Ghostbusters: Legacy (2021)

Ghostbusters 3_0Così, dopo ben 29 anni, probabilmente una delle più lunghe fasi di gestazione hollywoodiane, Ghostbusters III vede finalmente la luce. Eh si, ci sono voluti quasi trent’anni quando sarebbero potuti essere solo tre (Ghostbusters III sarebbe dovuto uscire nel 1992), tutto perchè la star Bill Murray non voleva che il franchise si tramutasse in una farsa e il suo continuo rifiutare le sceneggiature proposte dall’amico Dan Aykroyd e da Ivan Reitman non sembravano all’altezza. A questo va aggiunta la ormai celebre lite fra Murray e Harold Ramis sul set di Ricomincio da capo (1993), un’interruzione totale dei rapporti che terminò con la visita del primo al secondo ormai all’ultimo stadio della malattia che ce lo ha portato via troppo presto. Sebbene ci siano le premesse per poter dire che Murray si comportò da vero stronzo, non tutte le colpe vanno attribuite all’attore: Murray adorava il primo film e con il mezzo passo falso del secondo sentiva che un ulteriore capitolo avrebbe potuto compromettere sia la sua carriera che quella dei suoi amici e continuò a declinare, fino al 2018 quando una sceneggiatura valida gli venne consegnata da Aykroyd e i Reitmans: già perchè oltre a papà Ivan ecco suo figlio Jason, regista affermatosi con pellicole del calibro di Thank you for smoking (2005), Tra le nuvole (2009), Juno (2007) e Tully (2018).
Per il rilancio della saga dopo così tanto tempo si partì da un punto fermo: il cast doveva essere rinnovato anche se gli storici personaggi sarebbero tornati tutti almeno per un’ultima volta. Mckenna Grace, Finn Wolfhard, Carrie Coon e Paul Rudd vengono quindi affiancati dai vecchi volti di Bill Murray, Dan Aykroyd, Ernie HUdson, Annie Potts e Sigourney Weaver. Il film entrato in produzione nel 2019 ha dovuto attendere molto tempo per la premiere a causa della pandemia Covid-19 fino al 18 novembre 2021.

Nel pieno della notte nella sperduta città di Summerville, un uomo in fuga (che si scoprirà essere il dottor Egon Spengler) si rifugia nella sua fatiscente fattoria inseguito da una misteriosa entità; dopo aver cercato inutilmente di attivare una qualche apparecchiatura per difendersi, si rifugia in casa, dove nasconde una trappola per fantasmi in uno scomparto segreto sotto al pavimento. Una volta estratto un rilevatore di energia psicocinetica, si siede in attesa dell’entità che, dopo averlo ucciso, fugge via. Ghostbusters 3_3
In seguito la figlia dell’uomo, Callie, una madre single e i suoi due figli, la dodicenne Phoebe e il quindicenne Trevor, sono costretti a trasferirsi nella fattoria, essendo stati sfrattati dalla loro abitazione. Trevor incontra una ragazza del posto, Lucky, e trova lavoro al ristorante dove lavora. Phoebe viene iscritta a un corso scolastico estivo nella scuola locale, dove fa la conoscenza del professore, nonché sismologo e scienziato, Gary Grooberson e di Podcast, un suo coetaneo appassionato di misteri e soprannaturale, dai quali scoprirà dei continui e inspiegabili terremoti in città, della miniera abbandonata con strane rovine, che suo nonno si guadagnò il soprannome di “Zappaterra” (dato che fece diversi scavi intorno alla fattoria, ma non piantò mai nulla) e del sospetto che non sia morto di infarto come si crede.
Successivamente Phoebe ritrova nella fattoria il rilevatore di energia psicocinetica del nonno che si attiva e le rivela la presenza di un fantasma invisibile che la conduce alla trappola nascosta nel pavimento, mentre Trevor trova ed inizia a riparare la Ecto 1. Lucky porta Trevor sulla sommità della collina sopra la vecchia miniera fuori città con i suoi amici, dove assistono ad un’apparizione luminosa. Phoebe mostra la trappola a Podcast e Gary che rivela di essere un fan degli Acchiappafantasmi. Gary, Phoebe e Podcast aprono incautamente la trappola liberando l’entità, che fugge rifugiandosi nella miniera. Gary accompagna quindi a casa Phoebe dove conosce Callie, sua madre, e dove nota anche una mappa molto antica, realizzata ancora prima della fondazione della città.  Ghostbusters 3_5
Nel frattempo il fantasma conduce Phoebe in una tana sotterranea dove trova l’equipaggiamento degli acchiappafantasmi, capendo quindi che il fantasma che la sta aiutando è suo nonno, e con il suo aiuto ripara uno zaino protonico. Lei e Podcast lo provano il giorno successivo quando incontrano Muncher, un fantasma mangiatore di metalli che inizialmente sfugge alla cattura e si dirige in città. A loro si unisce Trevor che nel frattempo ha riparato la Ecto-1: il trio insegue Muncher e lo cattura con successo grazie anche alle inedite apparecchiature dell’auto, come il seggiolino da mitragliere e la trappola radiocomandata, prima che raggiunga la miniera verso cui stava scappando. Tuttavia, la polizia li arresta per gli ingenti danni che hanno causato in città durante l’inseguimento, confiscando l’Ecto-1 e l’attrezzatura. Phoebe chiama il numero degli acchiappafantasmi…

Tendenzialmente sono una persona che cerca di salvare sempre il salvabile nei film, con un occhio di riguardo a quelli legati alla mia infanzia o adolescenza. Ghostbusters Legacy è sostanzialmente un lavoro fatto con tanto cuore ma con poca (pochissima) testa. Se da un lato la sceneggiatura è lacunosa in molti punti, dove da una parte troviamo un interessante prologo e un’affascinante inizio come nella più classica tradizione anni ottanta (madre separata con due figli incompresi di cui uno è il protagonista e il secondo fa da spalla), nel secondo atto la dispersione delle sottotrame crea una confusione generale composta da slapstick senza senso, un montaggio aritmico e sbadato, una sbiadita replica dell’antagonista storico e una conclusione rapida da lasciare perplessi. Tecnicamente – ma si parla soprattutto della seconda parte – il film di Reitman è un disastro su tutti i fronti. I continui rimandi al primo film tramite un campionario di elementi fanservice è improponibile e l’apparizione del trio degli acchiappafantasmi nello scontro finale è non solo inutile ma anche mal gestito. Ghostbusters 3_2
Mentre scrivo ho la sensazione di un fan che è rimasto spiazzato e deluso e il mix fra avvilimento e incazzatura mi porta a dire che dopo lo sciagurato finale di Star Wars IX (2019) e l’imbarazzante Rambo: last blood (2019), questo film si aggiudica senza ombra di dubbio il terzo posto, riuscendo nell’impresa di trasformare il secondo film del 1989 in una pellicola migliore di quella che poteva essere considerata fino alla visione di questo sequel.
Paul Rudd è totalmente sprecato nel ruolo dell’insegnante Grooberson, Carrie Coon è un personaggio nato male che finisce peggio (tra i due dovrebbe nascere una relazione ma non ci danno modo di sapere come va a finire), Finn Wolfhard, ormai prototipo dei film nostalgia è spento e disincantato (anche lui flirta con il personaggio di Lucky Domingo ma non si saprà nulla), Mckenna Grace è l’unica che si salva ma più per i suoi meriti artistici che per l’evoluzione di un personaggio adattato per farlo muovere sui binari di nonno Egon. Parliamo del vecchio cast: sicuramente è impietoso un pò tutto, dal loro aspetto che paga davvero tanto gli anni (eccezion fatta per Hudson, che anche essendo il più anziano msi mantiene benissimo) e per la loro utilità alla storia. Bill Murray (la cui voce italiana è stata affidata al veterano Leslie La Penna è piacevole come una strizzata ai testicoli) sembra avulso dalla storia, il fantasma di se stesso, uno che sta recitando a comando; Aykroyd che tanto ha dato a questa saga è l’unico che sembra voler lasciare un impronta; Hudson sembra lì per caso. L’inserimento in digitale di un muto Ramis (scomparso nel 2014) è una scelta molto coraggiosa che sfida l’etica, ma a conti fatti finisce tristemente nel dimenticatoio vista la situazione. Apprezzabili gli effetti speciali che rispolverano l’Animatronics. Scappa la lacrimuccia, vero, ma non basta proprio. Ghostbusters 3_4Sigourney Waever appare solo per 28 secondi dopo i primi titoli di coda (bah) in uno sketch con il compagno Venkman. Annie Potts appare all’inizio per due minuti scarsi e non lascia assolutamente un segno se non quello di un primo spiegone sulle sorti del suo amato Egon. Pesa come un macigno l’assenza di Rick Moranis nei panni di Tully. Dulcis in fundo: non c’è nemmeno Slimer ma un surrogato che fa il verso al brucaliffo di Alice e ai fantasmi apparsi in Casper (frà l’altro mangia del metallo e spara proiettili….bah)
Sorrido. C’è tanto cuore, ma c’è molto più disordine. Una miriade di sbagli e incongruenze che i più esperti sapranno notare, senza che mi metto a fare un elenco.
Ghostbusters Legacy è, rispetto al Ghostbusters di Feig (2016), un film. Il suo grande pregio è quello di un discreto primo tempo carico di suspence e di tanto cuore, il resto è da dimenticare al più presto.

★★☆☆☆

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