Trappola in alto mare (1992)

Trappola in alto mareDopo i successi ottenuti con gli action Nico (1988) e Uccidete la colomba bianca (1989), il regista di Chicago Andrew Davis, sotto l’attenta supervisione del potentissimo Arnon Milchan produttore commerciale e proprietario della Regency Enterprises, porta sugli schermi un massiccio film d’azione con l’espertissimo di arti marziali Steven Seagal, a quei tempi il nuovo Bruce Lee made in USA. Antagonista della pellicola Tommy Lee Jones coadiuvato dal musone Gary Busey, che già aveva sorpreso positivamente per il suo Angelo Pappas in Point Break (1991). Spazio anche per la conturbante Erika Eleniak, bomba sexy anni ’90 già immortalata senza veli su Playboy in quei periodi, il caratterista Colm Meaney (talento puro irlandese che tanto ancora darà al cinema d’autore) e il duo militarista Andy Romano e Dale Dye. Uscito nelle sale il 9 ottobre 1992, il film di Davis ottenne un ottimo successo, tale da contribuire positivamente alla carriera di Tommy Lee Jones (l’anno dopo, con il Fuggitivo diretto sempre da Davis, otterrà il Premio Oscar) e alle tasche di Milchan, che decise anche di finanziarne il mediocre seguito, Trappola sulle montagne rocciose (1995).

La corazzata USS Missouri è giunta al termine del suo servizio attivo e sta rientrando negli Stati Uniti per essere radiata; la nave è comandata dal capitano Adams, assistito dal comandante Krill, un ufficiale irritante e molto autoritario che si è fatto nemico praticamente tutto l’equipaggio; tra coloro che non nascondono Trappola in alto mare_2l’avversione per Krill c’è il cuoco Casey Ryback, un individuo curioso ed abile lanciatore di coltelli. Durante la navigazione, un elicottero atterra sulla nave senza l’approvazione del capitano, che rimprovera duramente Krill per aver autorizzato l’arrivo senza informalo; Krill si giustifica rivelando che il velivolo contiene un complesso e un gruppo di camerieri, inviati da un superiore del capitano allo scopo di organizzare una festa di congedo per la nave; il capitano si tranquillizza e dà il suo benestare. I marinai fuori servizio vengono invitati alla festa, mentre quelli di turno ricevono cibo e bevande sui ponti dove lavorano; Krill ordina che anche gli addetti alla cucina si uniscano agli altri, ma Ryback protesta affermando che i pasti della nave sono sua responsabilità e non si allontanerà; i due vengono alle mani e Ryback rompe il naso a Krill con estrema facilità, ma ora il comandante ha una scusa per farlo arrestare dai marines a bordo; Ryback viene sbattuto nella dispensa e chiuso dentro. Intanto la festa prosegue, ma all’improvviso il leader del complesso ordina a musicisti e camerieri di tirare fuori le armi che nascondevano; alcuni marinai tentano una reazione e vengono uccisi; gli altri vengono rinchiusi in un locale ampio, seguiti dai colleghi in servizio; trappola-in-alto-mare_4.jpgKrill, complice del commando, va dal capitano e lo uccide per prendere i codici degli armamenti. Dalla dispensa Ryback ha sentito i colpi d’arma e chiede al marine di guardia di controllare, ma questi ottiene come risposta una scusa e si convince; in seguito, Krill manda due commando a uccidere Ryback, ma il cuoco riesce a liberarsi e si sbarazza dei due con facilità, poi prepara una trappola con una granata nel forno, toglie la corrente, prende le armi dei morti e si allontana. Il commando viene raggiunto da altri uomini che mettono su una sala di controllo con apparecchiature mobili; quando la nave viene contattata per giustificare le anomalie della rotta, arriva un caccia F-18 Hornet ad indagare e viene abbattuto. Ryback intanto vaga per la Missouri e trova una ragazza nascosta nella torta; è Jordan Tate, una attrice sconosciuta e ex playmate, ingaggiata per saltar fuori dalla torta e fare uno spogliarello; la ragazza si è sentita male durante il viaggio e ha preso qualcosa che le è stato dato (probabilmente il tutto è stato provocato ad arte); Ryback vorrebbe rinchiuderla in una cabina, ma Jordan strilla e fa rumore disperata e il cuoco è costretto a tirarsela dietro. Intanto al Pentagono si riunisce lo Stato Maggiore Riunito presieduto dall’ammiraglio Bates, insieme ad alcuni ufficiali Trappola in alto mare_5del governo e al direttore della CIA Tom Breaker; il commando ha chiamato dalla nave, e Breaker riconosce William Strannix, un ex agente che aveva costituito una sorta di esercito privato con cui svolgeva operazioni segrete per conto dell’agenzia; Breaker però lo giudicava inaffidabile e incontrollabile, così ha mandato due killer per liquidarlo, ma Strannix li ha uccisi e ha deciso di vendicarsi; l’uomo vaneggia di cose prive di senso, provocando le risate soffocate dei suoi; in realtà Strannix è perfettamente sano ed ha un obiettivo preciso in mente. Per dimostrare che controlla la nave, egli lancia un missile che colpisce una stazione di sorveglianza alle Hawaii, accecando così i militari. Intanto Ryback raggiunge una scialuppa e prende una radio satellitare per chiamare Washington…

Trappola in alto mare è più un manifesto che un film: è l’iconica rappresentazione dell’innumerevole quantità di action movies americani nella prima metà degli anni ’90, periodo nel quale si davano battaglia eroi da tatami più che attori per il pubblico medio. Nel 1992, con grande probabilità, Steven Seagal Trappola in alto mare_3(futuro trippone da film di serie D) era il primo di questa lista, aggraziato nei movimenti durante le sfide corpo a corpo, mediocre nell’acting (quì Michele Gammino, sua voce per quasi tutta la carriera, è riuscito a donargli il 75% di qualità in più). Ma per ciò che riguarda il cast artistico vanno elogiate le interpretazioni di Tommy Lee Jones, completamente fuori manco si trovasse in un film di Kusturica, e Gary Busey cattivo come poche altre volte. Per il resto, gli ulteriori caratteristi fanno il loro sapendo perfettamente di trovarsi in un contesto non indipendente. Le doti tecniche di Davis rimangono assolutamente da apprezzare proprio come il complesso lavoro di Don Brochu e Dov Hoenig (montaggio). Graditissimo anche lo score condotto da Gary Chang (bella la parte introduttiva del film). In questa macchina molto ben oliata, c’è anche un elogio da fare alla location (la nave), la quale si dimostra a misura di suspance facendo la voce grossa anche all’immortale Nakatomi Plaza di Die Hard (1988). La parte più ridicola tocca alla bellissima Erika Eleniak, una che con il cinema ha avuto sempre poco a che fare.

★★★✬☆

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