The day after tomorrow – L’alba del giorno dopo (2004)

L'alba del giorno dopoSempre ligio ai suoi soggetti con alta dose d’intrattenimento, Roland Emmerich regista gia allora degli apocalittici Independence Day (1996) e Godzilla (1998), prosegue il suo percorso di distruzione dell nostro pianeta tramite diversi espedienti: è la volta della polarizzazione del globo e con The day after tomorrow – L’alba del giorno dopo, si chiude almeno per un piccolo periodo, la seconda era del genere catastrofico; in attesa del pessimo ma colossale 2012 (2009) e del campionario a bassissimo costo targato Asylum, questo film può essere considerato l’ultimo atto di un genere che aveva spopolato alla fine degli anni 90. Nel cast troviamo Dennis Quaid, Sela Ward, un giovane Jake Gyllenhaal, Emmy Rossum, Jay O’ Sanders, Ian Holm e Kenneth Walsh. Il film uscì nelle sale il 18 marzo del 2004 e ottenne un grande successo a livello mondiale (furono infatti circa 550 milioni di dollari di incasso contro una spesa di ben 125 milioni). La pellicola fu prodotta dalla 20th century Fox con la partecipazione della Centropolis Entertainment (casa di produzione di Emmerich), La Mark Gordon Company e la Lionsgate Films.

Durante una campagna di ricerche sulla composizione degli strati di ghiaccio antartici, in stretta relazione con l’osservazione dei cambiamenti climatici, il paleoclimatologo Jack Hall, assieme ai suoi colleghi Frank Harris e Jason Evans, assiste al distacco di una porzione immensa di banchisa dall’Antartide, pari alla superficie del Rhode Island. Alla conferenza delle Nazioni Unite sul surriscaldamento globale tenutosi a Nuova Delhi in India, esponendo i suoi dati, illustrerà le imminenti condizioni che ritiene rendano possibile l’avvento di una glaciazione, anche se non sa quando potrebbe avvenire. Presentando la relazione dei suoi studi, si scontra con il vicepresidente degli Stati Uniti, che non crede a queste previsioni catastrofiche, affermando che l’economia non è abbastanza florida per indirizzare la politica di governo sul cambiamento climatico. lalba-del-giorno-dopo_3.jpgUn altro studioso del clima, lo scozzese Terry Rapson, prende per vere le conclusioni di Hall e inizia una collaborazione col professore statunitense. Jack ha anche una vita privata tormentata, divisa tra lo studio, le esplorazioni e la famiglia. È sposato con una chirurga, la dott.ssa Lucy Hall, ed ha un figlio, Sam, che sente molto la mancanza della figura paterna. Sam partecipa ai campionati di cultura tra scuole che si tengono negli Stati Uniti, e parte per New York da Washington dove abita, assieme a due compagni di studio, Laura Chapman (della quale è segretamente innamorato) e Brian Parks. L’aeroplano durante il volo entra in una turbolenza dovuta ad un eccezionale temporale, rischiando di precipitare. Sono i primi segnali che qualcosa sta per accadere. Nel mondo incominciano a verificarsi strani eventi atmosferici; il professor Rapson, dal suo centro di studi in Scozia, verifica un preoccupante calo di 13 °C della temperatura oceanica. Messosi in contatto col collega Hall, lo informa dei dati in suo possesso. Sviluppando questi ultimi col suo metodo di calcolo, Jack stabilisce che è imminente una nuova glaciazione, in tempi brevissimi. Incontrando nuovamente il vicepresidente degli Stati Uniti, Jack presenta i suoi dati, ma ancora una volta non viene creduto e tacciato di sensazionalismo. A New York intanto piogge torrenziali devastano la città, e un immane maremoto allaga Manhattan. Sam ed i suoi amici, in compagnia di un ragazzo conosciuto al torneo di cultura, J.D., si rifugiano nella Biblioteca Pubblica di New York. Laura nel tentativo riuscito di salvare una madre con la figlia in pericolo si ferisce ad una gamba. Sam riesce a mettersi brevemente L'alba del giorno dopo_2in contatto col padre, che gli raccomanda di restare a tutti i costi in un rifugio. Nel mondo intanto gli eventi atmosferici degenerano, fino a che Los Angeles viene distrutta da una serie di tornado. In Scozia, nel frattempo, una formazione di elicotteri da trasporto militari precipita entrando in un cono tra le nuvole perché la temperatura all’esterno è freddissima. Si tratta dell’occhio di un anomalo ciclone che trasporta rapidamente aria fredda, direttamente da strati alti dell’atmosfera, e nel cui interno si raggiunge la temperatura di -101° Celsius (-150° Fahrenheit), sapendo che il record nel mondo è di -93,2 °C. Rapson avvisa immediatamente Hall e la conclusione è che tre di questi cicloni si stanno indirizzando nell’area a nord dell’equatore. È l’avvento di una nuova glaciazione…

Nonostante alcune macchiette classiche appartenenti a questo genere molto giocattolone, Roland Emmerich lascia perdere l’odiodso patriottismo con bandiere e discorsi plateali che solo gli USA possono permettersi e gioca davvero con le calamità naturali portando il tutto ad una dimensione molto più realistica di quanto non avesse fatto in precedenza. The day after tomorrow, infatti, vince e convince per la sua “semplicità”, lontano e di molto dalle rumorose vicende di Godzilla o dal nazionalismo “a frasi fatte” di Independence Day. Il paese più potente del mondo invece di rialzarsi e L'alba del giorno dopo_4sconfiggere il nemico, stavolta, si inginocchia e chiede asilo ai paesi più sottosviluppati, un gesto difficile da non notare. Ottimi comunque gli effetti speciali, superiori senza dubbio alle precedenti pellicole (comprese anche quelle di altri registi), e buone le prove attoriali di Quaid e Gyllenhaal, ottimo come sempre il veterano Ian Holm. Non si possono tuttavia segnalare alcune falle nella sceneggiatura, ma nel complesso il lavoro è con molta probabilità il migliore del regista giocherellone.
Il film di Emmerich risulta decisamente più interessante nella prima parte, la genesi del disastro, che nella seconda, la fase di soccorso. Non è certamente un masterpiece di Hollywood, ma sia ben chiaro che ad un livello così alto, Emmerich non ci arriverà almeno per i successivi 14 anni.

★★★✬☆

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