Di cosa si tratta

Questo spazio dedicato alle recensioni è il frutto di molti anni di cazzeggio passati nelle sale dei cinema o davanti la televisione, entusiasmandomi guardando film che raccontano storie, tante delle quali si allontanano dalla realtà. Molti di questi film recensiti sono quelli che ogni radical chic denigrerebbe perché troppo classici, troppo poco fuori dall’ordinario e spesso troppo americani. E chissenefrega.
È uno spazio dedicato a quelli come noi cresicuti con il ciclo di “Nati per vincere”,  di “Venerdì con Zio Tibia”, dell’imperdibile appuntamento con “Fantastica avventura”, delle pellicole con le atmosfere inquietanti con i tombini che fumano e i murales, quelli che preferiscono gli animatronics alla CGI, quelli del rullante roboante, quelli che si ricordano di “Big” e non di “Solletico”, quelli che dicono di aver visto “Drive In” ma era solo “Drive In story”. Siamo quelle persone che si sono scolate puntate e puntate di Quantum Leap, che si ricordano solo la sigla di Twin Peaks, quelle che sanno che “Oh Superman” di Laurie Anderson sarà per sempre legata a quell’alone violaceo in quella inquietante pubblicità contro l’AIDS, quelle che hanno tentato di fare la raccolta di Vinci Campione senza riuscirci (forse qualcuno si).
Siamo quelli che con la stessa VHS hanno registrato di tutto e oltre, tipo che in un preciso momento del nastro si accavallano cinque o sei trasmissioni nell’arco di due minuti per poi proseguire con il film in seconda serata.
Siamo la generazione che si ricorda le partite di Italia ’90 e che ha visto su Rete4 la rarissima schermata nera “Fine Secondo Tempo/Terzo Tempo” quando davano “L’inferno di cristallo”.

Io sono Bellaballò e sono uno di voi.