Pomi d’ottone e manici di scopa (1971)

PomiQuando la Disney si chiamava ancora Walt Disney Productions, i lungometraggi, che avevano cadenza praticamente annuale, godevano di tutt’altro fascino rispetto ad oggi, in cui si sfoggiano le più articolate innovazioni digitali capaci anche di soffocare delle storie sempre originali e divertenti. Nel 1970, dopo il clamoroso successo del suo immortale Mary Poppins (1964), Robert Stevenson, storico collaboratore della major cinematografica, inizio a dirigere quello che sarebbe divenuto uno dei suoi più divertenti mix di animazione e live action. David Tomlinson, il Signor Banks di Mary Poppins, nonché Thorndycke de Il maggiolino tutto matto (1969, sempre di Stevenson), torna in un ruolo tutto nuovo e a fianco della dama Angela Lansbury, ancora lontana da Cabot Cove e le sue indagini de La signora in giallo. Oltre all’esordio cinematografico dei tre giovani Cindy O’Callaghan, Roy Snart e Ian Weighill, c’è anche spazio per le piccole parti di Roddy McDowell, Tessie O’Shea e Sam Jaffe. Uscito nelle sale britanniche ad ottobre del 1971 e nella settimana pre-natalizia in quelle statunitensi, il film di Stevenson non ebbe il successo sperato a fronte di un enorme spesa per l’epoca (20 milioni di dollari), anche se riuscì ad aggiudicarsi 4 nomination agli Oscar e vincendo il Premio per i migliori effetti speciali.

Nell’agosto del 1940, in seguito allo scoppio della seconda guerra mondiale, il governo britannico tenta di sfollare i bambini nelle campagne per proteggerli dai bombardamenti che l’aviazione tedesca infligge a Londra. Paul, Carrie e Charlie vengono dati in custodia a miss Eglantine Price nei pressi del paese di Pepperinge Eye, ovvero Corfe Castle nel Dorsetshire nella realtà, da dove subito cercano di scappare ritenendo il posto piuttosto noioso. Una volta scoperta Miss Price volare a cavallo di una scopa scelgono però di restare. pomi_2Quando arriva una lettera che spiega le ragioni per cui Miss Price non potrà avere per corrispondenza l’ultima lezione del corso di stregoneria, la donna sfrutta un incantesimo per recarsi a Londra insieme ai bambini ed incontrare il sedicente preside della scuola, il sig. Emelius Browne, per avere dei chiarimenti. Scoprono che Emelius Browne non è che un ciarlatano di strada che aveva ricopiato incantesimi trovati in un vecchio libro danneggiato e andato perso in due parti. Si recano così a Portobello Road per cercare la parte mancante del libro, ma vengono costretti da un malvivente a patteggiare; questi li porta da un vecchio libraio, suo complice, e si scopre così che è lui ad avere la parte mancante. Il libro parla solo della storia del mago Astoroth e degli incantesimi fatti con un talismano sugli animali cercando di renderli più simili agli uomini. Gli animali secondo la storia si ribellarono al mago, e rubarono molti dei suoi poteri, compreso il talismano che egli portava al collo. Gli animali presero infine una nave e salparono cancellando così le proprie tracce al mondo. Nessuno seppe più nulla di loro eccetto un indiano naufrago che preso da crisi per il caldo e per la disidratazione, affermò di essere finito in un’isola governata da animali capaci di parlare la lingua umana: Naboombu. L’isola secondo il vecchio libraio non è rilevabile nelle carte geografiche né sui libri di storia. Molto probabilmente gli animali hanno reso l’isola invisibile con gli incantesimi rubati ad Astoroth. Miss Price, i bambini ed il sig. Browne riescono a fuggire con il loro letto fatato ed arrivano nel fondo della laguna nell’isola di Naboombu, vengono pescati da un orso e sono coinvolti in un’originale partita di calcio giocata solo da animali parlanti. Alla fine riescono a tornare nella casa di Pepperinge Eye con il talismano; cercano di testare la formula magica che vi è impressa, ma combinano un disastro dopo l’altro. pomi_3Dopo la cena, il sig. Emelius Browne si congeda e decide a malincuore di tornare di nuovo a Londra. Durante la notte tuttavia i soldati tedeschi sbarcano sulle coste inglesi, prendendo in ostaggio Miss Price in casa insieme ai bambini e rinchiudendoli nel castello-museo del paese, pieno di armi medievali da esposizione. Il sig. Browne, rimasto in attesa del treno, scappa dalla stazione ferroviaria per sfuggire ai tedeschi; si rifugia nella casa di campagna di Miss Price e…

Basato su un vero e proprio mix di racconti scritti dalla londinese Mary Norton, i 112 minuti de film di Stevenson sono una vera delizia, visto che se da una parte vengono emulati alcuni dei momenti più divertenti di Mary Poppins, dall’altra la Lansbury e Tomlinson si divertono tremendamente a giocarsi le migliori battute, assistiti dai bravissimi ragazzi. Nel più classico stile disneyiano ecco la solita compilation di canzoni stile Broadway, ma stavolta, anche per i più grandi ci sono davvero pochi sbadigli e molto intrattenimento. pomi_4Nella seconda parte ecco il momento del mix di animazione e live action tanto decantato e il risultato è semplicemente entusiasmante: la partita di calcio (ringraziando Dio non degli sports americani) nel più tipico stile UK è una crescita esponenziale di risate. La situazione è riassumibile in questo modo: prendere i personaggi animati del picnic di Mary Poppins e date loro della cocaina, in pochi minuti si assiste ad un caos più unico che raro. Grazie ad un’attenta sceneggiatura, che, come già detto sopra, tende a mescolare le trame di tre romanzi della Norton, il film fa anche da cartolina ad una Londra datata e in parte misconosciuta, una scelta anche questa resa vincente dalla preziosa collaborazione di Frank Phillips alla fotografia.
Come accade spesso, anche questo film, il quale non ha goduto di un successo immediato, è stato rivalutato nel tempo: pur se successivo al suo parente del 1964, vanta alcuni aspetti originali che lo rendono probabilmente il più divertente di quei tempi e ancora oggi risplende luccicante in tutte le videoteche nostalgiche.

★★★★☆

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