Scuola di ladri (1986)

Scuola di ladriL’ennesima pellicola di Neri Parenti, che tra il 1985 e il 1988 ha diretto ben 7 film, vede il trio Villaggio, Boldi e Banfi (tutti reduci dal grande successo de I pompieri) in una commedia molto leggera sul mondo dei furti e dei ladri.Su un soggetto scritto da Castellano e Pipolo (e si nota molto la firma dei due autori) e con la supervisione del magnate Mario Cecchi Gori, all’epoca sultano della distribuzione cinematografica italiana, il film di Neri Parenti fu un grandissimo successo ed ebbe anche un seguito uscito esattamente un anno dopo. Nel cast oltre il trio meraviglia, troviamo un inquietante meraviglioso Enrico Maria Salerno, Barbara Scoppa e i caratteristi di turno Ennio Antonelli e Antonio Allocca.

Dalmazio, Amalio ed Egisto Siraghi sono tre cugini che cercano di arrangiarsi svolgendo lavoretti. Dalmazio fa la guardia giurata presso una banca, Amalio fa il dog sitter ed Egisto fa il venditore ambulante pulendo anche i vetri delle auto ferme ai semafori. I primi due svolgono questi lavori con negligenza, Egisto invece pretende di condurre la sua attività come se gestisse un prestigioso negozio, attirandosi l’ostilità e gli insulti dei clienti. Nessuno di loro, in definitiva, ha fortuna. L’occasione della vita si presenta loro quando vengono chiamati dal facoltoso Aliprando Siraghi, un anziano delinquente, che vuole offrire loro un lavoro molto redditizio. Spacciandosi per loro zio, Aliprando riuscirà a convincerli a diventare suoi soci nell’arte del furto. Scuola di ladri_1L’addestramento prevede furti ingegnosi e rapine pericolose, e perfino un breve periodo in carcere come monito ad un eventuale fallimento. Quando avranno messo a segno il colpo della loro vita, scopriranno di essere stati sfruttati e truffati da Aliprando che ruberà tutti i proventi della “società” anche grazie all’aiuto del suo assistente Nero e di Marisa Padovan, che aveva finto di sposarsi con Egisto proprio per truffare i tre più facilmente. Aliprando però scoprirà che per i tre “nipoti” il duro lavoro non è stato vano, visto che li riconosce in televisione a rubare la coppa del mondo del 1986 dalle mani di Maradona.

Secondo la regola della cinematografia nostalgica, questi film che sono cari come fotografie fermatempo sulle nostre bacheche, non andrebbero toccati nemmeno con un dito, ma questo come tutti gli altri deve essere messo sotto lente d’ingrandimento. La maggior pecca di questi film è che Scuola di ladri_3sembrano tutti cloni l’uno ell’altro, con scene che hanno effetto dejavu e battute estrapolate da film precedenti. Scuola di ladri non fa eccezione e si sorregge solo sulla capacità dei tre attori principali e su un inedito Salerno. Se in altre pellicole il supporto di Bruno Zambrini pesava decisamente sull’esito finale, qui il direttore musicale non si esalta. Rimangono tuttavia delle gags piuttosto divertenti e che ci fanno luccicare gli occhi quando vediamo una non così antica Italia dove le cose, anche se non andavano così bene, sembravano molto più curate.

★★✬☆☆

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