Terminator: destino oscuro (2019)

TerminatorDFDal 1991 al 2018, un arco temporale di 27 anni, la saga di Terminator aveva lanciato tre capitoli dopo l’enorme successo de Il giorno del giudizio, premiato con 4 premi Oscar e di qualità superiore al già ottimo primo film del 1984: tre capitoli apocrifi per i fan, considerando che i diritti passarono dalla Lightstorm Entertainment di Jim Cameron ad altre teste più attente al loro portafogli che a regalare emozioni ai fan. Si è passati infatti dal fiacco Terminator 3 – Le macchine ribelli (2003) di Jonathan Mostow all’incompreso Terminator: salvation (2009) di McG, fino all’intrecciato Terminator: Genisys (2015) di Alan Taylor: tutti film guardabili, tutti altamente discutibili.
Proprio nel 2018, dopo aver ricomprato i diritti, Cameron assieme ad altri quattro soggettisti (Charles H. Eglee, Josh Friedman, David S. Goyer, Justin Rhodes) inizia a lavorare sul nuovo progetto che avrebbe finalmente cancellato ogni capitolo postumo ai fatti de Il giorno del giudizio e quindi riportando in vita anche il carismatico personaggio di Sarah Connor, ancora una volta interpretato da una Linda Hamilton in forma smagliante.

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Assieme all’eroina più cazzuta (assieme a Ellen Ripley) della storia del cinema, fa ritorno anche Arnold Schwarzenegger mentre i nuovi volti sono quelli della brava e bella Mackenzie Davis, Natalia Reyes e Gabriel Luna.
La regia venne affidata Tim Miller, che aveva sorpreso con il divertente comic-action Deadpool (2016), mentre il controllo generale dei lavori è tutto nelle mani di papà James Cameron. Questo assemblaggio portò numerose divergenze fra regista e produttore, tali da avere ripercussioni anche sul prodotto finale.
Uscito nelle sale il 1° novembre 2019 ha incassato 260 milioni di dollari a fronte di un budget di circa 200, rivelandosi quindi un flop.

Nel 1998, tre anni dopo aver sconfitto il T-1000 e aver evitato l’ascesa dell’Intelligenza Artificiale Skynet, John Connor viene ucciso da un T-800 inviato dal futuro prima della cancellazione di Skynet, sotto gli occhi della madre Sarah Connor.
Nel 2020, una soldatessa umana potenziata chiamata Grace ed un modello di Terminator dalle fattezze maschili, “Rev-9”, appaiono a Città del Messico dopo aver viaggiato nel tempo per trovare una ragazza chiamata Daniella “Dani” Ramos, la prima con l’obiettivo di proteggerla, il secondo con quello di ucciderla. Il Rev-9, che rivela incredibili capacità di mutaforma in grado di assumere l’aspetto di oggetti e persone, oltre a potersi dividere in due corpi autonomi, la attacca in una fabbrica, ma l’intervento di Grace permette alla ragazza e a suo fratello Diego di scappare. TerminatorDF_3Dopo un feroce inseguimento con un bulldozer, terminato con la morte di Diego, il Terminator taglia la fuga al cyborg e alla ragazza, ma viene respinto da Sarah Connor giunta in extremis. Trovato rifugio in un motel, Sarah spiega di averli trovati perché riceve messaggi anonimi sulle posizioni dei Terminator che giungono sulla Terra. Non esistendo né Skynet né John nel futuro di Grace, lei rivela che l’umanità sarà minacciata da una nuova Intelligenza Artificiale chiamata “Legion”, che prenderà il controllo dei server planetari causando un olocausto nucleare (simile a quello che Skynet avrebbe causato nel vecchio futuro), e che il Rev-9 cerca di uccidere Dani in quanto legata al futuro della resistenza umana…

Due sono le riflessioni che emergono a fine visione. La prima è che Terminator: Destino oscuro è il miglior film dai tempi di T2: Il giorno del giudizio; la seconda è che è qualitativamente ben lontano dai primi due film. La colpa non è del film in se ma del tempo che è passato fra il capolavoro di Cameron e questo nuovo terzo di Miller. Consideriamo quanti film d’azione si siano visti in 27 anni e che hanno ereditato, a volte bene a volte no, le straordinarie scene d’azione viste nel 1991…numero imprecisato.TerminatorDF_2
Nel film di Miller ci sono di buono almeno tre momenti d’azione, una Linda Hamilton troppo brava rispetto agli altri, un T-800 anomalo e un bel personaggio come quello di Grace (Davis). Il resto vale relativamente poco o nulla, tutto è stato visto e rivisto e non offre novità: la Dani Ramos di Natalia Reyes, anello debole del cast, è un personaggio che si sgretola di fronte ai suoi colleghi, non ci sono spunti di riflessione rispetto alla profondità del secondo film, non ha nulla di realmente originale: pensiamo che John Connor, capo della resistenza nel futuro, qui viene fatto fuori e sostituito da una ragazza che va difesa esattamente come venne fatto con lui. Tale e quale.
Insomma, se si pensava che facendo ritorno “a casa” nelle mani di Cameron, la saga avrebbe goduto di linfa vitale, bisogna ricredersi perchè papà Jim non regala nulla di davvero interessante a quei fan che avevano criticato aspramente i tre capitoli apocrifi degli ultimi vent’anni. Non è tutto da buttare però. A discapito di un successo worldwide della pellicola, questa trama può anche costituire un nuovo punto di partenza per la nuova generazione, abituata ormai al rilancio di prodotti eccellenti anni ’80/90 come Jurassic Park o Star Wars sperando che questo film non segua la stessa linea percorsa da “Il risveglio della forza”, titolo questo con cui condivide molti punti.

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In conclusione, “Dark Fate” è un buon action movie che può fare leva su una ottima prova attoriale di Linda Hamilton (attrice fin troppo bistrattata dall’Academy), capace di invecchiare magistralmente il suo personaggio ferito nell’animo ma ancora combattivo come trent’anni prima e su una storia non sorprendente ma rassicurante, che pone le basi per qualcosa di nuovo. Resta incerto comunque il futuro di una saga che sembra non pompare energia come si poteva invece pensare 25 anni fa, quando tanto spettacolo doveva ancora apparire sullo schermo ma con altri titoloni o titolacci e forse era meglio muoversi prima.

★★★☆☆

3 risposte a "Terminator: destino oscuro (2019)"

  1. Purtroppo questo film ha avuto la sfortuna di succedere a una serie di Terminator fallimentari. Detto questo, da grande fan del primo e secondo film, credo che la storia si concludesse lì, e aggiungere sequel comporta delle grandi forzature a livello di trama.

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  2. In effetti a parte Sarah Connor e la Dani Ramos, il film è una gran scemata, già stravisto, con il cattivone che si sdoppia e si ricostruisce… e gli spuntano i tentacoli… Noi dai, potevano usare mille idee, più strano non è più bello

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