Ghostbusters – Acchiappafantasmi (1984)

GhostbustersEd ecco la mia recensione su uno tra i più emblematici manifesti cinematografici degli anni ’80, uno di quei titoli che rappresenta il decennio più pop del XX secolo. La squadra allestita dal regista Ivan Reitman è una banda di comici tutti provenienti dal mitico Saturday Night Live: Bill Murray, Dan Aykroyd, Harold Ramis e il piccolo Rick Moranis su tutti. A loro sono accostati i validissimi Ernie Hudson, Sigourney Weaver e la strepitosa Annie Potts. Il film di Reitman ha dato inizio ad una serie di seguiti, remake, spin-off e cartoni animati che hanno avuto, nel corso degli anni successivi un grande successo, per grandi e per piccini (come si diceva una volta). Basato su una sceneggiatura scritta a quattro mani da Dan Aykroyd e Harold Ramis, Ghostbusters incassò circa 300 milioni di dollari, oltre dieci volte la spesa iniziale della produzione (divenendo così il più grande successo di quell’anno) e venne anche nominato a due premi Oscar. Il film uscì nelle sale il 7 giugno del 1984.

New York, 1984. Peter Venkman, Raymond Stantz ed Egon Spengler, tre ricercatori universitari in parapsicologia, studiano da tempo, ma con scarsi risultati, i fenomeni paranormali. Contattati dalla Biblioteca Pubblica di New York sulla 5ª strada, si trovano per la prima volta faccia a faccia con un ectoplasma, quello dell’ex bibliotecaria Eleanor Twitty, la “Signora in Grigio”. Raccolti dei campioni, iniziano a valutare le potenzialità della scoperta, proprio mentre vengono cacciati dal rettore dell’Università per mancanza di risultati nei rispettivi ambiti di ricerca. Convinto Ray a mettere un’ipoteca sulla sua casa d’infanzia, con i soldi ottenuti i tre intraprendono la loro nuova e avveniristica attività: quella di acchiappafantasmi a pagamento. Ghostbusters_3Con il genio di Egon mettono a punto apparecchiature sofisticate e tecnologie all’avanguardia come lo zaino protonico, in grado di catturare l’energia psicocinetica dei fantasmi tramite flussi di particelle, il rilevatore di energia psicocinetica che serve a rilevarla e le ghost-trap, in grado di intrappolarli. I tre quindi acquistano un palazzo cadente, già sede dei Vigili del Fuoco, come loro quartier generale e una vecchia ambulanza,[1] modificandola secondo le loro esigenze e divenuta celebre come Ecto 1 (dal numero di targa). A questo punto non resta loro che attendere le prime telefonate, che però tardano ad arrivare. L’unica cliente è Dana Barret, una violoncellista che nel frigorifero di casa vede strane apparizioni di creature mostruose che pronunciano un nome: “zuul”. Finalmente ricevono una chiamata da un grande albergo di lusso del centro, il Sedgewick Hotel, infestato da un ingordo ectoplasma verde (Slimer) al dodicesimo piano dove i tre possono testare gli zaini protonici: dopo essersi divisi, il primo ad incontrarlo è Ray che tenta di prenderlo mentre si ingozza di dolci, il secondo sarà Venkman che avrà un contatto fisico e maleodorante con lo spettro. I tre lo seguiranno e lo cattureranno nella sala da ballo dove testano anche le trappole, causando però parecchi danni con gli zaini. Da allora le chiamate aumentano sempre più e gli “Acchiappafantasmi” cominciano a ripulire la città dagli spiriti e spiritelli che stanno terrorizzando i cittadini, ottenendo in breve tempo grande successo e popolarità (compaiono infatti in TV, sulle copertine di USA Today, del Time e ne parla Larry King nel suo show assieme ad altri famosi giornalisti). Ghostbusters_4Per far fronte alla sempre maggiore mole di lavoro viene anche assunto un ulteriore membro della squadra, Winston Zeddemore (Ernie Hudson). Ben presto, però, i quattro devono fare i conti con una minaccia ancora più grande: il funzionario del Dipartimento dell’Ambiente Walter Peck, giudicando il lavoro degli Acchiappafantasmi nocivo e pericoloso, riesce a togliere energia al “dispositivo di stoccaggio” in cui erano imprigionati tutti i fantasmi catturati fino ad allora, liberandoli. In città si diffonde il panico e i quattro vengono arrestati. Nel frattempo Gozer, una sorta di malefica semidivinità sumera del 6000 a.C., sta per reincarnarsi e tornare sulla Terra e per questo i suoi due adoratori, Zuul il Guardia di Porta e Vinz Clortho il Mastro di Chiavi, iniziano a “possedere” rispettivamente Dana e il suo vicino Louis sotto forma di cani infernali. Rinchiusi in cella, Ray ed Egon hanno il tempo di capire la situazione. Un pazzo e geniale architetto, di nome Ivo Shandor, capo di una setta devota a Gozer, aveva costruito il palazzo di Dana -che si scopre infine essere una gigantesca antenna spirituale- in un punto particolare in maniera da far confluire lì l’energia ectoplasmatica, così da richiamare Gozer per porre fine a questa società, giudicata troppo marcia per continuare a sopravvivere. L’unica speranza è raggiungere la sommità del palazzo e fermare la maligna divinità. Ottenuto l’appoggio del sindaco, scortati dalle forze dell’ordine fino all’edificio e scalatolo fino alla cima, gli eroi si ritrovano di fronte a Dana e Louis trasformati nei mostruosi quadrupedi che rispondono al richiamo di una creatura simile ad una donna davanti ad un portale che porta ad un’altra dimensione. Ray tenta di comunicare ma i quattro vengono attaccati dai fulmini della semidivinità. Ghostbusters_1Dopo averla “neutralizzata” con gli zaini protonici, Gozer dà la possibilità ai quattro di scegliere la forma fisica della calamità con la quale essere distrutti. Per evitare di rispondere, gli Acchiappafantasmi non pensano a nulla, ma inavvertitamente a Ray viene in mente la simpatica e innocua mascotte dei suoi marshmallow preferiti. Ed ecco che Gozer si materializza sotto forma di un tenero pupazzo vestito da marinaio Stay Puft Marshmallow Man, gigantesco e minaccioso, che inizia a distruggere la città…

Probabilmente, come in rarissimi casi, la cosa che meno interessa di un film come Ghostbusters è proprio la trama, anche se originale e avventurosa. Sì perchè quello che merita è lo spettacolo che routa attorno ad essa, una giostra di gag esilaranti, di battute ancora più esilaranti, di eroi fisacamente inadatti o quasi e che, proprio per questa ragione, possono essere solo che amati alla follia. Ogni minuto, ogni battuta è d’oro, ogni ripresa è una cartolina curata nel minimo dettaglio. Grazie alla fissa di Aykroyd per il sovrannaturale e tributando un classico della Diseny in cui Pippo, Paperino e Topolino cacciavano fantasmi a bordo di una goffa ambulanza nel corto “Gli scacciafantasmi” (1938), il risultato è un micidiale mix comedy-fantasy. Oltretutto è uno di quei film che possono essere visti e rivisti ogni volta anche se li si conosce a memoria. Nella videoteca di un nostalgico, non può assolutamente mancare.Ghostbusters_5
Nel 1989 venne distribuito nelle sale il tanto atteso seguito, sicuramente apprezzabile ma decisamente sottotono rispetto al suo predecessore. Dal 1986 al 1991 venne prodotta la serie cartoon del film The Real Ghostbusters, creata da Dan aykroyd e Harold Ramis. Nel doppiaggio italiano le voci dei personaggi sono le stesse del film. Oltre a vari videogames ispirati al film, nel 2016 vide la luce il criticatissimo reboot diretto da Paul Feig, film massacrato dalla critica anche in fase di produzione poichè fu un prodotto voluto fortissimamente dalla produzione anche senza il ritorno del cast originale. Dopo anni di stesure di copione, una volta distribuito nelle sale il film di Feig si rivelò un buon successo ma fu sommerso di critiche da fan e stampa per la scelta inopportuna di un cast tutto al femminile.

★★★★☆

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