Blade runner (1982)

blade runnerAvete presente quelle atmosfere iper fumose con i vapori che escono di tombini nelle metropoli immense o con quelle stanze che sembrano intrise di nebbia con grosse ventole per l’ariazione? Generalmente ogni volta che ci si scontra con questi dettagli, si ha a che fare con grandi film: Blade Runner, probabilmente il più grande film di Ridley Scott, è uno di quelli. Un grande film. Colonna portante della fantascienza contemporanea e frutto di un seme piantato dal genio di Philip K. Dick. Delle tre versioni che sono state pubblicate si ha il dovere di parlare della Director’s cut, figlia del montaggio di Scott del 1992, a dieci anni dall’uscita nei cinema. Basata sul romanzo “Il cacciatore di androidi” (titolo originale “Do androids dream of eletric sheep?”) scritto da Dick nel 1968, è il film che consacra definitivamente il quarantenne Harrison Ford, dopo i successi mondiali di Guerre stellari (1977), L’impero colpisce ancora (1980) e I predatori dell’arca perduta (1981). Ancora oggi, dopo 37 anni ed ambientata proprio nel 2019, è letteralmente sconvolgente la qualità degli effetti speciali utilizzati specialmente per mostrare una città futuristica ed incantatrice. Nel cast, oltre a Ford ci sono Rutger Hauer, Sean Young, Brion James, Daryl Hannah, M. Emmet Walsh e Joanna Cassidy: per molti di loro sarà il punto più alto della carriera. Il doppiaggio italiano è diretto da Manlio De Angelis.

Il film è ambientato in una Los Angeles distopica dell’anno 2019. La tecnologia ha permesso la creazione di esseri robotici del tutto simili agli umani, detti “replicanti”, utilizzati come schiavi, dotati di capacità intellettuali e forza fisica estremamente superiori agli uomini, ma con una longevità limitata a 4 anni. Sei replicanti del modello più evoluto (tre femmine e tre maschi), capitanati da Roy Batty, sono fuggiti dalle colonie extramondo e, giunti furtivamente a Los Angeles, hanno cercato di introdursi nella Tyrell Corporation, l’azienda dove erano stati creati allo scopo di far togliere il limite alle loro vite. Due di loro (un maschio e una femmina) sono finiti in un campo elettrico rimanendo folgorati, mentre gli altri quattro sono fuggiti. blade runner_6Uno di questi, Leon, è stato individuato tra i candidati in cerca di lavoro alla Tyrell, ma è riuscito a scappare sparando all’agente Holden, che lo stava sottoponendo a un test per il riconoscimento dei replicanti. Il cacciatore di taglie Rick Deckard, già agente dell’unità speciale Blade Runner, viene forzatamente richiamato in servizio dal capitano Bryant per “ritirare”, ossia uccidere, i quattro replicanti. Deckard, accompagnato nei suoi spostamenti dal collega Gaff, con cui non è in buoni rapporti, si reca nell’ufficio del fondatore della Tyrell per provare il test su un replicante modello Nexus 6 ed è invitato a provare il test prima sulla segretaria Rachael, che si rivela essere non umana. Anch’essa è un replicante prodotto dalla Corporation, ma lei stessa ignora questo fatto. Deckard ispeziona l’appartamento di Leon, trovandovi una squama e una serie di fotografie. Parallelamente, Leon e Roy Batty visitano Hannibal Chew, un progettista genetico di occhi che lavora per la Tyrell Corporation, che, minacciato, suggerisce loro di rivolgersi a J. F. Sebastian, genetista e amico del dottor Tyrell. Tornando a casa, Deckard viene raggiunto da Rachael, che vuole sapere se è una replicante o un’umana. Deckard le rivela la verità e, di fronte ai suoi dubbi, le racconta i suoi presunti ricordi d’infanzia dimostrandole che in realtà sono innesti mentali. Rachael, disperata, fugge. blade runner_1Nel frattempo la replicante Pris, compagna di Roy Batty, ottiene la fiducia di J. F. Sebastian e l’ospitalità nel suo appartamento. Deckard sogna a occhi aperti un unicorno. Risvegliatosi, esamina una delle foto trovate e riesce ad associare la squama alla replicante Zhora. Indagando scopre che si tratta di una squama di serpente artificiale, utilizzato in uno spettacolo da una spogliarellista. Deckard si reca nel locale dove lavora Zhora, e con una scusa la segue nel camerino. Zhora capisce le sue intenzioni e fugge per strada, ma Deckard la raggiunge e riesce a spararle, ritirandola.
Bryant informa Deckard che dovrà ritirare anche Rachael, che è scomparsa dalla Tyrell…

Come spesso accade per i film di culto, sia la critica che il pubblico furono piuttosto freddi nell’accogliere questo nuovo tipo di fantascienza: in fin dei conti la gente non era preparata per una fantascienza molto più cupa ed introspettiva rispetto al più allegro mood di Guerre stellari. Con le edizioni successive, la Director’s cut e la Final Cut, il film di Scott incassò solo 34 milioni di dollari a fronte di un enorme budget di 28 milioni.

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Fortunatamente per il regista, la rivalutazione del suo gioiello fu congelata fino a pochi anni fa, quando la critica iniziò a superare la barriera del concetto che gli effetti speciali non volevano depistare lo spettatore da una storia complessa, ma muoversi a braccetto con essa in un tutt’uno di forma armoniosa, dove le lacrime di Batty nelle ultime scene sono più importanti delle fantastiche riprese dall’alto della Los Angeles notturna e della fotografia di Jordan Cronenweth. Le musiche di Vangelis, mostrano ancora di più l’allontanamento di Scott rispetto alla fantascienza vista fino ad allora: la colonna sonora infatti è un tripudio di suoni, echi, potenti note singole e prive di accordi che si distaccano dal resto. Blade runner è più un incantesimo che un film, due ore di magia difficilmente replicabile (scusate il termine) che hanno il compito di prendere per mano lo spettatore e portarlo in un luogo dove la ricerca dell’immortalità è il cuore pulsante della storia, ma è un nucleo ben celato dai neon e dalle luci notturne di una caotica dimensione. L’immagine diventa poetica, ogni minuto è cinema allo stato puro. blade runner_3L’interpretazione molto buona di Harrison Ford deve necessariamente inchinarsi alla memorabile prova di Hauer, il quale riuscirà a lambire quel traguardo professionale solo con il suo John Ryder di The Hitcher (1986). Blade runner, per il suo stile unico, non ha ancora un suo degno erede. Nel 2018 è uscito nei cinema l’attesissimo seguito, diretto da Dennis Villeneuve e prodotto da Ridley Scott. Un buon film, ma è troppo poco per competere con il suo predecessore. Se siete dubbiosi su cosa vedere in una serata qualsiasi, ricordatevi di tenere con voi una copia eccellente di questo intramontabile capolavoro.

★★★★✬

 

Una risposta a "Blade runner (1982)"

  1. Pingback: Dark city (1998)

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