Alien (1979)

AlienIn principio fu “il film”, poi i seguiti, poi i videogames, ancora i fumetti, poi i cross-over cinematografici e ancora altri seguiti… l’universo creato nel 1979 da Ridely Scott è, a detta di molti, una pietra miliare del cinema fanta-horror, probabilmente (lo xenomorfo) il più celebre personaggio di questo sottogenere di film, seguito da La Cosa di John Carpenter (1982) e Predator di John McTiernan (1987). Alien, capostipite della saga, non solo ancora oggi rappresenta un punto chiave della cinematografia, ma gode del pregio di aver fatto breccia anche nei barbuti critici che soffrono l’azione e che preferiscono prodotti meno tradizionali e di radice etnica non americana. Da un soggetto scritto a quattro mani dal leggendario Dan O’Bannon (futuro regista di quel folle film il Ritorno dei morti viventi del 1985) e da Roland Shusett (Freejack, Atto di forza), il masterpiece di Scott vide la luce il 25 maggio del 1979 e fu uno dei maggiori incassi dell’anno, secondo solo a Kramer contro Kramer. Grazie alle sapienti mani di Hans Ruedi Giger, Carlo Rambaldi, Brian Johnson, Nick Allder e Denys Ayling, Alien si aggiudicò l’Oscar per i migliori effetti speciali oltre alla candidatura per la miglior scenografia. Il primo seguito di Alien fu diretto da James Cameron nel 1986, film che secondo alcuni sia addirittura superiore al predecessore.

Anno 2122. La gigantesca astronave da trasporto Nostromo è in viaggio di ritorno verso la Terra dal pianeta Thedus con un carico di minerali, mentre l’equipaggio è in stato di ipersonno. Si tratta di cinque uomini e due donne, ossia il capitano Dallas, il vice Kane, l’ufficiale scientifico Ash, il capo-tecnico Parker, il suo collega Brett, più il Ten. Ellen Ripley e la navigatrice Lambert. Con loro una mascotte, il gatto rosso Jones. MOTHER, il computer di bordo, riceve improvvisamente un misterioso segnale di soccorso proveniente da un satellite di un pianeta sconosciuto, risvegliando gli occupanti. Alien_4L’equipaggio, alquanto riluttante, è obbligato ad adempiere alla procedura di indagine, pena la perdita dei dividendi. Atterrati con una navicella sulla superficie del planetoide, Dallas, Kane e Lambert indossano le tute spaziali ed escono in perlustrazione per scoprire l’origine del segnale, mentre Ripley e gli altri membri rimangono a bordo a seguire l’operazione. Dopo un breve tragitto, i tre in avanscoperta si imbattono in un enorme relitto alieno. Ripley intanto, nell’operazione di traduzione del segnale, scopre che quella che sembrava essere una trasmissione di soccorso è in realtà una specie di segnale d’allerta. La squadra è entrata nei resti della nave, dove rinviene il grande cadavere fossilizzato di un extraterrestre con un impressionante squarcio nel petto; in seguito Kane, calandosi nella stiva della nave, trova una moltitudine di strani oggetti simili a uova. Una di queste, però, si apre all’improvviso e ne schizza fuori un parassita alieno che gli si attacca al volto frantumandogli il casco della tuta. Dallas e Lambert soccorrono il compagno e lo riconducono alla nave. Ripley, rendendosi conto della pericolosità della situazione, insiste per applicare il protocollo di quarantena che comporterebbe l’impedire al contaminato di salire sulla navicella, evitando così un eventuale contagio. Su comando di Dallas, però, Ash li fa entrare a bordo, contravvenendo al regolamento. In seguito Dallas e Ash conducono Kane nella sala medica della nave e analizzano il parassita, scoprendo che lo sta mantenendo in uno stato comatoso e ogni tentativo di rimuoverlo si svela vano e letale poiché l’alieno possiede un potentissimo acido al posto del sangue. Dopo un po’ di tempo il parassita si stacca da solo e viene ritrovato privo di vita. Ultimate le riparazioni, la navetta decolla dal planetoide, tornando nel Nostromo. Arrivati, la squadra rimane sorpresa nel vedere un Kane del tutto incolume e sveglio, privo di qualsivoglia effetto lasciato dall’alieno. Ormai convinti di aver scampato il pericolo, la squadra si raduna per cena prima di ritornare in ibernazione e riprendere il viaggio per la Terra. Alien_2Durante il pasto, però, Kane inizia a tossire violentemente fino a manifestare forti convulsioni ed emorragie interne. Dopodiché, una mostruosa creatura aliena fuoriesce dal suo torace uccidendolo, per poi fuggire via per l’astronave. Dopo aver espulso il cadavere fasciato di Kane nello spazio, l’equipaggio inizia una disperata caccia all’alieno piazzando inseguitori di movimento per la Nostromo e girando armati di fucili Taser. Brett, intanto, viene incaricato di cercare e trovare il gatto Jones. Dopo varie ricerche Brett riesce a trovare il gatto, ma quest’ultimo non intende avvicinarsi a lui. Dopo averci rinunciato Brett viene colto di sorpresa, morso alla testa e trascinato nei condotti dalla creatura, che nel breve tempo passato è cresciuta di proporzioni inaspettate cambiando la pelle come un serpente. Dallas, deciso a spingere il mostro nella camera di compensazione ed espellerlo nel cosmo, entra nei condotti di aerazione monitorato da Lambert, ma viene raggiunto e assalito dall’alieno, mentre Ripley e il resto dell’equipaggio non possono fare altro che assistere impotenti alla sua fine. Terrorizzata, Lambert implora di far esplodere la nave e fuggire con la scialuppa di salvataggio, ma Ripley, ora al comando, ordina di rimandare la fuga, dal momento che la scialuppa non può ospitare quattro persone. Alien_3Fra i file del computer di bordo MOTHER, Ripley scopre che per una direttiva prioritaria della “Compagnia”, Ash è incaricato di prendere in consegna l’alieno, nonché di proteggerlo ad ogni costo (anche a danno dell’equipaggio definito come “sacrificabile”) fino all’arrivo sulla Terra, dove sarà studiato. Ash, ritenendo Ripley una minaccia, tenta di ucciderla, ma viene colpito più volte da Parker con un estintore finché non viene decapitato, rivelando così di essere un androide. Ripley lo riattiva temporaneamente per cercare di avere delle risposte ai suoi quesiti, ma ciò che ottiene non lascia buone speranze: secondo Ash, infatti, si tratterebbe di un “essere perfetto” nato per uccidere, quasi del tutto privo di punti deboli ma anche di pietà o di emozioni umane e le possibilità di uscirne vivi sono pressoché nulle. Ripley decide di seguire il suggerimento di Lambert e ordina l’abbandono della nave per fuggire con la scialuppa. Parker, furioso dalle ultime parole scoraggianti e orribili di Ash, brucia i suoi resti con un lanciafiamme. Mentre Ripley recupera il gatto Jones, Parker e Lambert vanno incontro all’alieno…

La cosa che meraviglia di più, dopo 38 anni dalla sua nascita, è che il film di Scott è incredibilmente moderno e spaventoso come all’epoca. L’ambientazione claustrofobica, i tunnel caratterizzati dai classici giochi di luce e vapori, i suoni metallici che rimbombano nel silenzio e l’idea che la temperatura stia pian piano salendo (il sudore misto a spavento degli astronauti), rappresentano non un sottogenere cinematografico, ma praticamente un vero e proprio stereotipo. Il ricchissimo cast concede allo spettatore di immedesimarsi in uno degli sventurati della Nostromo, dall’uomo tutto d’un pezzo di Tom Skerritt, alla bellezza semi-androgina di Sigourney Weaver, Alien_5alla permeabile materna Veronica Cartwright di passando per i caratteristi interpretati dai veterani Yaphet Kotto, John Hurt, Ian Holm e Harry Dean Stanton, anche se conviene schierarsi dalla parte dello xenomorfo: un lavoro straordinario di Carlo Rambaldi che nel modo più analogico possibile ha creato un leggendario personaggio, sospeso fra eroe negativo e creatura che deve sopravvivere eliminando la minaccia uomo. Lo schema narrativo crea due imprevedibili momenti: il primo è la morte spiazzante di quello che sembra fino a metà film il protagonista, un colpo di scena che stordisce lo spettatore che perde il suo punto di riferimento; il secondo è il gioco del gatto e del topo, in cui i ruoli sono piacevolmente non definiti e anzi si ribaltano. Alien è un’eccellente prova del regista britannico, elegante e diabolico, potente e talvolta metafisico; pur essendo datato fine anni ’70, è già con un piede e mezzo nel decennio successivo e dimostra ancora oggi di ruggire contro chi voglia tentare di usurparne il posto. Musiche di Jerry Goldsmith.

★★★★✬

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