Mamma ho riperso l’aereo – Mi sono smarrito a New York (1992)

Home Alone 2_0Squadra che vince non si cambia, grande motto utilizzato un po’ in tutti i settori che hanno raggiunto un risultato storico e sono costretti a ripeterlo per ragioni puramente commerciali. Mamma ho riperso l’aereo, film del 1992, è il sequel chiamato a gran voce sia dalla Fox che da un’orda di pubblico che due anni prima si riversò nelle sale per quello che è stato definito un monumento della commedia slapstick americana, una gallina dalle uova d’oro. Dietro tutta questa storia di Natale e (tanti) soldi, ci sono gli occhiali e il taglio “so eighties” di John Hughes, papà di successi come 16 candles – un compleanno da ricordare (1984), Breakfast Club (1985) e Una pazza giornata di vacanza (1986), indiscusso re delle commedie teenager degli anni ottanta nonchè produttore di prodotti adatti per un pubblico giovane o eventualmente per le famiglie. Il 1992 è anche l’inizio della fine della brevissima carriera di Macaulay Culkin, il quale non avrà mai modo di rifarsi veramente nel mondo della settima arte, probabilmente perchè troppo legato al suo Kevin McCallister.
Tornano tutti gli attori del primo film (lista molto lunga) tranne che Robert Blossom, il cui personaggio sarà sostituito dalla simpatica Brenda Fricker. Si aggiungono al cast un compiaciuto Tim Curry, Rob Schneider, Dana Ivey e Eddie Bracken.
Stesso cast tecnico: John Williams alle musiche (con la colonna sonora del primo film si era intascato una nomination agli Oscar), Chris Columbus alla regia – coadiuvato a Hughes che si occupa di soggetto, sceneggiatura e produzione, Julio Macat alla fotografia e così via…Home Alone 2_5
Con una spesa di 28 milioni di dollari ne incassò 360. Nel 1997 Hughes produsse anche un Home Alone 3 ma con risultati decisamente più bassi. 

Chicago, Illinois: La famiglia McCallister, con gli altri parenti, decide di andare a Miami per trascorrere le vacanze di Natale. Questa volta Kevin non viene dimenticato a casa come l’anno precedente, ma nella confusione dell’aeroporto perde di vista i genitori e, seguendo un uomo fisicamente simile a suo padre e che indossa un cappotto identico a quello di Peter, si imbarca su un aereo sbagliato. Salito sull’aereo inizia ad ascoltare la musica con le cuffie e non sente gli annunci di bordo; non si accorge dell’errore e finisce per arrivare a New York. I genitori, giunti in Florida, si accorgono di aver perso il figlio e contattano la polizia per le ricerche; Kevin non si spaventa e dà inizio alle sue avventurose vacanze, accorgendosi tra l’altro che la carta di credito del padre è rimasta a lui e decidendo, per cominciare, di usarla per prenotare una lussuosa camera al Plaza Hotel.
Dopo qualche giorno, Kevin viene scoperto dal personale dell’albergo, perché il portinaio, sospettoso, ha volutamente fatto in modo che la carta di credito usata da Kevin risultasse rubata, per far sì che, rintracciandola, fosse possibile ritrovare anche Kevin. Il bambino, inoltre, deve fare nuovamente i conti con due sue vecchie conoscenze, i ladri Harry e Marv, che erano stati arrestati proprio grazie a lui e che, da poco evasi dalla prigione e giunti anche loro a New York per svaligiare negozi, vogliono ancora vendicarsi contro il ragazzo. Home Alone 2_1
I ladri hanno intenzione di nascondersi nel negozio dei giocattoli del signor Duncan per derubarlo proprio alla mezzanotte della vigilia di Natale, rubando i soldi dalla cassa del negozio e i fondi benefici destinati ad un ospedale pediatrico per poi, una volta messo a segno il colpo, scappare e rifugiarsi in un altro stato. Kevin, dopo averli nuovamente incontrati, finisce nelle loro mani, registra il loro piano grazie a un registratore vocale e…

Se non sbaglio provai un senso di mediocrità generale anche quando vidi il film l’anno dopo su VHS. L’idea è che a differenza del primo indimenticabile film in cui il cuore oltrepassava l’ostacolo, quì tutto sa di preparato a tavolino per fare cassa. Mamma ho riperso l’aereo è una fotocopia del predecessore con un Mucaulay Culkin fastidioso e protagonista di scenette sistematicamente poste con cura lungo la timeline del film, esattamente dove si svolgevano quelle del primo.
L’irriverenza e la supponenza con il quale si è cercato di bissare il successo del film precedente è spregevole e sotto gli occhi di tutti, la sostituzione del vecchio Marley con la Signora dei piccioni ne è la prova schiacciante. Il resto è una cartolina panoramica di Manhattan pregna di luoghi comuni come nei più tradizionali sequel anni ottanta (se il primo si svolgeva nella fattoria di turno, il secondo era di sicuro in città), compreso un cammeo di Donald Trump allora ancora imprenditore lontano dalla politica. Home Alone 2_2
C’è sicuramente molta alchimia fra gli attori, Joe Pesci e Daniel Stern in primis, ma tutta la magia del primo film svanisce inesorabilmente dalla mezz’ora in poi, momento in cui si intuisce che non è stato aggiunto nulla di nuovo nello scheletro narrativo. Da un punto di vista tecnico è un film di pregevole fattura, probabilmente anche superiore e non perde lo spirito natalizio, elemento che ha sigillato il successo di Home Alone. Farà decisamente peggio il terzo film (da me neanche calcolato), per non parlare del quarto.
Recentemente è stato ufficializzato il reboot – non c’è davvero fine al peggio – che già dal trailer messo in circolazione sà di prodotto confezionato solamente per la nuova generazione. Ma che ne sanno….

★★☆☆☆

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