War games – Giochi di guerra (1983)

War gamesPietra miliare fra i nerd degli anni ’80 e non solo, War Games rappresenta un punto fermo nella videoteca nostalgica della mia vita (e anche quì) e non solo. Il film segna il primo ruolo da protagonista per il giovane Matthwe Broderick e per la bella Ally Sheedy, nonché uno dei migliori film del regista John Badham. Da una interessante sceneggiatura scritta da Lawrence Lasker e Walter Parkes, è una storia che, in linea con gli avvenimenti dell’eterno conflitto “platonico” fra USA e URSS, gioca su un errore di un piccolo genio del computer il quale scatena involontariamente una situazione di estrema tensione tale da sfiorare la guerra vera. Nel cast, privo di nomi eccellenti, troviamo John Wood, Dabney Coleman e Carry Corman, mentre un piccolo spazio se lo ritaglia un giovanissimo Michael Madsen. Il film, che venne presentato al 36° Festival di Cannes ha incassato la bellezza di 79 milioni di dollari contro un budget di soli 12 milioni.

A Seattle il giovane David Lightman, appassionato di informatica, è un abile e promettente hacker che vuole introdursi nel computer di una nota casa di videogiochi, la Protovision, con sede a Sunnyvale, nella Silicon Valley, che sta per lanciare una collana di nuovi prodotti. Effettuando un wardialing su tutti i telefoni della stessa regione in cui ha sede l’azienda, il ragazzo riesce a raggiungere diversi dispositivi, tra cui una connessione secondaria di supercomputer del NORAD studiato per sviluppare strategie atte a rispondere a un attacco sovietico: lo WOPR (War Operation Plan Response). Questo calcolatore, ubicato nella base fortezza di comando NORAD, valuta azioni e contromosse a un eventuale attacco sovietico basandosi sull’esecuzione di numerosi giochi strategici e simulazioni militari e, tramite una rudimentale intelligenza artificiale, riesce ad imparare dai propri errori. Una volta letto l’elenco di tali giochi, David si convince di aver raggiunto la Protovision, ma non riesce ad avere accesso al calcolatore. War games_3Aiutato dalla compagna di classe Jennifer, chiede consiglio a dei tecnici suoi amici, che sospettano l’origine militare della lista dei giochi e gli consigliano di cercare eventuali backdoor lasciate dal creatore del sistema per poterli provare. Partendo dal primo gioco della lista (“Il laborinto di Falken”) David riesce a risalire al programmatore originario, Stephen Falken, uno scienziato ufficialmente deceduto che lavorava per il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d’America. Cercando informazioni su Falken riesce ad entrare nel sistema usando come password il nome del figlio deceduto in un incidente, “Joshua”, ed incomincia una partita a Guerra Termonucleare Globale contro lo WOPR, partita nella quale assume il ruolo dei sovietici. Dopo pochi minuti David deve abbandonare la connessione, ma il supercomputer ha già allarmato gli stati maggiori dell’esercito segnalando un attacco nucleare imminente, che portano lo stato della difesa (DEFCON) degli Stati Uniti d’America sempre più verso la guerra. Se per il ragazzo si tratta solamente di un gioco, così non è per il calcolatore che non discriminando fra realtà virtuale e realtà effettiva, continua a segnalare le operazioni di attacco inizialmente scelte da David, che vengono scambiate dai militari come reali azioni dei sovietici. Le contromosse degli statunitensi attirano War games_4l’attenzione dei sovietici, che le considereranno come vere e proprie provocazioni, e incominciano a loro volta a prepararsi al peggio, in una sorta di escalation che potrebbe portare realmente ad una guerra nucleare…

Sebbene gli argomenti di serissima attualità vengano trattati con una certa superficialità, voluta così fanciullesca dalla produzione, alcuni momenti di alta tensione si sbriciolano a causa di una sciagurata colonna sonora diretta da Arthur B. Rubinstein: in almeno tre sequenze chiavi si ha infatti a che fare con delle sinfonette di disneyana memoria (livello Pomi d’ottone e manici di scopa – guai a chi me lo tocca ma qui sarebbe la fiera del trash). Tuttavia con quel budget, Badham e compagnia bella possono contare su una robusta sceneggiatura e con due ottimi giovani protagonisti, capaci assieme al veterano Wood di reggere benissimo nemmeno si trovassero sull’Ottobre rosso di Clancy. Grazie all’indimenticabile conflitto finale contro il computer, scena fra le più iconiche del film (e dei film di quel genere), War Games convince. War games_2Resta un dubbio sul target della pellicola: ha più senso farlo vedere ad un ragazzino di 12 anni, incapace di comprendere la complessa situazione fra le due forze politiche più importanti del mondo, ma di godere di alcuni aspetti a cui un adulto farebbe fatica sopportare oppure è meglio sottoporlo ad un pubblico di età più elevata incapace di sottrarsi al fascino dell’informatica e della fantapolitica ma totalmente impreparato ad improvvisi cali di tensione? War games gode sostanzialmente di una storia avvincente e di tre validi attori, ma soffre di alcuni cali di suspence tali da contribuirne un voto alto. Sa di occasione mancata, ma non osi qualcuno a chiamarlo stronzata. 6,5

★★★☆☆

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