Scream 4 (2011)

“Questo è un film horror. C’è chi vive e chi muore, ed è meglio se cominci a scappare”. – Ghostface

scream 4_locDopo il deludente terzo capitolo, un episodio in cui il più grande colpo di scena fu quello di non averne, e dopo ben 11 anni in cui si susseguirono molti altri film fotocopia con giovani attori e i più svariati assassini, il regista Wes Craven e lo sceneggiatore Kevin Williamson, decisero di rimettersi al lavoro per una nuova trilogia del più celebre marchio di slasher movies degli ultimi venti anni. Per la produzione (Dimesion Films) e per il papà di Nightmare, il film avrebbe avuto i natali solo se fossero tornati i tre attori principali della vecchia trilogia, con la promessa che molte delle “regole” dei precedenti capitoli sarebbero state infrante e quindi che anche l’intoccabile trio non avrebbe avuto più la certezza di sopravvivere alla lama del coltello dello storico Ghostface. Nel cast, oltre la Campbell, Arquette e la Cox, entrano la stella nascente Emma Roberts, Hayden Panettiere (già famosa per il ruolo nella serie di Heroes) e Rory Culkin (fratello di Macaulay), mentre a fare da contorno troviamo una divertente e stralunata vice-sceriffo Marley Shelton e un piccolo ruolo per Mary McDonnell. Ai botteghini il quarto capitolo di Scream ha incassato ben 100 milioni di dollari.

Dopo oltre dieci anni dagli omicidi avvenuti a Woodsboro, Sidney Prescott è diventata un’autrice di manuali di auto-aiuto e per pubblicizzare il suo ultimo libro, Fuori dall’oscurità, compie un tour promozionale, la cui ultima tappa la riporta alla città natale Woodsboro. Qui ritrova lo sceriffo Linus Riley e Gale Weathers, ora sposati, e riallaccia i rapporti con la zia Kate Roberts e la giovane cugina Jill, che frequenta il liceo locale. Con il ritorno di Sidney, tornano a Woodsboro anche gli efferati omicidi di Ghostface, che dopo oltre un decennio sconvolgono nuovamente la tranquilla cittadina californiana. Dopo il massacro di due liceali, Jenny Randall e Marnie Cooper, Linus avvia le indagini per dare la caccia al nuovo serial killer con l’aiuto della giovane vice-sceriffo Judy, infatuata del suo superiore. Gale vorrebbe parteciparvi da vicino, ritrovando lo spirito dei vecchi tempi, ma poiché il marito sente il peso della carica che ricopre, viene tenuta lontana dalle attività della polizia. Intanto, Jill e le sue amiche Kirby e Olivia ricevono delle telefonate minatorie da Ghostface che tendono a sottovalutare, mentre il cellulare utilizzato dall’assassino viene trovato nell’automobile di Sidney. scream 4_1Linus decide quindi di tenere due agenti di guardia davanti l’abitazione dove Sidney e Jill risiedono, tuttavia la prossima vittima designata dal killer si rivela essere Olivia, che vive poco distante dalla casa dei Roberts. Ricomincia quindi l’incubo di Sidney: come dieci anni prima, ogni persona a lei vicina finisce per essere uccisa. La quarta vittima è proprio la sua assistente personale Rebecca. Nel frattempo, Gale non accetta la decisione del marito, e decide comunque di condurre delle indagini per proprio conto per cercare di identificare e fermare il serial killer. Per cercare di anticipare le mosse dell’assassino partecipa ad una festa presso un fienile isolato, dove gli studenti celebrano l’uscita dell’ultimo film della saga Squartati con una maratona dei capitoli precedenti. Qui, notando delle telecamere nascoste, scopre che il killer sta filmando i suoi omicidi e dopo aver avvisato Linus finisce per essere aggredita da Ghostface. Grazie al tempestivo arrivo del marito l’omicida viene messo in fuga, ma Gale rimane comunque ferita e dovrà essere ricoverata in ospedale. La notte seguente, Sidney scopre che Jill, probabilmente impaurita, è scappata di casa. Immediatamente dopo viene raggiunta da Ghostface che, dopo aver ucciso i due agenti di guardia, Anthony Perkins e Ross Hoss, aggredisce anche lei e sua zia Kate. Sidney riesce a salvarsi, mentre Kate sarà invece la settima vittima. Dopo aver rassicurato Linus delle sue condizioni, Sidney si mette quindi in cerca di Roberts, raggiungendo l’abitazione di Kirby. Qui sono presenti Charlie con il suo migliore amico, entrambi cinefili, Robbie, Jill e l’ex ragazzo Trevor, attirato sul posto da un finto messaggio del killer, che sta portando avanti una sorta di remake dei fatti narrati in Scream. scream 4_3I ragazzi vengono infatti aggrediti uno ad uno: Robbie è il primo a morire. Arrivata sul posto, Sidney nasconde Jill al sicuro e si rifugia con Kirby in una stanza chiusa a chiave. All’esterno vedono Charlie venire aggredito e legato ad una sedia, con il killer che chiede a Kirby di rispondere a delle domande sui film horror, proprio come all’inizio degli avvenimenti di Scream…

Dopo lo snervante terzo episodio, l’unico che poteva tranquillamente evitato di essere girato, i temi di questo seguito vanno a ripescare molto dal primo storico film e l’irriverenza geniale di Craven tocca livelli altissimi specialmente nei primi 6/7 minuti in cui sfrutta la ormai consumatissima saga di Stab (film creato in Scream 2 per raccontare i fatti di Woodsboro), un’audace mossa finto-autocritica per sfottere tutti coloro che hanno voluto ricalcare le orme di Scream per emularne le sottotrame. Così, dopo un inizio alquanto metaforico ma scalmanato, si torna a Woodsboro e ritroviamo i nostri beniamini. Dopo 10 anni dall’ultima apparizione il personaggio più maturo di Sidney Prescott (una Neve Campbell sempre bellissima) ripiomba nel vecchio incubo di sempre e qui entra di prepotenza Marco Beltrami, storico collaboratore di Craven sin dal primo film che rispolvera la sua “Trouble in Woodsboro” con qualche variazione. Scream 4_5.jpgNon solo: la fotografia di Peter Deming, leggermente più chiara del primo Scream, sembra non aver perso un colpo e ci regala quei suggestivi colori che avevamo tanto apprezzato anche nel secondo episodio. Grazie alla competenza di un Kevin Williamson in versione anni ’90 (ma comunque 2.0 – cit.), la sceneggiatura di questo episodio non fallisce pur non facendo dei clamorosi salti mortali e regala qualche bel colpo di scena, le nuove “divertenti” regole per sopravvivere e alcuni aggiornamenti con le nuove tecnologie affiancate alla filmografia horror classicista; in aggiunta va sottolineata la peculiarità di non dare più certezze neanche sulla presunta colpevolezza degli stessi protagonisti, né sulla loro sorte e la cosa funziona bene. Oltre alle numerose citazioni, oramai tipiche della saga, ce n’è una doppia sull’intramontabile “La finestra sul cortile” di Hitchcock e sui precedenti successi di Craven. Tuttavia ci sono due problemi non indifferenti: il primo è la mancata promessa sulla morte di almeno uno dei protagonisti principali; il secondo è un inevitabile senso di saturazione nei confronti di un genere comunque sfruttato all’osso (non per colpa di Craven, ma è una verità ineluttabile) – qui la domanda, è per questo motivo che non è stata completata la cosiddetta seconda trilogia? Forse. In fin dei conti, Scream 4 sembra saturo di se stesso e anche se tenta di giocare su questa esplicita debolezza, l’effetto scaturito non ne rafforza la sua essenza – Per il resto è un seguito godibile e sincero, un doveroso tributo ad un ormai classico del genere che chiude (?) i battenti regalando allo spettatore un importante quesito su cui ragionare attentamente sulla potenza dei mass-media e su cosa siamo disposti a fare pur di godere del successo. Tre stelle ma vale qualcosa di più.

P.S. A quasi tre anni dalla morte di Wes Craven, le poche dichiarazioni del cast lasciano presagire che non vi sarà un ulteriore seguito e quindi nessuna nuova trilogia sarà completata. Alla fine ci resta un più che degno finale per una delle saghe horror più prolifiche della storia.

★★★☆☆

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