Star Wars IX – L’ascesa di Skywalker (2019)

Star Wars IX_0Ai saluti finali c’erano proprio tutti, compresi Ewan McGregor e Hayden Christensen, addirittura il maestro Windu di Sam Jackson e l’onorevole Qui-Gon Jin di Liam Neeson, il groppo in gola sta lì ma non si decide a venir fuori e intanto ecco i titoli di coda. Finisce Star Wars che si porta via anche quel nostro e nostalgico Guerre Stellari (come lo conoscevamo prima dell’avvento della trilogia prequel). A vent’anni di distanza dalla prima pellicola figlia del digitale ci passa quasi una generazione e se da qualche parte abbiamo posto con cura dei VHS della trilogia classica iniziamo a renderci conto che a una conclusione era meglio arrivarci. La cosiddetta “Saga degli Skywalker” termina con il secondo film diretto da J.J. Abrams, colui a cui la ricomprata Lucasfilms di Kathleen Kennedy fu affidato il progetto, ma che poi sarebbe dovuto passare prima fra le mani del radicale Rian Johnson e poi chiudere con il regista del buon Jurassic World (2015) Colin Trevorrow. Le cose non sono andate così, la trilogia ha subito dei traumi e i risultati ne hanno risentito e, su questa considerazione, so prefettamente di avere ragione. Inutile affermare ai microfoni che i problemi non ce ne siano stati, al di là della prematura morte di Carrie Fisher. Star Wars IX_2
Ho visionato una sola volta questo scoppiettante epilogo il 22 dicembre (ho fatto scremare un pò di pubblico beota per guardarlo con tranquillità) assieme a mia moglie incinta e la prima impressione è stata quella di ricevere un affettuoso abbraccio finale e generazionale (anche a livello personale), un addio sì, ma anche un arrivederci, perchè il marchio Star Wars (almeno per ciò che riguarda il grande schermo) si prende una doverosa pausa e dovrebbe rifarsi vivo a dicembre ’22 con una storia completamente nuova.
Si chiudono più o meno tutti i percorsi dei nuovi personaggi: Kylo Ren (di sicuro il personaggio più interessante della trilogia) torna finalmente a casa, Rey (Daisy Ridley) scopre di non appartenere proprio a nessuno, Finn (John Boyega)…boh…, Poe Dameron (Oscar Isaac) dovrebbe stare con Zorii (Keri Russell) ma non c’era tempo, Rose (Kelly Marie Tico) che alla fine…e ma non c’era tempo, Lando…bentornato Lando, ma non è che servissi così tanto. È una recensione (non proprio) a caldo e ci tornerò su con qualche giorno di pausa per rifletterci…

Circa un anno dopo gli eventi de Gli ultimi Jedi, Rey si sta allenando sotto la guida del generale Leia Organa, per completare la sua istruzione di Jedi. Nel frattempo Kylo Ren, il nuovo Leader Supremo, ottiene un dispositivo che gli consente di raggiungere Exegol, un pianeta nascosto nelle Regioni Ignote dove da tempo si nasconde l’Imperatore Palpatine, che, grazie al lato oscuro della Forza, Star Wars IX_5è mantenuto in uno stato di non-morte mediante un complesso supporto vitale. Costui ha preparato un’immensa flotta di incrociatori stellari, ciascuno dotato di un’arma in grado di distruggere un pianeta, con la quale intende invadere la galassia e ripristinare il defunto Impero Galattico. Palpatine promette a Ren di fornirgli la flotta per farlo diventare il nuovo Imperatore, ma a condizione che uccida Rey. Nel frattempo Rey, Poe Dameron, Finn, C-3PO, BB-8 e Chewbecca partono alla ricerca del dispositivo gemello di quello rinvenuto da Kylo Ren, così da poter raggiungere il pianeta dove si nasconde Palpatine e sconfiggerlo definitivamente. Dopo che al gruppo si è unito il droide D-O e aver incontrato e ricevuto aiuto da Lando Calrissian, il dispositivo viene alla fine rinvenuto da Rey a bordo dei rottami della distrutta seconda Morte Nera. Ma Kylo Ren, sopraggiunto nel frattempo, se ne impossessa e lo distrugge. Rey combatte con la spada laser contro Kylo Ren, che le rivela la verità sulle proprie origini e da dove trae la propria Forza: Rey è la nipote di Palpatine, abbandonata all’età di 6 anni su Jakku dai suoi genitori che sono stati uccisi per averla protetta. Durante il duello tra i due, Leia chiama il figlio per farlo tornare al lato chiaro, morendo subito dopo, e in quel momento Rey ferisce Kylo a morte, per poi guarirlo. Star Wars IX_1Ciò spinge Ben a riflettere, in un dialogo con il padre defunto (un ricordo nella sua mente), finendo per gettare la sua spada laser in mare… (Inchinandomi a Sua Grazia Wikipedia, come sempre spoiler sì ma mai troppo).

La domanda che mi pongo di più dopo ben 3 giorni dalla visione è la seguente: se il montaggio finale de Gli ultimi Jedi era di 152 minuti con una corposa parte dedicata al noioso prelievo di DJ sul pianeta Cantonica con parabola di presunta relazione Finn/Rose e momento WWF nei confronti delle belle creature Fathier, perchè il montaggio de L’ascesa di Skywalker è di soli 141 minuti? Cioè mi sono fatto 3 ore di The Irishman che sarà pure un grande “Italian Job” ma è una bella rottura di coglioni, qui c’è mamma Disney dietro e questo film è stato montato a toppe…faccio difficoltà a capire perchè. E consideriamo che in un arco di 140 minuti, 10 minuti in più sono sufficienti a spiegare tante cose. Un giorno sapremo il perchè di questa storia…
L’ultimo capitolo della famiglia Skywalker resta comunque una bella(ina) cavalcata e l’effetto ha un pò di Ritorno al Futuro III (1990) più che de Il ritorno dello Jedi – questo non significa che Episodio VII e VIII siano l’equivalente dei due primi film di Zemeckis eh – Star Wars IX_4e ha le potenzialità per farsi piacere, ma da un punto di vista analitico senza l’affetto del fan, è un giocattolone che mette tanto cuore ma non troppo, strutturato in praticamente tre atti dove il primo fa una fatica enorme a portarci sulla via corretta (e non necessariamente “corretta via”) da Abrams e che poi ci lancia nell’ultima ora e quaranta per (provare a) chiudere i cerchi. L’addio più emozionante ce lo regala il droide C-3PO (Anthony Daniels diventa uno dei pochissimi ad aver partecipato all’intera saga) prima di perdere la memoria, l’abbastanza prevedibile ritorno tra le dune di Tatooine fa un gran piacere e “l’intervento” di tanti del passato ci regalano una nostalgica passerella, ma nel complesso è un progetto che fa qualitativamente un passo indietro a tecnica – non sarei sorpreso se nel 2020 Abrams venisse candidato ai Razzie. Difatti Il risveglio dlla forza, sebbene fosse un film “vigliacco” sfruttando uno scheletro prefabbricato dalla Lucasfilms ®1977, godeva di un ampio respiro e Gli ultimi Jedi aveva tracciato una coraggiosa tangente verso orizzonti più nolaniani, l’epilogo compie una faticosa inversione a “U” (e quindi boccia di fatto la scelta esotica di Johnson) per una notizia sconvolgente, ossia che Palpatine è tornato. A conti fatti è probabilmente Star Wars IX_7il miglior piano B della produzione perchè la sensazione è quella della mossa di riserva: l’inaspettato decesso di Snoke è stato colpo di scena tramato da Johnson e, contemporaneamente, un grosso problema per tutti quanti nel secondo film. La scelta del ritorno del buon vecchio Palpatine (i vari trailer annunciarono il suo secondo avvento) ci porta ad un epico scontro finale dove le emozioni non mancano e, grazie ad un lavoro eccellente di Dominic Tuohy e Roger Guyett agli effetti speciali, ad un ultimo grande contributo del maestro John Williams (qui presente in un cammeo onorario) e alla calda fotografia di Daniel Mindel, l’epilogo di questa moderna Bibbia concede un meritato pensionamento anche alla già scomparsa Carrie Fisher – la vittima più sofferente di tutti per un montaggio oltraggioso e per un uso di riprese di episodio VII e VIII che la rendono una specie di entità astratta – che così si unisce al trio formato da Mark Hamill e Harrison Ford.
Insomma, se da un punto di vista antologico la chiusura di questa saga soddisfa abbastanza le aspettative, Star Wars IX_3tra le scelte prese in fretta per rispettare i tempi, una direzione che da l’idea di aver dormito notti insonni, una pre-produzione che ha avuto a che fare con una bella gatta da pelare (Rian Johnson) e l’uso di alcuni personaggi che fallisce miseramente, si può dire che L’ascesa di Skywalker è certamente il più debole episodio di questa trilogia sequel, il più vigliacco senza ombra di dubbio, che manca di rispetto al fan più accanito ma che non manca di emozionare, perchè seppure nel conclusivo atto dei suddetti tre si permette un’ulteriore anormale accelerata (come a dire “chiudiamo in fretta sto casino”), ha il merito di farci venire quel cavolo di groppo in gola. E questo vale tanto.

★★★☆☆

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