Alex né le tre amiche sanno niente di lei. A chiarire il mistero della sua scomparsa arriva il commissario Brandani il quale annuncia a tutti che il cadavere carbonizzato di Sylvia è stato trovato all’alba a 10 km di distanza dalla casa di Alex. Sotto il vestito niente II_2Nessuno sa spiegare l’accaduto e David soprattutto rimane scioccato dalla notizia della morte di quella ragazza che per lui significava molto poiché diversa dalle altre. A sostituire validamente la modella morta giunge, dall’America, Melanie, la quale inizia una storia d’amore con David che vuole comunque scoprire il mistero della morte di Sylvia. Una serie di altri efferati delitti colpirà i protagonisti di quella folle notte finché, dopo un ulteriore colpo di scena, il misterioso assassino verrà smascherato.

Se avete bisogno di farvi del male psichico questo film fa al caso vostro: oltre ad una scialba presentazione dei personaggi, di una risoluzione piuttosto scontata dell’assassino e di una mezza scena d’azione degna di nota, il film di Piana è la noia fatta thriller. Dario Argento, che io non ho praticamente mai amato, aveva girato scene del genere almeno 15 anni prima e di acqua sotto i ponti ne è passata a iosa. Florence Guerin, che all’epoca era un pò come Gabriel Garko oggi per Mediaset, ha una verve recitativa che Milly Carlucci a Pappa e Ciccia sembra a confronto Ingrid Bergman. Sotto il vestito niente II_3Eppure Piana non se la cava male con le inquadrature ed è supportato da una buona scelta di colori del misconosciuto Alan Jones. Il grave problema infatti è una sceneggiatura sciapa come un’insalata scondita, in cui tutte le caratteristiche di un buon thriller all’italiana avrebbe tantissimo bisogno. Se infatti il suo orginale predecessore vantava di mediocri attori (tranne Pleasance), poteva comunque contare su una buona dose di tensione e di un finale piuttosto disturbante. Quì siamo di fronte ad un patinatissimo spot di moda anni ’80 con il problema che qualcuno sta uccidendo le modelle. Nel cast anche un’allora giovanissima e sempre bonissima Randi Ingermann. Nel 2011 Vanzina si permise addirittura di dirigere il seguito ufficiale del primo film: i risultati sono assai peggiori di questa pellicola….almeno questa può vantare di essere stata girata negli anni ’80.

★✬☆☆☆

2 risposte a "Sotto il vestito niente II (1988)"

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