Fenomeni paranormali incontrollabili (1984)

firestarter_0Firestarter è uno di quei titoli che a pensarci bene potrebbe aver anticipato in  i vari episodi della MCU (Marvel Cinematic Universe) o DC, o comunque le tante storie di genere fantastico dove il protagonista, dotato di virtù uniche, è braccato da CIA o società disposte ad uccidere pur di farci i soldi. La storia narrata da Stephen King nel 1980 prende forma anche prima dell’immortale ET – L’extraterrestre (1982) – pellicola in cui troviamo un’ancor più piccola Drew Barrymore, qui protagonista assoluta – e tre anni dopo i diritti vanno in mano a Dino De Laurentiis che avrebbe voluto fortemente John Carpenter alla regia, ma il papà di Halloween era già impegnato alla stesura del potente Starman (1984) e alla post produzione di Christine – la macchina infernale (1983). Il compito di dirigere il film passa nelle mani di Mark L. Lester, il quale aveva diretto l’interessante Classe 1984 (1982) prima di lavorare all’action Commando (1985). Nel cast oltre all’allora prodigiosa Drew c’è David Keith, attore in rampa di lancio dopo la sua ottima performance in Ufficiale e gentiluomo (1982), Martin Sheen, George C. Scott, Freddie Jones, una giovane Heather Locklear, Art Carney e Louise Fletcher. Il film uscì nelle sale l’11 maggio 1984 e si rivelò un discreto successo. Nel 2002 uscì una miniserie che raccontava il seguito della storia.

La piccola Charlie è dotata di pirocinesi, ossia della facoltà di appiccare il fuoco con la mente. firestarter_2I servizi segreti americani, che vorrebbero servirsene, uccidono la madre e tentano di rapirla, ma il padre Andy, anch’esso in possesso di un potere paranormale, una blanda forma di controllo mentale, neutralizza gli agenti e fugge con la bambina. Vengono però catturati da John Rainbird e portati nei laboratori militari. Qui Charlie viene convinta a manifestare i suoi poteri in modo che possano venir studiati. Successivamente suo padre smette di prendere i farmaci che gli vengono dati per inibire il suo potere, e così lo riacquista e lo usa sul Capitano Hollister per farlo agire in funzione della pianificazione di una fuga…

Seppur con una massiccia produzione alle spalle il film di Lester non può vantarsi di essere un capolavoro. La sceneggiatura di Stanley Mann (e del non accreditato Bill Lancaster) ricalca piuttosto bene il racconto scritto da King ma fallisce nella messa in scena dei personaggi, soprattutto i villains Martin Sheen, quì completamente svampito e George C. Scott, apprezzatissimo veterano visibilmente sottotono, mentre sono buone le performance di David Keith e, specialmente, della piccola Barrymore. Restano quindi le pirotecniche scene d’azione, in cui si vede un buon lavoro della crew degli effetti speciali (molto buone quelle che anticipano i disastri incendiari, ottime quelle esplosive) e la sequenza finale dove Charlie firestarter_3scatena la sua furia è davvero spettacolare (è il 1983 e la CGI non è stata nemmeno contemplata). Molto bene, come quasi sempre, le musiche dei Tangerine Dream. La somiglianza dei movimenti di camera a quelli del Carpenter dei primi anni 80 è palese, ma Lester non è Carpenter e la differenza si vede chiaramente. Tuttavia non è assolutamente la peggiore trasposizione cinematografica di un romanzo di Stephen King (che questo film proprio non lo ha mai digerito), nel corso del tempo ho assistito a robe come IT, Tommyknockers, I langolieri e Dreamcatcher, e questo film è certamente superiore. Va detto inoltre che i poteri telecinetici & co. del personaggio di Andy hanno anticipato di gran lunga quelli di Eleven nella serie Stranger Things (non girandogli intorno, è proprio la stessa cosa).

★★★☆☆

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