Una notte al cimitero (1987)

Una notte al cimiteroFra le cose più brutte che ho visto in trentacinque anni sicuramente un posto sul podio se lo merita il film “Una notte al cimitero” per la regia di Lambertone Bava, figlio di Mario maestro di cinema low-budget, che oltre ad averci deliziato con pellicole imbarazzanti come Shark – Rosso nell’oceano (1984) e Demoni 2…l’incubo ritorna (1986) e le noiosissime avventure di Fantaghirò (1991 – 1996), ha talvolta diretto film interessanti come Macabro (1980) e il thriller Le foto di Gioia (1987). Nel caso di questo impavido lungometraggio, creato appositamente per la TV, Bava annulla in modo totale il termine “originalità” e rispolvera un sotto-genere usurato, riuscendo a fare peggio di quanto si potesse immaginare.
Cinque ragazzi, dopo aver compiuto un taccheggio in un supermercato, scappano su un furgone e finiscono per rifugiarsi in un luogo lugubre nei pressi di alcuni ruderi. Presto si accorgono che nei paraggi vi è una locanda e decidono di fare una sosta. Qui notano in un angolo una sfera di vetro con all’interno soldi, gioielli e preziosi vari, e il gestore racconta loro una strana storia: quel tesoro sarebbe un premio per chiunque riesca a trascorrere una notte in un terreno sconsacrato. Sotto la locanda infatti vi è una catacomba, ed i ragazzi decidono di accettare la sfida, anche se è risaputo che da quel luogo tenebroso non è mai tornato indietro nessuno. Nella cripta si apre uno scenario raccapricciante con morti che resuscitano dalle proprie bare, mostri di ogni sorta, monaci impiccati e freak di varia natura. Una notte al cimitero_2Terrorizzati, i ragazzi cercano la via del ritorno, ma si perdono nei meandri del terribile labirinto riuscendo a fatica a uscirne indenni.

Tendo a precisare che la disavventura dei cinque giovani è talmente fiacca che il fattore trash si fa sentire energicamente già dopo i titoli di testa. Un cast di cani addestrati avrebbe certamente fatto di meglio, e per due motivi: il primo è che i dialoghi sono stati scritti per dei celebrolesi; il secondo è che gli attori (uno di questi è nientepopodimenochè Gianmarco Tognazzi) non avevano assolutamente voglia di recitare, è palese. In quanto film per la TV, la censura avrebbe proibito qualsiasi goccia di sangue versato…ok, però è catalogato come film horror, quindi….quindi è un pò come per uno che non mangia da giorni, avere davanti agli occhi un bel piatto di lasagne, che si rivelano sapere di niente. Tutto, a partire dalla regia fatta con i piedi, è da mani nei capelli: la fotografia è talmente filtrata che con il contrasto a 100% si è riusciti nell’impresa di trasformare una ripresa di giorno in una di notte (ma giratela di notte no!); le location utilizzate per il sottoterra sembra goffo tanto quanto i tunnel dell’orrore nei Luna Park degli anni ’70, e gli zombi che lo popolano, fanno la figura di poveri cristiani che chiedono aiuto. Non ci sono spaventi, non c’è atmosfera valida, non c’è sangue, non ci sono momenti pulp, non c’è un colpo di scena capace di sovvertire il tutto e soprattutto non ci sono vittime. Una notte al cimitero_3Una tragedia. Son stato a ridere come uno stronzo quando all’inizio, la nebbia intelligente riesce ad entrare all’interno del furgone anche con i finestrini chiusi. A sugellare l’opera l’imbarazzante colonna sonora modello “piccoli brividi” scritta da Simon Boswell (si….proprio lui). Considerazioni finali: se si ha intenzione di portare sul piccolo schermo un film horror, o si opta per un orario di fascia non-protetta o è meglio non fare il film; questo capolavoro al contrario di Bava è persino in compagnia di altri tre titoli, studiati appositamente come un progetto unico, fatto sta che oggi hanno deciso persino di pubblicare dei DVD (Mondo Entertainment) e quindi si ha anche la possibilità di chiamare gli amici, drogarsi pesantemente ed affrontare a testa bassa questa ignobile quadrilogia (Per sempre, La casa dell’Orco, A cena col vampiro). Caro Bava, io capisco che sei rimasto impressionato dai classici degli anni 70/80 diretti dai vari Carpenter, Hooper, Craven, etc., ma se avessi scelto di parodiarli con un’opera pulp avresti fatto sicuramente una bella figura…così sei riuscito a farti prendere in giro solo tu. Viva l’Italia.

✬☆☆☆☆

Voto Trash

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anche il trailer (qui nella versione internazionale) è una palla…

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