L’esorcista (1973)

L'esorcista loc.È con quasi ogni probabilità uno dei punti più alti del cinema horror classico, ma grazie ad alcuni spunti narrativi innovativi è, ancora oggi, considerato un caposaldo del genere in assoluto: grazie ad esso e al suo impatto culturale, il film di Friedkin (basato sul romanzo scritto da William Peter Blatty), è stato più volte emulato e parodiato, ha dato il via ad una saga composta in totale da due seguiti e da due prequel, più una serie televisiva attualmente in corso. Il successo di critica e di pubblico ha garantito al film un’enorme popolarità e, grazie al delicato tema trattato che non ha molto da condividere con la fantasia, bensì con fatti realmente accaduti (qui la storia è romanzata ma prende spunto da numerosi avvenimenti testimoniati). Uscito nelle sale cinematografiche il 26 dicembre 1973, ha incassato la bellezza di 450 milioni di dollari in tutto il mondo a fronte di un misero budget di soli 12 milioni di dollari. Ad oggi, nelle classifiche stilate da numerose riviste o blog di genere, si attesta quasi sempre fra le prime tre posizioni.

In un sito archeologico dell’antica città di Ninive nell’Iraq del Nord viene dissotterrata una statuetta che raffigura il volto del demone Pazuzu. Uno degli archeologi presenti, Lankester Merrin, sacerdote cattolico anziano e malato di cuore, rimane molto turbato dal ritrovamento. L’attrice Chris MacNeil si trova a Georgetown, quartiere di Washington, insieme alla figlia dodicenne Regan per le riprese di un film. Regan trova, nella casa dove vivono, una tavola ouija e giocando con essa evoca il demone Pazuzu, che la inganna dicendole di essere Capitan Gaio. Chris MacNeil nota Damien Karras, un giovane gesuita greco-cattolico medico specialista in psichiatria, che pochi giorni più tardi viene sconvolto dalla perdita della madre e dall’ossessivo senso di colpa per non esserle stato abbastanza vicino, preso dai troppi impegni del proprio ministero. L'esorcista_2Il giorno del suo compleanno, Regan ascolta la madre parlare infuriata al telefono: la donna cerca inutilmente di contattare l’ex marito, che vive a Roma e che non si è fatto vivo per fare gli auguri alla figlia. La notte seguente la ragazza si rifugia in camera della madre, sostenendo che il suo letto si muove e non la lascia dormire. Qualche sera dopo Chris tiene un ricevimento a casa sua per la fine delle riprese del film, cui partecipano anche padre Dyer e il regista Burke Dennings. In questa occasione, Regan inizia a dare segni di squilibrio, cosa che spinge Chris a sottoporla a diverse visite mediche. Nel frattempo, si verificano strani episodi nella cittadina e più precisamente in una Chiesa, dove viene profanata una statua della Madonna. Intanto Regan continua a peggiorare, ma i medici non capiscono quale sia la causa dei suoi problemi. Una sera Chris torna a casa e la trova vuota. La sua segretaria Sharon, al suo ritorno, si giustifica dicendo di aver lasciato Burke Dennings a badare a Regan. Poco dopo, le donne vengono informate della tragica morte dell’uomo, precipitato dalla scalinata accanto alla loro casa. Il tenente Kinderman sospetta che si tratti di omicidio e inizia a indagare: parlando con Chris, la donna capisce che dietro alla morte dell’uomo c’è la mano di sua figlia. I medici ammettono la loro impotenza di fronte ai problemi di Regan e, di fronte al tentativo fallito di una visita psichiatrica, consigliano a Chris di rivolgersi a un esorcista. La donna, atea, è diffidente, ma alcuni terrificanti e anormali comportamenti della figlia la inducono a rivolgersi a padre Karras. L'esorcista_3L’uomo incontra Regan più volte come psichiatra, inizialmente convinto che i disturbi della ragazzina siano di origine mentale, ma quando sente Regan parlare in latino e francese oltre che al contrario, si decide a domandare ai propri superiori l’autorizzazione per un esorcismo: il rettore la concede e decide di chiamare padre Lankester Merrin, sacerdote e esorcista esperto dal passato tormentato, al quale padre Karras farà da assistente. Padre Merrin si presenta di notte a casa MacNeil con padre Karras e intende cominciare immediatamente. L’esorcismo si presenta subito molto difficile. Il demone si oppone strenuamente all’esorcismo e ad un certo punto fa parlare Regan con la voce della madre di padre Karras, cosa che fa cedere emotivamente il giovane sacerdote. Padre Merrin lo fa uscire dalla stanza. Al suo ritorno, padre Karras trova padre Merrin stroncato da un infarto, provocato probabilmente dalla demoniaca Regan. Infuriato, si avventa contro Regan e…

Al di là di qualsiasi leggenda metropolitana raccontata (ci furono numerosi incidenti sul set e morti misteriose legate al cast artistico e tecnico), il film di Friedkin è stato un successo perchè, a differenza di molti film dell’epoca, è davvero sconvolgente a livello di immagini. L’unico titolo precedente in grado di tener testa a questa innovativa pellicola è, senza dubbio Rosemary’s baby (1968) di Roman Polanski, capolavoro indiscusso di genere thriller, il quale però non usufruisce di scene raccapriccianti. Il genere horror, in effetti e fino a quel momento, non godeva certamente di apprezzamenti positivi, visto e considerato che fino a poco tempo prima, gli argomenti trattati erano fin troppo fantasiosi e lontani dalla realtà. L'esorcista_4Con l’avvento de L’esorcista le cose sono notevolmente cambiate: il fatto che ci sia un’adolescente al centro della vicenda, la quale non si formalizza a spaventare il pubblico con un banale sguardo satanico ma va molto oltre (la testa che ruota di 360°, l’urina che non controlla davanti agli ospiti in salotto, le lingue parlate al contrario, la masturbazione violenta con il crocefisso,etc.). Assieme ad un’attentissima regia, la pellicola di Friedkin vanta una pregevole colonna sonora (la storica overture è un bijou) di Mike Oldfield, Jack Nitzsche e Krzysztof Penderecki, di ottimi effetti speciali (Marcel Vercoutere e Rick Baker) e l’elegante fotografia di Owen Roizman e Billy Williams: non a caso ottenne 10 candidature all’Oscar (vincendo la Miglior sceneggiatura non originale e Miglior sonoro) e portandosi a casa 4 Golden Globe (su 7 nomination) tra cui Miglior film, Miglior regia, Miglior sceneggiatura e Miglior attrice non protagonista Linda Blair, quest’ultima in futuro non ebbe il successo sperato proprio per essere troppo legata al genere horror grazie allo scioccante ruolo in questo film. Ottime le interpretazioni di Max Von Sydow (in un ruolo da anziano) e di Jason Miller, prematuramente scomparso nel 2001. È certamente un film che deve essere presente in una videoteca di un nostalgico e, se è possibile nella miglior versione (quella del 2000 contiene circa 11 minuti di scene inedite).

★★★★✬

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