Mai dire mai (1983)

Mai dire mai_0Era il 1967 quando dopo la fine delle riprese di “Si vive solo due volte”, il primo (ma è un’inesattezza) volto di 007 Sean Connery disse che quello sarebbe stato il suo ultimo film nei panni dell’agente segreto più famoso del mondo. Tuttavia, dopo l’amara unica apparizione di George Lazenby in “Agente 007 – Al servizio segreto di Sua Maestà” (1969) Connery venne convinto a rivestire i panni del suo iconico personaggio e la pellicola “Agente 007 – Una cascata di diamanti” (1971) fu ricordata sia per la moltitudine di battute irriverenti che per la famosa espressione “Never again!” pronunciata dallo stesso Connery quando gli chiesero se avrebbe continuato ad interpretare James Bond in futuro.
La EON Productions di Albert Broccoli, lo storico investitore dei film di Bond, proseguì l’avventura dell’agente segreto con il quarantatreenne Roger Moore, il quale ha dato lustro al personaggio mostrando una vena ironica un pò più accentuata del suo collega (e amico). Moore, grazie alla sua bravura, è ancora oggi l’attore che ha interpretato più volte questo personaggio, dal 1973 al 1985 e nel 1983, il penultimo film era “Octopussy – operazione piovra”, diretto da John Glen: a contrastare, quasi per sfida, il film di Broccoli ecco spuntare dagli studi della Warner il film “Mai dire mai (titolo originale “Never say never again”)” giusto per fare uno sgambetto al potere incontrastato della macchina messa in piedi nel corso di vent’anni da Broccoli and friends. I due produttori, a causa di una birbonata di Fleming negli anni cinquanta fatta ai danni di altri due scrittori durante la stesura di “Thunderball – Operazione tuono”Mai dire mai_7 – si ritroveranno poco tempo dopo in un tribunale con la sentenza finale che diede il “nulla osta” alla distribuzione del film apocrifo…la storia è molto più complessa di questo pigro riassunto. 
Insomma uno 007 apocrifo ma con protagonista Sean Connery, che il pubblico non ha mai dimenticato e che da dodici anni non tornava ad interpretare il ruolo che lo ha reso leggenda. La sfida iniziò il 6 giugno quando nei cinema approdò il film di Glen con Roger Moore che incassò ben 187 milioni di dollari a fronte dei 27 spesi; “Mai dire mai” che fu diretto da Irwin Kershner (il regista pluriacclamato per aver diretto “L’impero colpisce ancora” 1980), uscì a ottobre e incassò 160 milioni di dollari contro una spesa di 35. Insomma una sfida che la Warner perse ma con la testa altissima, anche perchè il film con Connery portò un guadagno notevole al portafogli di Jack Schwartzman, produttore della pellicola.
Connery non tornerà mai più nei panni di James Bond ma la sua carriera sarà per sempre legata al servizio segreto britannico (nel cinema ovviamente).
Nel cast troviamo nomi molto importanti: Max Von Sydow, Kim Basinger, Barbara Carrera, Klaus Maria Brandauer, Edward Fox e Rowan Atkinson. Non potendo essere presente il mitico tema musicale della saga originale, Michael Legrand lavorò comunque molto bene e la colonna sonora tende a ripetere in modo costante la canzone “Never say, never again” cantata da Lani Hall (dopo il diniego di Bonnie Tyler), scelta che rende la cosa stucchevole ad essere sinceri.

Mai dire mai_2

007 è in missione di addestramento con simulazione computerizzata da 2 settimane: visto l’esito negativo, M decide di inviarlo in una clinica per cercare di rimetterlo in forma. Nel frattempo l’organizzazione criminale SPECTRE ha dato via all’operazione “Le lacrime di Allah”, con l’intento di sottrarre al Pentagono due testate nucleari radiocomandate. Per farlo si servono dell’agente numero 12 Fatima Blush che seduce il capitano americano Jack Petrescu (Petachi nelle edizioni straniere nel film) e lo induce all’uso dell’eroina rendendolo tossicodipendente. Il capitano viene inoltre sottoposto a un intervento chirurgico all’occhio che lo rende identico a quello del presidente degli Stati Uniti.
Jack, convalescente, viene trasferito nella stessa clinica di Bond che, assistendo a un pestaggio di quest’ultimo da parte della sua infermiera personale (Fatima Blush sotto mentite spoglie), lo spia mentre si esercita, con il suo nuovo occhio su una copia del dispositivo di accesso per il controllo delle testate nucleari americane. L’agente numero 12, accortosi di Bond, manda un suo sicario a tentare di ucciderlo, distruggendo mezza clinica.
Il piano della SPECTRE entra intanto in azione: la base di Swadley è pronta a lanciare due finte testate telecomandate per verificarne l’efficienza. Jack, ingannando il computer della base, riesce a sostituirle con due autentiche bombe nucleari (dispositivo W80) e viene poi ucciso a tradimento poco dopo dall’agente numero 12 che gettandogli un serpente velenoso in macchina lo manda fuori strada e lo fa esplodere.
Nel frattempo una nave appoggio della SPECTRE devia i missili dalle loro originarie traiettorie impadronendosi delle bombe. Alle Nazioni Unite perviene il messaggio con la richiesta di riscatto della SPECTRE: 25 000 000 000  di dollari o le bombe verranno fatte esplodere…Mai dire mai_4

Essendo una versione migliorata del classico “Thunderball – Operazione tuono (1965)”, probabilmente il miglior James Bond fatto fino ad ora, “Never say never again” è un film molto divertente e pieno di azione anche se non ha il coraggio di fare qualcosa in più per essere ricordato come il più bel Bond illegale della storia, anche perchè è l’unico. Tutto, il cast, le scene, la fotografia, la resa dei conti sono una miglioria del vecchio format anni sessanta, ma nel complesso il film non ha quasi nulla di veramente speciale da renderlo un pezzo unico. Quasi, perchè le uniche due scene succose sono la partita al videogame masochista contro il personaggio di Maximilian Largo (Brandauer) e l’inseguimento con la moto da combattimento per le strade di Nizza(?), Montecarlo (?) boh….da quelle parti. E comunque per me Barbara Carrera era molto più sexy di Kim Basinger.

★★★☆☆

Curiosità molto interessante: secondo un appetitoso articolo scritto dal redditor Apprehensive-Test-26 non si tratta dell’ultima missione di Connery-007 ma la penultima.
L’articolo redatto nell’ottobre del 2021 mostra come ci siano numerosi indizi nascosti che possano nascondere dietro al misterioso John Mason l’identità dell’agente segreto nell’esplosivo action The rock (1996) diretto da Michael Bay.

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