Decisione critica (1996)

decisione critica_0Quando le strade di Kurt Russell e Steven Seagal si incrociarono era il 1995, un anno in cui entrambi gli attori provenivano da film di successo mondiale e il cinema d’azione stava vivendo un periodo molto proficuo. La Warner Bros, in collaborazione con quel tesoriere di Joel Silver alla produzione, affidò al novello regista Stuart Baird (storico montatore sin dagli anni 70),
un progetto da 55 milioni di dollari con un cast di altissimo livello. Nei crditi iniziali infatti possiamo leggere nomi del calibro di Halle Berry, David Suchet, John Leguizamo, Oliver Platt, Joe Morton, B. D. Wong, J.T. Walsh, Len Cariou. E Steven Seagal ? Eh, il nostro caro Steve se ne stava buono buono in attesa di entrare in scena, quando il regista Baird gli comunica che lui sarebbe morto in una sequenza molto ritmata e piena di tensione. Seagal, che fino ad allora non era mai cinematograficamente morto, fece un casino sul set minacciando di denunciare la produzione, ma grazie al prodigo intervento di Joel Silver, quel bell’imbusto dotato di un espressione facciale pari ad un cestino restò sul set e terminò le riprese, non considerando che quella scena avrebbe significato per lui quasi un crocevia per la sua carriera. Il film di Baird incassò ben 135 milioni di dollari e, mentre la fama di Kurt Russell saliva di qualche punto percentuale, il povero Seagal vinse un bel Razzie Award per peggior attore non protagonista.

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Il terrorista islamico Nagy ‘Altar’ Hassan dirotta il Boeing 747 di una compagnia statunitense diretto a Washington, chiedendo la liberazione di un importante terrorista detenuto negli Stati Uniti d’America. L’analista dei servizi segreti David Grant tuttavia è convinto che il vero obiettivo sia quello di portare l’aereo sui cieli della capitale e lì fare esplodere una bomba chimica a base di gas nervino. Solo il dubbio sulle reali intenzioni di Nagy impedisce alle autorità di ordinare l’abbattimento dell’aereo e la morte degli oltre 400 passeggeri a bordo, viene invece deciso di inviare una squadra di berretti verdi a bordo del velivolo per mezzo di un Lockheed F-117 Nighthawk sperimentale attrezzato per l’aggancio in volo. Il trasferimento del commando fallisce dopo che solo pochi membri della squadra, tra i quali David Grant, sono entrati nel Boeing…

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Decisione critica è un delizioso pappone per gli amanti del cazzeggio da divano, quelli che fanno parte della casta “non c’è proprio niente in tv, ma se mi fanno il film fracassone con un buon cast io me lo sparo tutto…”, ecco. Ricco d’azione e montato a regola d’arte (Baird si occupa anche dell’editing), ha una base di partenza molto sempliciotta e già vista tempo prima in altri film di genere (Airport è uno di questi, Passenger 57 ne è un secondo valido esempio), ma gode di una messa in scena notevole dove sono gli attori a fare la differenza, con un bravo Kurt Russell, qui nei panni di David Grant personaggio che ricorda vagamente il dott. Jackson di Stargate – pellicola in cui il ruolo del duro toccava proprio a Kurt Russell, mentre qui tocca a Seagal. Ci sono tutte le prerogative per una visione certamente priva di alto impegno ma che garantisca zero noia: classiche battute ironiche in decisione-critica_4.jpgstile anni novanta, esplosioni di prima classe, una squadra di militari composta da caratteristi di livello (Leguizamo e Morton su tutti), i rapporti complicati fra la squadra e l’outsider geniaccio inventore dello stealth (un divertente Oliver Platt), l’happy ending e la potenziale relazione fra la bella hostess e l’eroe che salva la situazione rischiando il tutto per tutto. Tutto già visto, tutto potenzialmente banale, tutto piacevole da vedere. Baird ci lascia quindi un film di puro intrattenimento che non mira in alto ma solo ad intrattenere il pubblico e ci riesce benissimo, anche a più di vent’anni di distanza.

★★★✬☆