Parenti, amici e tanti guai (1989)

Parenthood_1Abbandonati i progetti per un eventuale seguito di Willow (1988), il regista Ron Howard, che negli anni ottanta aveva lavorato tanto da sfornare quasi un film all’anno. Parenthood del 1989 è l’ultimo film della decade e rappresenta uno spaccato familiare che ci ricorda un pò il cinema di Scola, un pò quello di Verdone, ma provvisto di un altro tipo di linguaggio.Se facciamo una ricerca sui film che hanno incassato maggiormente in quell’anno così prolifico, c’è da rimanere increduli mentre notiamo questo titolo al 15mo posto: pensiamo che davanti ad esso c’è roba come Indiana Jones e l’ultima crociata, L’attimo fuggente, Ritorno al futuro parte II, Batman, Ghostbusters II solo per citarne alcuni. La spesa di circa 20 milioni di dollari si trasformò in un guadagno di ben 230 milioni e non solo ridiede lustro al regista che proprio con il fantasy Willow aveva commesso un mezzo passo falso, ma rilanciò la carriera di alcuni membri del cast e fece da trampolino per quella di altri.
Commedia corale a tutti gli effetti, Parenthood è capitanata da Steve Martin che a quell’epoca lavorava ovunque e un’eccellente spalla come Rick Moranis. Oltre a loro troviamo Dianne Weist, Jason Robards, Tom Hulce, Keanu Reeves, Mary Steenburgen, un giovanissimo Joaquin Phoenix e la ex-goonie Martha Plimpton.

Uscì nelle sale il 2 agosto del 1989.Parenthood_3

Gil Buckman, un uomo d’affari statunitense innamorato della moglie Karen, cerca di essere un padre perfetto per i suoi tre bambini, Kevin, Taylor e Justin, dei quali si occupa con grande affetto, ricordando quanto ha sofferto nella propria infanzia per essere stato trascurato dal padre Frank. Il clan familiare di Gil è molto unito: oltre all’anziano padre Frank, alla madre e alla vecchia e arzilla nonna, ci sono i tre fratelli (Larry, Susan ed Helen).
La sorella Helen, da tempo abbandonata dal marito, non si è trovata un altro compagno e sente molto la propria solitudine di donna, resa più pesante dalle serie difficoltà procuratele dai figli: Julie, una sedicenne assai precoce innamorata del giovane Tod, e Garry, un tredicenne chiuso e complessato, che soffre per la mancanza del padre.Parenthood_4
L’altra sorella, Susan, è sposata con l’estroso Nathan e i due allevano l’unica bambina, Patty, di circa tre anni, come un piccolo mostro sapiente. Infine l’ultimo fratello Larry – prediletto dal padre, che lo ha viziato fino a farlo diventare un fannullone irresponsabile sempre nei guai per debiti di gioco – dopo lunghi vagabondaggi, è appena tornato alla casa paterna con un figlioletto dalla pelle scura, Cool, avuto da un’avventura occasionale.

Ponendo il comico del SNL come protagonista di questa intelligente commedia con venature amare, Martin (che a mio giudizio resta uno dei più grandi comici della storia del cinema moderno) e il suo Gil fungono da collante per dare modo agli altri personaggi di mettere in scena le varie problematiche (un po’ come fu per Piero Ruffolo di Verdone), che seppur comuni in una famiglia allargata sembrano vincolate da un egoismo che arde in ognuno dei componenti. Sarebbe una pessima idea andare a compilare la scheda comportamentale dei vari membri di questa famiglia, si andrebbe a rovinare l’essenza del film stesso. Howard, non nella sua miglior performance di direzione, raccoglie spunti un pò qui o un pò là (si pensi anche ad alcune dinamiche appartenenti al Grande Freddo di Kasdan, il film che ispirò proprio Compagni di scuola), per costruire un ritratto a due facce di un’America che sogna ancora il sogno (scusatemi) ma che fa i conti con il cinismo della realtà, con i debiti di gioco, con l’abbandono e l’incomprensione. Parenthood_5
Grazie anche alle musiche stemperanti del solito Randy Newman questo gioco del rovescio della medaglia si sente anche di più.
Non avendo una trama che porta ad una reale destinazione, Parenti amici e tanti guai è una fotografia scandita nel tempo che ha il compito di farci entrare in un micro-mondo di quattro famiglie incasinate che devono (forse provano) a cercare la quadra. Sì, trama molto semplice ma che è sfruttata al meglio e al massimo del potenziale grazie ad un cast nutrito che sa come esprimere l’Emozione, probabilmente la vera protagonista di questa storia. 

Il successo di questa semplice ma profonda pellicola portò vantaggi soprattutto a Dianne Weist che con la sua ottima performance ottenne una candidatura agli Oscar come miglior attrice non protagonista e al Golden Globe, quest’ultima in compagnia proprio di Steve Martin.

★★★✬☆

2 risposte a "Parenti, amici e tanti guai (1989)"

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