Attacco al potere – Olympus has fallen (2013)

OlympusLa domanda è: al giorno d’oggi, dove si cela la bellezza di un film i cui eventi si snodano all’interno di un luogo iperprotetto e dove alcuni terroristi prendono in ostaggio l’uomo più potente del mondo e il suo staff? Dopo Bruce Willis, Arnold Schwarzenegger, Sylvester Stallone e Steven Seagal, è davvero possibile far riemergere dagli abissi un genere cosi impolverato? Possibile che la gente (quantomeno quella americana) abbia davvero ancora bisogno di un eroe che possa fermare le minacce terroristiche internazionali? Regista dell’ottimo Training Day (2001), Antonie Fuqua, ha avuto il merito (?) di riportare una ventata di patriottismo con un action in stile Die Hard e con un ottimo cast capitanato dallo scozzese Gerard Butler affiancato da Aaron Eckhart, Morgan Freeman e Angela Bassett. Il film, costato la bellezza di 70 milioni di dollari, ha riscosso un buon successo incassando più di 175 milioni di dollari con un seguito uscito nel 2015 e un terzo capitolo in fase di produzione.

Alla Vigilia di Natale, in un incidente d’auto, la first lady USA perde la vita insieme a quattro uomini della sicurezza. Mike Banning, uno degli agenti facenti parte della scorta, molto vicino alla famiglia presidenziale, viene sollevato dal suo incarico per aver prestato soccorso unicamente al presidente e non alla first lady. Diciotto mesi dopo, l’ex agente si ritrova a lavorare dietro una scrivania del Ministero del Tesoro, senza però mai abituarsi al nuovo e semplice stile di vita. Un giorno, in occasione della visita del primo ministro della Corea del Sud alla Casa Bianca, proprio durante il summit nello studio ovale, una cannoniera volante AC-130 in volo sul palazzo presidenziale inizia a crivellare di colpi l’edificio, neutralizzando tutte le guardie presidenziali sul tetto;Olympus_2 poco dopo, nascosti all’interno di veicoli civili, innumerevoli terroristi irrompono nella Casa Bianca, attaccando e massacrando i superstiti della scorta del presidente Asher, il quale, portato nel bunker presidenziale situato nei sotterranei dell’edificio, viene sequestrato dai terroristi infiltrati nella delegazione Sud Coreana, capitanati da Kang Yeonsak, famigerato terrorista nordcoreano, che nello stesso frangente uccide il premier della Corea del Sud. Kang, spinto dalla volontà di porre fine alla situazione conflittuale tra le due Coree con la vittoria del suo paese, contatta il facente funzioni del presidente, il presidente della Camera dei rappresentanti Allan Trumbull, annunciando che se gli Stati Uniti non ritireranno le loro truppe dalla zona demilitarizzata Coreana giustizierà ogni ostaggio in suo possesso; inoltre, mette sotto tortura uno dei membri dello staff presidenziale chiedendogli un misterioso codice Cerbero, che ottiene in poco tempo. Nel frattempo Mike, arrivato in tempo per vedere massacrare gli ultimi agenti di sicurezza, riesce ad entrare nella struttura e a mettersi in contatto con lo stato maggiore Americano, che gli rivela gli scopi dell’attacco, e che lo mette a corrente che i codici che il terrorista vuole estorcere fanno parte di un protocollo di sicurezza situato nel bunker presidenziale, in grado di distruggere testate nucleari lanciate per errore; il terrorista, una volta ottenuti i tre codici, ognuno in possesso di una persona diversa (tra cui il presidente), sarebbe in grado di neutralizzare ogni arma nucleare Statunitense e di rendere il Paese vulnerabile ad un attacco missilistico. Per evitare ciò, Olympus_4Mike deve anche trovare il figlio del presidente, presente nella casa Bianca al momento dell’attacco, in modo che Kang non possa usarlo come ricatto per ottenere il codice cerbero di Asher. L’agente riesce a trovarlo ed a metterlo in salvo, dopo aver eliminato numerosi attentatori. Kang, venuto a conoscenza dell’identità di Mike Banning, ordina a Forbes, un agente traditore della scorta del Presidente, di avvicinarlo e ucciderlo; ma Mike, fiutando il doppio gioco dell’ex collega, riesce a neutralizzarlo, e prima che lui muoia, in una sorta di catarsi, lo convince a dire al terrorista di essere riuscito ad eliminarlo. Nel frattempo Kang estorce il secondo codice…

I dubbi sul risultato finale rimangono: patetico tentativo di emulazione o squisito intrattenimento? Stiamo parlando di un goliardico giocattolone fatto di cazzotti, sparatorie, bandiere USA a rallentatore e quant’altro che va ad accodarsi ai più patriottici film d’azione di tutti i tempi dopo il traballante Air Force One (1997) e probabilmente Rambo 2 (1985). In uno sfacciato e quasi vergognoso tripudio di battute anni ’90, atmosfere alla Die Hard o addirittura a Trappola in alto mare (1992) e l’eroica volontà dell’uomo con il passato tormentato. Seppur con un eccellente arsenale di effetti speciali ed un cast davvero importante, il film di Fuqua diverte tanto ma è innegabile che puzzi di vecchio, di un genere che forse ha fatto il suo tempo (un pò come i western di John Wayne). Quindi se ci si sfrega le mani in un montaggio adrenalinico, si sbuffa inevitabilmente in alcune scene che sono prettamente da catalogo (l’uccisione di alcune autorità importanti, le richieste di codici, la redenzione dell’eroe sui suoi errori, ecc.). Olympus_3Tutti gli attori principali svolgono, senza dubbio, un buon lavoro (Morgan Freeman, per la seconda volta uomo più potente del mondo anche se temporaneamente, è una spanna sopra tutti) e, tecnicamente, è un action-movie impeccabile. Se pensate però di vedere un film in grado di far impallidire il miglior Michael Mann o da far strabuzzare gli occhi, non prendetelo nemmeno in considerazione: questo è un film di straordinario intrattenimento che non vuole essere giudicato per il suo esibizionismo propagandistico, bensì per la sua natura giocherellona. Hollywood rispolvera in modo esemplare un sottogenere (giustamente) dimenticato e non se ne vergogna.

Curiosità: Questo è il quarto di cinque film in cui nel cast si “incontrano” Morgan Freeman e Ashley Judd (i due non compariranno mai insieme nella stessa scena). Per Freeman è l’ultima volta in cui sarà doppiato da Vittorio Di Prima, scomparso nel 2016: nel seguito London has fallen (2015) la voce italiana è quella di Elio Zamuto, molto vicina a quella di Di Prima.

★★★☆☆

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