Terminator 2 – Il giorno del giudizio (1991)

T2Chissà se alla fine James Cameron preferisca Terminator a Terminator 2? In fin dei conti, il primo diede al regista canadese la fama internazionale, confermata poi con i bellissimi Aliens (1986) e The abyss (1989)? oppure si coccola di più lo strepitoso seguito del 1991, un kolossal di azione e fantascienza capace di portarsi a casa ben 4 premi Oscar? Quello che importa è che stiamo parlando di due film quantomeno significativi per il genere sci-fi, capaci di dare una sterzata non indifferente per gli effetti speciali e sonori. Questo articolo parla di Terminator 2 – Il giorno del giudizio, uscito nei cinema il 1° luglio del ’91 ma girato interamente nel ’90, che ha incassato la bellezza di 540 milioni di dollari a fronte di un poderoso budget di 100 milioni (dell’epoca). Nel 1996 venne anche ri-distribuito nei cinema per la versione 3D e recentemente rielaborato per un tridimensionale ancora più qualitativo. Ad oggi, la saga di Terminator conta cinque episodi e in cui l’ultimo è uscito nelle sale nel 2015, mentre un nuovo film è previsto per il 2019.

Sono trascorsi dieci anni dai fatti di sangue causati dalla caccia del Terminator alla madre di John Connor, Sarah. Sarah Connor è rinchiusa in un manicomio criminale da quando, dopo la nascita del figlio, ha tentato di far esplodere una fabbrica di computer e di armamenti militari destinati al progetto riguardante il supersistema informatico Skynet. Tutti quanti la ritengono una pazza psicotica che minaccia continuamente di una fine del mondo che avverrà, secondo quanto narrato dal defunto Kyle Reese, il 29 agosto 1997. Il figlio di Sarah, John, è ora un ragazzo sbandato, in affido presso una famiglia di Los Angeles. Dal futuro giungono due Terminator, un modello T-1000 avanzato composto di metallo liquido capace di assumere le sembianze di chiunque o di qualsiasi oggetto di massa analoga con cui egli venga a contatto, in grado anche di plasmare le sue stesse parti del corpo in armi da taglio (armi a distanza con ingranaggi o componenti chimiche come pistole e bombe non possono essere riprodotte), ed un modello T-800, endoscheletro metallico ma tessuti vivi, con l’incarico di proteggere il giovane John ed esteriormente identico a quello inviato dieci anni prima per uccidere Sarah. T2_3Il T-800 rintraccia John presso una sala giochi, salvandolo dal T-1000 vestito da poliziotto. Dopo una rocambolesca fuga tra le fogne a cielo aperto di Los Angeles, il Terminator spiega a John la situazione: il John Connor del 2029 compirà un’incursione in una base dei cyborg di Skynet e ne programmerà uno perché svolga il compito di difensore di sé stesso nel 1995 dal T-1000 inviato dal micidiale network. Imponendo di non uccidere umani, John ordina al T-800 di liberare la madre dal manicomio criminale in cui è rinchiusa: la raggiungono proprio mentre lei sta attuando un’evasione. Prevedendo questa mossa, il T-1000 li raggiunge ma fallisce nell’uccidere tutti e tre. Scappati a bordo di un’auto rubata, essi viaggiano per il deserto della California, dove raggiungono un contrabbandiere di armi pesanti amico di Sarah. Durante il tragitto, Sarah si fa dare dal Terminator un insieme di informazioni storiche sui fatti del 1997 che porteranno allo scoppio della guerra nucleare. Il cyborg le svela che l’uomo più direttamente responsabile si chiama Myles Dyson, il direttore della Cyberdyne Systems Corporation, il quale, dieci anni prima, rinvenne i rottami del primo Terminator (un chip e un braccio), da cui sono partite le ricerche per lo sviluppo di un esercito di Terminator, lo stesso che nel futuro daranno battaglia all’umanità, T2_4nonché alle ricerche che negli anni novanta stanno portando alla creazione di Skynet su commissione del governo degli Stati Uniti. Decisa a cambiare la storia, Sarah scappa di nascosto con l’intento di uccidere Dyson nel presente. Giunta sul posto Sarah non riesce ad uccidere Dyson; vedendolo insieme alla moglie e al figlio desiste. John e il T-800 arrivano poco dopo e mettono Dyson al corrente di ciò che le sue ricerche causeranno al mondo nel giro dei prossimi anni…

Quello che si può dire sin dal principio è che un film come questo fa fatica ad invecchiare: Terminator 2 è ancora impressionante nella sua modernità che fa ancora strabuzzare gli occhi, eppure ha più di 25 annidi età. La capacità di Cameron è proprio questa. Sì perchè anche i suoi precedenti lavori come The abyss o Aliens – Scontro finale sono dei film ancora affascinanti e potenti. Cameron non conosce mezze misure: i suoi film sono epici; i suoi eroi, buoni o cattivi che siano, iconici; il livello dell’inrattenimento altissimo. Mario Kassar e Andrew J. Vanja, i capi della Carolco Pictures, hanno sempre speso in modo corretto anche se cifre alte, e ci hanno sempre guadagnato: con Jim Cameron hanno fatto una fortuna, peccato davvero per il fallimento della T2_2Carolco nel lontano 1995. Se nel primo film la sfida apparisse come una macabra acchiapparella, in cui il temibile e letale T-800 aveva il compito di uccidere la futura madre del capo della Resistenza, in questo secondo capitolo, lo scontro è decisamente più antologico: i volti mono espressivi dei due Terminators che tengono altissima la tensione si contrappongno al terrore degli esseri umani Sarah e John che dovranno sopravvivere per salvare il futuro. La componente emotiva sale vertiginosamente: il confronto tra la macchina e il giovane ragazzo, che non ha mai conosciuto suo padre, l’eroe Kyle Reese, stringono un rapporto umano ed istruttivo valido a fortificare l’animo di colui che salverà il mondo. Conrad Buff IV, Mark Goldblatt e Richard A. Harris, direttori del montaggio, compiono un capolavoro in cui è assente la noia, la ripetitività e in cui il ritmo appare travolgente. Brad Fiedel rielabora il main theme del 1984 e sviluppa un’overture formidabile, degna del miglior Wagner. Ma l’elogio più meritato va sicuramente ai maghi Dennis Muren e Stan Winston che, attraverso le prime digitalizzazioni degli effetti speciali, T2_5danno al cinema un nuovo limite da superare: la liquefazione del T-1000 è una pietra miliare della cinematografia. E gli attori? Sarà paradossale, ma Schwarzenegger, qui nelle vesti della macchina buona, è capace di far piangere, mentre Linda Hamilton sfodera quella che rimarrà probabilmente la sua migliore interpretazione, mentre il piccolo Edward Furlong si perderà dopo qualche anno e finirà nel dimenticatoio. Un dovuto applauso va anche a quel meraviglioso caratterista che è Joe Morton, un vero mostro di bravura nel difficile ruolo di Miles Dyson.

★★★★✬

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  1. Pingback: Inception (2010)

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