Fearless – Senza paura (1993)

Fearless_0Candidato sei volte all’Oscar (di cui quattro volte come regista) e quattro al Golden Globe, Peter Weir, australiano giramondo da sempre attirato dall’Academy ma con uno spirito inevitabilmente indipendente, non ha solamente diretto film, ma ci ha trasmesso emozioni nell’arco di ben 40 anni. Se con i visionari Le macchine che distrussero Parigi (1974) e Picnic a Hanging Rock (1975) aveva dato il via alla sua carriera oltre i confini della sua amata Australia, le conferme del successo portano i titoli di Witness-Il testimone (1984), Mosquito coast (1986), L’attimo fuggente (1989). L’apice della sua carriera è rappresentata dal fenomeno The truman show (1998), poi con Master and commander (2003) e infine con quello che sembra essere l’appendice della sua filmografia ossia The way back (2010). Per il pubblico italiano, e in un certo senso anche per quello internazionale, un titolo “minore” è Fearless-senza paura, diretto da Weir nel 1993, che vede Jeff Bridges protagonista assieme a Rosie Perez, Isabella Rossellini, John Turturro, Tom Hulce e un giovane Benicio Del Toro. Fearless è tratto dal romanzo omonimo di Rafael Yglesias che ne ha curato la sceneggiatura. La trama è basata sugli avvenimenti del volo United Airlines 232, in cui persero la vita 112 persone sui 296 passeggeri totali.
Il film al botteghino si rivela un fiasco. Ci vorrà del tempo prima di essere riscoperto. In televisione (da noi) pochissimi i passaggi…meglio mandare prodotti conosciuti come appunto l’Attimo fuggente o The Truman show, no? Fearless_2

In una placida giornata di sole il volo Intercity Airline 202 si schianta in un campo a Bakersfield, California, in seguito ad un guasto totale al sistema idraulico dei comandi di volo. Max Klein, architetto di San Francisco, si trova sull’aereo assieme al socio e amico Jeffrey Gordon. Max sopravvive assieme a pochi altri al disastro aereo e, portando con sé le conseguenze della sciagura, reagisce rivalutando completamente la sua vita e mettendo a dura prova il rapporto con la moglie Laura nel tentativo di affrontare sotto una nuova luce il mondo circostante. Egli è ritenuto da molti dei superstiti un salvatore e sviluppa quella che sembra essere una forma particolare di sindrome da stress post traumatico, tale per cui crede di essere immortale non avendo più paura di nulla, tanto meno di mettere di continuo in pericolo la propria vita e la stabilità dei suoi rapporti con la famiglia. Lo psicologo che ha in cura lui e i sopravvissuti lo avvicina a Carla, che affronta quotidianamente il peso della morte del figlioletto che era con lei sul volo 202. Mentre Max ritiene di essere invincibile e di non avere certo bisogno di un Dio cui chiedere aiuto, Carla vorrebbe morire e si affida alla religione per ritrovare un perdono che sente di non poter mai più avere. Il rapporto tra i due si intensificherà fino a quando Max si schianterà di proposito con la sua Volvo addosso ad un muro di mattoni per far vedere a Carla, Fearless_3seduta sul sedile posteriore, che non avrebbe potuto far nulla per trattenere il figlio seduto tra le sue braccia sull’aereo al momento dello schianto. A questo punto Carla riacquista la fiducia in sé stessa perduta ma…

Non sarà un fan della commedia Weir visto che la sua filmografia è composta da titoli più drammatici che altro, a volte in essi viene piacevolmente inserita la componente fantastica o thriller e il risultato non delude quasi mai. Fearless, in un certo senso, si prende beffe proprio di questo connubio, giocando in modo aggraziato con l’idea di un superpotere che forse c’è, forse no. Bridges, già allora straordinario attore reduce da ruoli variegati, dà vita ad un Max Klein indimenticabile, con i suoi silenzi vocali e gli occhi che parlano, i suoi sguardi allucinati e il suo beffardo sorriso. Klein è un falso testimone di un miracolo inesistente, sopravvissuto ad un incidente che lo cambia radicalmente fino al colpo di scena finale, degno di Weir. In un contesto prepotentemente drammatico – un’ottima Rosie Perez, che qui si aggiudica una candidatura all’Oscar – Fearless_1Bridges ha il compito di somministrare la cura del sorriso con la magia e Weir sa come ingannarci tutti. Un compito arduo per entrambi e in cui entrambi riescono magistralmente a portarlo a termine. Fearless è un viaggio introspettivo che vuole distaccarsi dall’esperienza dello schianto aereo, non vuole emulare un Ghost (1990), ma introdurci in uno stato di pace nel momento in cui vita e morte si trovano momentaneamente sullo stesso piano.
Fearless è un dichiarato lavoro indipendente che gode sia di un cast formidabile che di una vitalità unica, ma non manca di effetti speciali se si pensa alla scena iniziale dove nulla è partorito da CGI e alcune sequenze sembrano incredibilmente moderne.
Da recuperare.

★★★★☆

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