The Majestic (2001)

The Majestic_0Frank Darabont, colui che diresse l’intramontabile “Le ali della libertà” (1994) e successivamente “Il miglio verde” (1999), porta in scena un’originale favola sulla grande crisi cinematografica che colpì gli sceneggiatori negli anni ’50 negli Stati Uniti, tanti dei quali vennero accusati ingiustamente di far parte di gruppi filo-comunisti e inseriti nella cosiddetta lista nera, con conseguenza il licenziamento in tronco. Volto pulito di questa storia è Jim Carrey, ormai assai lontano dai tempi di “faccia di gomma” e reduce dall’ottimo The Truman Show (1998). Accanto al poliedrico attore il veterano Martin Landau – quì in una delle sue più grandi interpretazioni – il duo Jeffrey DeMunn e la bellissima Laurie Holden, attori feticcio del regista che compaiono in altre sue pellicole, Bob Balaban, il sempiterno Hal Holbrook e il simpatico cameo di Bruce Campbell. The Majestic fu un flop piuttosto clamoroso perchè costato 72 milioni e ha incassato poco piu della metà. Il discreto successo sul mercato homevideo ha alleviato un pò di piu il dolore da portafogli per la Castlerock Entertainment e Village Raodshow.

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Il giovane e promettente sceneggiatore Peter Appleton viene improvvisamente licenziato, ingiustamente accusato per vicinanza alle idee comuniste, durante un drammatico sfogo in strada ha un incidente con la sua macchina e si risveglia senza memoria a Lawson, piccola città vicino Burbank in California. Gli abitanti della città credono che si tratti di Luke Trimble, un ragazzo dato per morto in guerra e mai tornato a casa. Il giovane Peter viene accolto con gioia da parte di tutti, soprattutto dal vecchio padre Harry che assieme al ragazzo riporta allo splendore il suo caro cinema The Majestic. Con il tempo, però, la memoria di Peter inizia a riaffiorare e anche la gente di Lawson inizia a rendersene conto…

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Favola di indiscutibile qualità guidata da un ottimo Jim Carrey, che quando si spoglia dei panni da Ace Ventura o Scemo e più scemo si tramuta in un meraviglioso attore, incalzante e diretto, sicuramente sempre patinato ma che fa breccia nel cuore cosi come fu per Truman Burbank, così lo è per Peter Appleton. La squadra di attori che ruotano intorno a Carrey è da applausi, Landau in primis. L’ambientazione anni ’50 che si spacca fra la realtà capitalistica di un’industria come quella cinematografica e la pacifica vita che si conduce nella fittizia Lawson ha il compito di mostrarci le gioie di un’esistenza piu povera ma autentica e la meschina freddezza dell’impero hollywoodiano, tuttavia la strada per la conquista del naufrago smemorato Carrey non è facile, bensì in salita più di quanto sembra. Il percorso di Appleton sarà segnato dal convincimento che per assaporare la nuova vita è necessario distruggere la precedente.
The Majestic ha un cuore che pulsa fortissimo e i suoi battiti veloci ci fanno perdere la concezione del tempo. Frank Darabont ci consegna un altro film maledettamente piacevole e godibile. Da vedere e rivedere.

PS – diffidare da critiche negative.

★★★★☆

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