Balle spaziali (1987)

Balle spaziali_0A distanza di sei anni dal buon successo ottenuto con La pazza storia del mondo (1981), nei cinema esce il nuovo film di Mel Brooks, profeta del rinnovato linguaggio comico iniziato alla fine degli anni sessanta e concretizzato con la combo Mezzogiorno e mezzo di fuoco e Frankenstein Junior (1974). Sebbene la trilogia di Guerre stellari fosse terminata da quattro anni, l’opera di George Lucas è ancora attualissima e sulla bocca di tutti ed è grazie ad essa che il regista di Brooklyn trova lo spunto per parodiare un genere amatissimo dal pubblico. Fatto sta che non sarà solo Lucas ad essere preso di mira: Star Trek, 2001 – Odissea nello spazio, Alien, Transformers (il film cartone animato) tra i tanti titoli parodiati.
Nel cast figurano Bill Pullman, John Candy, Rick Moranis, Daphne Zuniga, Mel Brooks (in un doppio ruolo), George Wyner, Dick Van Patten e Lorene Yarnell, mentre fra i numerosi cameo troviamo Michael Winslow, Bubba Smith, John Hurt, Dom DeLuise e Tim Russ. Il difficile doppiaggio in italiano, ricco di traduzioni slang da riadattare, venne affidato a Manlio De Angelis.
Gli incassi furono piuttosto modesti: con una spesa di 20 milioni di dollari, il film di Brooks ne incassò poco più di 38 ma gli sforzi (non è una citazione) vennero ripagati anche grazie al successo in home-video. Siamo vicini ormai ai 35 anni dalla data di uscita di questo film e penso sia doveroso parlarne.

Sul pianeta Druidia, la principessa Vespa è promessa sposa al catalettico principe Valium; riluttante alle nozze, fugge nello spazio, accompagnata dalla sua damigella-droide Dorothy.Balle spaziali_2
In un’altra zona della galassia, il popolo del pianeta Spaceball ha completamente consumato la propria atmosfera ed è alla disperata ricerca di aria in altri mondi. Il presidente Scrocco ed il comandante militare Lord Casco, detentore del lato posteriore dello Sforzo, hanno elaborato con l’aiuto del colonnello Nunziatella un piano per rapire la principessa Vespa e chiedere come riscatto l’aria del pianeta Druidia.
Il padre di Vespa, Re Rolando, assolda il contrabbandiere Stella Solitaria ed il suo fedele aiutante Rutto, un canuomo (metà cane e metà uomo) per ritrovare e riportare a casa la principessa fuggiasca. I due, in viaggio tra le stelle in un singolare camper spaziale, sono in debito con il boss mafioso Pizza Margherita e per ripagare tale debito utilizzeranno i soldi promessi dal padre di Vespa.
Stella Solitaria e Rutto raggiungono la principessa Vespa e Dorothy, prima che siano catturate con un raggio traente dall’astronave Spaceball One e condotte sulla loro nave. Si allontanano quindi a velocità iperattiva dagli Spaceballs. I quattro, però, sono costretti ad un atterraggio di fortuna sulla luna di Vega perché è finita la benzina.Balle spaziali_5
Gli Spaceballs, rintracciati i fuggitivi grazie alla visione della cassetta istantanea[1] del film Balle Spaziali, si dirigono verso la luna di Vega. Nel frattempo i quattro, sfiniti dal sole del deserto, vengono soccorsi da alcuni ometti che li portano al cospetto del “grande” Yogurt, detentore del lato anteriore dello Sforzo. Yogurt allena Stella Solitaria all’uso dello Sforzo, ma nella notte la principessa Vespa viene rapita con l’inganno da Lord Casco, che si allontana a bordo della sua astronave verso Druidia.
Re Rolando viene costretto a rivelare a Lord Casco la combinazione per aprire lo scudo spaziale che protegge l’atmosfera di Druidia. Se non lo avesse fatto, la principessa sarebbe stata sottoposta ad un intervento di chirurgia plastica che le avrebbe ridato il suo naso originale. Per poter succhiare l’aria dal pianeta, la Spaceball One si trasforma in una gigantesca donna delle pulizie (simile anche alla Statua della Libertà) con tanto di aspirapolvere…

Sebbene questo film non sia il miglior lavoro di Brooks, non si può negare che sia fra le sue opere più divertenti. Balle spaziali_4Spaceballs è una godibile e dissacrante pellicola di 90 minuti ricchissima di citazioni (in originale ce ne sono di più causa la difficoltà della traduzione) e gag molto divertenti, con un cast affiatato, un’ottima colonna sonora e un bagaglio tecnico non indifferente per essere, seppur comico-demenziale, un film di fantascienza. C’è tutto l’orgoglio degli anni ottanta, dai look stravaganti alla fotografia patinata, dal rock di “Raise your hands” di Bon Jovi al catalogo promozionale della linea Yogurt.
Delle interpretazioni va detto che probabilmente il migliore è Rick Moranis che affiancato da uno strepitoso George Wyner formano la coppia più comica di tutte: meno riuscite le altre, da un John Candy abbastanza sprecato per un ruolo marginale al duo Zuniga/Yarnell. Bravo Bill Pullman in un ruolo apparentemente semplice ma che deve incrociare il Luke Skywalker del primo Star Wars e Han Solo. Mel Brooks che si ritaglia due parti estremamente diverse è ovviamente perfetto.
I cameo dei vari Bubba Smith, Michael Winslow e John Hurt (che sarà nuovamente vittima della nascita di un Alien, stavolta più in stile Broadway) sono fondamentali per creare quella confusione necessaria che rende Balle Spaziali un gigante nel panorama cinematografico comico, tale da porre i semi per ciò che farà anche la ZAZ (Zucker-Abraham-Zucker), ossia di riproporre in quegli anni la seconda vita di Una pallottola spuntata (1988-1994) e Hot Shots! (1991-1993), titoli che hanno aumentato ancora di più il volume del sottogenere demenziale.Balle spaziali_3

Nel 1990 in Italia uscì un film comico con il nome di Balle spaziali 2 – La vendetta, distribuito dalla Life International: Il film con protagonista l’ancora irreperibile Randy Quaid (è fuggito da una decina di anni assieme alla moglie per una presunta cospirazione nei loro confronti da parte dell’Academy) è una storia basata su un romanzo scritto nel 1955 – Martians, go home! – e non ha nulla a che vedere con il film di Mel Brooks. Grazie ad una locandina subdola e una distribuzione furba e sleale, il titolo attirò non pochi fan al cinema convinti di assistere al vero seguito del film.

★★★✬☆

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