Il mondo perduto – Jurassic Park (1997)

A queste creature, necessita l’assenza dell’uomo, non l’aiuto per sopravvivere. Se solo riusciremo a farci da parte, a confidare nella natura, allora la vita troverà il modo – John Hammond.

Il mondo perduto
Quel film tanto per cominciare ha dato inizio alla fine della mia adolescenza, visto che quei pazzi della Universal Pictures decise di modificare il logo (io ero abituato a quello del primo film, non si fanno certe cose!). Oltre a questa follia iniziale, ecco che al cinema sta per iniziare Il mondo perduto: è il 1997 e siamo tutti emozionatissimi. In fin dei conti è il seguito di Jurassic Park. Grazie all’impressionante mole di soldi fatta con il successo del primo storico film, Spielberg e la sua Amblin Entertainment si misero al lavoro per un secondo capitolo, l’ultimo con sceneggiatura non originale grazie al romanzo scritto da Michael Crichton nel 1995. Nel cast ritroviamo Jeff Goldblum e Richard Attenbrough di nuovo nei panni rispettivamente del Dott. Ian Malcom e John Hammond, mentre i nuovi volti sono interpretati da Julianne Moore, Vince Vaughn, Pete Postlethwaite, Peter Stormare e la giovane Vanessa Lee Chester. Torna anche tutto l’intero cast tecnico: da MIchael Kahn al montaggio, Janusz Kaminski alla fotografia, John Williams alle musiche, David Koepp alla sceneggiatura e i maghi della ILM Stan Winston e Michael Lantieri. Il film ebbe un grandissimo successo pur se lontano da quello del suo predecessore. Nel 2001 venne rilasciato un ulteriore seguito intitolato semplicemente Jurassic Park III.

Sono passati quattro anni dalla drammatica visita al Jurassic Park e il professor Ian Malcolm, miracolosamente sopravvissuto all’incidente del parco, viene nuovamente contattato dal ex-capo della InGen che lo mette al corrente di un fatto: Isla Nublar, l’isola dove sorgeva il parco dei dinosauri, era in realtà soltanto una parco per turisti; i terribili lucertoloni venivano in realtà creati nella vicina Isla Sorna, il cosiddetto “Sito B”, dove, dopo la distruzione del Jurassic Park, hanno continuato a vivere e proliferare all’insaputa di tutto il mondo dopo essere fuggiti dalle strutture di contenimento. Rimasta nascosta per quattro anni per volere di John Hammond, Il mondo perduto_2l’ideatore del grande parco, ora l’isola è diventata l’obiettivo dell’avido e corrotto nipote di Hammond, Peter Ludlow, desideroso di saccheggiarla per ricreare un “Jurassic Park cittadino” a San Diego. Il capo si affida a Malcolm perché realizzi un documentario da mostrare ai media per preservare la naturale destinazione dell’isola ed evitare così di portare i dinosauri sulla terraferma. Dapprima riluttante all’idea, Ian accetta dopo aver scoperto che il capo ha già convinto una sua amica e fidanzata, la paleontologa Sarah Harding a far parte della spedizione di ricerca sull’isola. La paleontologa è già da qualche giorno da sola a Isla Sorna. Giunto sull’isola più con lo scopo di riportare indietro la fidanzata che di girare il documentario, Ian, accompagnato da altri uomini dovrà però far subito i conti con gli scagnozzi di Ludlow, ma soprattutto con l’inaspettata ferocia dei vari dinosauri, tra cui una famiglia completa di Tyrannosaurus rex. Anche stavolta la spedizione si trasforma in una lotta per la sopravvivenza, come il professor Malcolm aveva previsto…

Con una interessante partenza sprint ed un ovvio interessamento di mezzo mondo su quella bellissima disavventura raccontata nel primo film, Il mondo perduto è in realtà un paradossale insulto al lavoro ottimo di Spielberg e co nel 1993 (compresa anche la meravigliosa pellicola di Schindler’s list) e probabilmente uno dei peggiori film del regista in assoluto. Sono uno di quelli che sostengono che Jurassic Park sia l’ultimo regalo di Spielberg al pubblico della vecchia generazione: dal 1993 il regista ha voluto imboccare una via senza ritorno modificando troppo il suo modo di fare cinema ed essendo il Mondo PerdutoIl mondo perduto_3 un tentato passo indietro ha fatto più danni che altro. Partiamo da Ian Malcom che ha decisamente modificato il suo carattere al punto che sembra un altro personaggio (ha anche una figlia); quello di Sarah Harding (Julianne Moore) non ha nulla di così interessante che la dottoressa Suttler non avesse già mostrato; la nostalgica apparizione di John Hammond e dei suoi due nipotini non fa altro che peggiorare la situazione (loro non torneranno in azione); l’assenza di Alan Grant viene egregiamente soppiantata da un Vince Vaughn inutile come il personaggio di Basettoni in Topolino e la presenza della figlia di Malcom aggiunge del pepe al già immangiamile pasticcio. La sceneggiatura di Koepp, che su indicazione di Spielberg stesso (la scena che emula l’approdo di Godzilla in città è una masturbazione di Spielberg sin da quando era un bambino e l’ha voluta girare – il bimbo che si sveglia nel letto e osserva il T-Rex alla finestra è quello che il regista avrebbe voluto essere), si inventa di sana pianta la lunga sequenza di San Diego, è un autogol che pone fine ad una partita già altamente compromessa e la colonna sonora di John Williams non è mai stata così deludente se non per alcuni micro momenti in cui si risentono quelle meravigliose note dell’overture del primo film. Molto male. Il mondo perduto_4Non importa applaudire il lavoro della ILM, l’unica vera nota lieta del film, perchè significherebbe ironizzare su un dramma artistico di una certa importanza. Dopo più di vent’anni comunque resta meno indigesto di tanta altra robaccia pubblicata e un pizzico di buon cinema si può vedere in alcune sequenze nella prima mezz’ora, il resto è sempre sofferenza visiva. Il discorso di chiusura di Hammond è sia un addio davanti la cinepresa di Attenbrough che un lamento nostalgico di un ibrida creatura che ha le sembianze di un “dinosauro” ma l’anima della speculazione commerciale. La sostanza: uscito dal cinema, ho pensato che non avrei mai più rivisto un film sui dinosauri emozionante come Jurassic Park.

P.S. – Tra i pochissimi premi (di basso prestigio) ottenuti da questo film vanno evidenziati anche i seguenti riconoscimenti:

  • 1997 – Golden Raspberry Award
    • Candidatura Peggiore remake o sequel
    • Candidatura Peggiore disattenzione sconsiderata per la vita umana e la proprietà pubblica
    • Candidatura Sceneggiatura peggiore
  • 1997 – Stinkers Bad Movie Award
    • Candidatura Sceneggiatura peggiore per un film che supera più di 100 milioni in tutto il mondo utilizzando la matematica di hollywood
    • Candidatura Peggior sequenza

★★✬☆☆

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