U.S. Marshals – Caccia senza tregua (1998)

us marshalsLa carriera di Stuart Baird, noto montatore cinematografico di film come Omen -Il presagio (1976), Superman (1978) e Arma Letale (1987), vanta tre regie: la prima è il giocattolone Decisione Critica (1996), film di grande successo, con un ottimo cast e che ricevette critiche contrastanti; la seconda è lo spin-off de Il fuggitivo (1993), con il ritorno del personaggio di Sam Gerard che fece vincere a Tommy Lee Jones il suo primo Oscar. Con un budget di oltre 40 milioni di dollari, versati dal potente produttore Arnold Kopelson e con le spalle protette da mamma Warner Bros, il film di Baird portò a casa oltre 105 milioni di dollari, meno del film con Harrison Ford, ma comunque un buon successo commerciale. Nel cast oltre Jones, ritroviamo la sua squadra di Marshals, da Joe Pantoliano, Daniel Roebuck, Tom Wood e LaTanya Richardson, mentre si aggiungono al cast principale il nuovo fuggiasco Wesley Snipes e un giovane Robert Downey Jr., in una delle sue fasi positive tra un arresto e l’altro. Con questo film Baird non ottenne alcun premio.

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La squadra di marshal guidata dall’agente Sam Gerard viene incaricata di dare la caccia a Mark Roberts, definito un pericoloso assassino. La squadra viene affiancata da John Royce, un altro agente federale appartenente ai servizi di sicurezza diplomatici, nei cui confronti Gerard all’inizio non nutre molta fiducia. Con Roberts costantemente braccato da Gerard e compagni, Gerard scopre che in realtà anche Roberts è un agente, tale Mark Sheridan, ex marine ed ex agente CIA. Sheridan è accusato di aver ucciso due addetti al servizio segreto diplomatico all’interno del garage dell’ONU, mentre questi erano sulle tracce di una spia cinese assoldata per rubare documenti segreti…

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A differenza del primo film, del quale comunque segue le linee guida (la costruzione narrativa della prima parte è stretta parente), cambia nettamente il punto di vista dello spettatore: nel capitolo precedente era Richard Kimble a dettare i tempi, qui è la squadra di Gerard dove il buon Tommy Lee Jones ha tutto il palco per far vedere le sue potenzialità: Jones è un grande attore, punto. Ma a dare sprint alla trama ci sono un Wesley Snipes in ottima forma e Downey Jr., che a scanso di equivoci era già una promessa vinta sin dagli anni ’80. Il ritmo serrato ed una corposa colonna sonora (c’è Jerry Goldsmith al posto di Newton Howard) non bastano comunque a fare di questo seguito/spin-off un film all’altezza del film di Andrew Davis, e ciò è dovuto alla sceneggiatura debitrice. Tuttavia non va buttato nulla: è avvincente, ha in serbo due interessanti colpi di scena, si sviluppa in modo differente proprio per l’entrata del personaggio di Royce e non soffre troppo dell’importante lunghezza.
US Marshals è un film di solo intrattenimento, senza nulla di speciale, ma è un prodotto d’azione tecnicamente impeccabile, con un grande cast, pulito e confezionato quanto basta per essere visto anche più di una volta.

★★★✬☆

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