Rischio totale (1990)

Rischio totale_0Quando la Carolco di Andrew J. Vajna e Mario Kassar splendeva nel cielo notturno di Hollywood se ne vedevano di film per così dire “cazzuti”, non perchè ci partecipassero registi di alta qualità né tantomeno per la presenza di star di prima fascia, ma perchè l’intuizione dei due produttori su sceneggiature coraggiose ha sempre portato un mucchio di soldi in cassa. Vajna e Kassar hanno letteralmente segnato un’epoca se si pensa ad alcuni dei loro titoli di punta: Terminator 2 (1991), Rambo (la serie), Angel Heart – ascensore per l’inferno (1987), Danko (1988), Sorvegliato speciale (1988), Music Box (1989), Atto di forza (1990),The Doors (1991), Basic Istinct (1991), Cliffahanger (1993), Stargate (1994). Il 1995 fu l’anno del fallimento con i titoli Showgirls e Corsari, e scusandomi per il gioco di parole, fine della corsa.
È il 1989 e quindi verso l’apice del successo. Basandosi su una sceneggiatura di Earl Felton e Peter Hyams, i due super produttori, affidano a quest’ultimo il remake di Le Iene di Chicago, film del 1952 diretto da Richard Fleischer, storia di due investigatori della polizia che sono incaricati di scortare la signora Neal, vedova di un gangster, perché possa testimoniare in tribunale e soprattutto consegnare la lista di nomi contenuta nella preziosa agenda del defunto marito.
A quasi quarant’anni di distanza dal suddetto lungometraggio, la palla passa all’esperto Hyams (Capricorn One, Atmosfera zero) e con i volti di Gene Hackman e Anne Archer; nel cast troviamo anche J.T. Walsh, M. Emmet Walsh, Harris Yulin e Susan Hogan.Rischio totale_2

Los Angeles. Una giovane donna, Carol Hunnicut, assiste all’omicidio dell’uomo con cui stava trascorrendo la serata ad opera di un potente boss della mafia, Leo Watts, senza che quest’ultimo si accorga della sua presenza. Durante le indagini la polizia – grazie ad un’impronta – scopre la presenza della donna sul luogo dell’omicidio, e cerca di mettersi in contatto con quest’ultima per farla testimoniare; grazie alla confessione di un’amica viene rintracciata in una baita sulle montagne del Canada, dove nel frattempo la donna si era nascosta impaurita. Il vice procuratore distrettuale Robert Caulfield parte così in elicottero alla volta del Canada per recuperare la donna e convincerla a testimoniare. Sembra filare tutto liscio, quando una volta arrivati alla baita, partono colpi di mitra da un elicottero che nel frattempo li aveva seguiti; una talpa nel dipartimento aveva infatti rivelato anche a Leo Watts il nascondiglio della donna. Durante la sparatoria rimangono uccisi un poliziotto e il pilota dell’elicottero.
Scampati alla sparatoria, per Caulfield e Carol inizia un lungo inseguimento attraverso le montagne del Canada. Rischio totale_4L’azione si sposta quindi sul treno per Vancouver, dove i fuggitivi saranno braccati dagli scagnozzi di Leo Watts, deciso in ogni modo a non far arrivare la donna sul banco dei testimoni…

Rischio Totale è un godibilissimo thriller, teso e ricco di suspense dove si gode a pieno lo stato d’ansia dovuto anche al claustrofobico ambiente del treno. Hackman è padrone assoluto del film, capace di saper mettere in luce i pregi e i difetti del suo Robert Caulfield, che non è John McClane e che quindi mostra in modo più palese le difficoltà nel diventare uomo d’azione. Meno brillante la Archer, volto noto di raro fascino ma di caratura attoriale decisamente più bassa. Tanto si deve al doppio ruolo di Hyams (regia e fotografia) con l’apporto delle musiche tesissime di Bruce Broughton: il ritmo è sempre costante e pochi sono i silenzi, il risultato è un gioco del gatto e il topo efficace, privo di noia. Funzionano bene anche gli sprazzi di umorismo alternati a momenti di violenza visiva di notevole impatto.

Rischio totale_3
P.S. Mai mi sarei permesso di mettere la locandina italiana a causa del nudo attira pubblico: nel film non c’è una sola scena di nudo, stratagemma subdolo della Penta Film che già c’aveva provato con Allucinazione Perversa (tra l’altro film prodotto sempre da Vajna e Kassar). Per ultimo, ma non ultimo affatto, attenzione a diffidare dal maledettissimo ridoppiaggio del 2003.

★★★✬☆

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