Locchi, Pino Locchi

Veniamo dalle remote profondità del tempo, ci muoviamo silenziosamente attraverso i secoli, vivendo vite segrete, lottando per arrivare al grande incontro: il giorno in cui i pochi superstiti si batteranno, finchè resterà uno solo di noi. Nessuno sapeva che eravamo tra di voi… fino ad ora.

Perché il sole sorge e tramonta? e le stelle sono solo teste di spillo nel mantello della notte? Chi può saperlo? ….quello che io so è che poiché tu sei nato diverso, l’uomo ti temerà, ti scaccerà dovunque come la gente tuo villaggio.

Il tuo potere è oltre ogni immaginazione. Usalo bene, amico mio: non perdere la testa.

JUAN SANCHEZ VILLA LOBOS RAMIREZ (SEAN CONNERY) – HIGHLANDER, L’ULTIMO IMMORTALE (1986)


AIDS. Se lo conosci lo eviti. Se lo conosci non ti uccide.

SPOT DELLA CAMPAGNA DI PREVENZIONE CONTRO L’AIDS COMMISSIONATO DAL MINISTERO DELLA SANITÀ (1990)


Il mio nome è Bond. James Bond.

JAMES BOND (SEAN CONNERY) – AGENTE 007, LICENZA DI UCCIDERE (1962)

Lui (Locchi) è stato per me un mito e devo confessare che all’inizio della mia carriera cercavo di imitarlo. Poi sono cresciuto e ho capito che dovevo crearmi una mia identità. Ne avevo tanti di miti, come ad esempio Peppino Rinaldi che forse è stato il più grande di tutti, ma sentivo che ero più simile a Locchi e che poteva essere, per me, un punto di riferimento.

MARIO CORDOVA, doppiatore.

 

Locchi1Non basterebbero mai le frasi, le citazioni, i monologhi o i dialoghi della voce che ha scritto la storia del doppiaggio italiano, scuola ancora oggi imbattibile nel mondo. Assieme a Peppino Rinaldi, secondo numerose testimonianze è la voce più grande di tutti i tempi. Scegliere fra Rinaldi o Locchi è un pò come discutere tra Maradona e Pelè nel calcio, con la differenza che questi due giganti del doppiaggio erano amici fraterni e messi in rivalità solamente dai loro colleghi per la qualità e il palmares. Il vuoto lasciato da Pino Locchi, nato a Roma il 10 novembre 1925 e morto sempre a Roma il 21 novembre 1994, non è stato mai colmato e la prematura scomparsa di questa voce ha dato inizio all’addio ai grandi di questa arte: Cesare Barbetti, Giuseppe (Peppino) Rinaldi, Ferruccio Amendola, Glauco Onorato, Nando Gazzolo, Sergio Fiorentini, Sergio Tedesco, Sergio Graziani, Renato Mori, fra i nomi più illustri di quella che è stata definita come la generazione d’oro del doppiaggio italiano. Francesco Pannofino, Luca Ward, Francesco Prando, Cristina Boraschi, le sorelle Pasanisi, Maria Pia Di Meo, Sonia Scotti, Michele Gammino, Luigi La Monica, Dario Penne, i fratelli Rossi e i Boccanera – dalle qualità indiscutibili – non fanno altro che ripetere questi nomi a cantilena, come la nazionale del mondiale dell’82, una squadra invincibile e irraggiungibile, nomi incastonati nel tempio della nostra settima arte.

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Divenuto doppiatore dopo un’iniziale carriera da attore partita sin da bambino, Locchi su espressa richiesta della suocera decise di passare al microfono perchè non sarebbe stato corretto baciare altre donne e poi sposare la figlia. Leale, spiritoso ma anche molto serio, Locchi è stato amico stretto del suo “rivale” Peppino Rinaldi, padrino di sua figlia Marina. In lotta solo con se stesso per migliorare sempre più le sue performances, Locchi è diventato nel tempo rispettato da tutti i suoi colleghi. Assieme all’amico Gian Maria Volontè ha collaborato anche al sindacato degli attori.
Virile, saggia, potente, brillante, sicura. La voce di Pino Locchi è ricordata non solo per quelle sette parole di presentazione dell’agente segreto più famoso del mondo, ma per le innumerevoli volte che ha regalato interpretazioni davanti al microfono nelle sale buie, dando voce spesso a personaggi positivi come appunto Sean Connery ma anche Roger Moore, Tony Curtis, Terence HIll, Sidney Poitier, Charles Bronson, Richard Crenna, Kabir Bedi, Elvis Presley, Kirk Douglas, a volte anche per quelli negativi e la lista è lunga anche qui. Palpabila nche la sua presenza nell’animazione: è lui che da la voce a Re Tritone de La sirenetta, Caio ne La spada nella roccia, Gas Gas in Cenerentola, e i tre orsi Baloo, Orso Marinaio (Pomi d’ottone e manici di scopa), Little John.

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Impressionante anche la sua lista di apparizioni come voce fuori onda, sia nelle pubblicità televisive commerciali e non e speaker in classici come L’ultima casa a sinistra, Cuori ribelli, Vacanze di Natale, Sapore di mare, Italia ’90 – Notti magiche. Tutto questo senza dimenticare il suo contributo alle prose radiofoniche.

Non basta una lista a far capire quale sia stato il suo contributo a questa professione, piuttosto la sua dipartita, avvenuta in due drammatiche fasi nell’ormai lontano 1994: in quell’estate Locchi venne colpito da un infarto e da un ictus per poi lasciarci in autunno. Già perchè nel momento in cui il suo attore al quale era più legato professionalmente, ovvero Connery, venne accostata la voce di Osvaldo Ruggieri ne La giusta causa, fu un trauma un pò per tutti noi: l’ottima voce di Ruggieri non era comunque paragonabile a quella di Locchi e così, per noi, Sean Connery non è più stato lo stesso. Le cose poi andarono peggio quando l’attore venne doppiato da Luciano De Ambrosis o Sergio Rossi e così via. Questa è un pò la sfortuna di chi è un amante del doppiaggio, dover avere a che fare con le separazioni forzate delle voci italiane di ottimi attori, le inossidabili coppie che non sono poi così inossidabili (Redford/Barbetti, De Niro/Amendola, Allen/Lionello, Sellers/Rinaldi, Freeman/Mori, ecc…).

Pino Locchi e Michele Gammino in una scena tratta da Indiana Jones e l’ultima crociata (1989)

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