Il ritorno dei morti viventi (1985)

Ritorno morti_0Gli zombi tornano, tornano sempre, anche di moda. Se il 1968 rappresenta un pò l’anno zero dei morti viventi, con il capolavoro di George A. Romero, e il 1978 vede il ritorno del regista (con la collaborazione di Dario Argento al montaggio e alle musiche) con il suo Dawn of the dead, il 1985 è l’anno in cui si chiude la prima trilogia, con Il giorno degli zombi (sempre di Romero) e si apre una nuova saga/spin-off iniziata dallo stralunato “Il ritorno dei morti viventi” diretto dallo sceneggiatore di Alien (1979), Dan O’Bannon. Il film basato su un soggetto scritto a sei mani da Rudy Russo, Russell Steiner e John A. Russo, raccoglie in modo piuttosto banale l’eredità del primo film di Romero con l’obiettivo di ricreare un clima di suspence e divertimento. Nel cast, oltre alla semi-star Clu Gulager, troviamo la simpatica accoppiata composta da James Karen e dal giovane Thom Mathews, Don Calfa e una stregua di personaggi pronti a diventare zombi al primo spavento. Il film di O’Bannon, costato circa 4 milioni di dollari alla Hemdale Film Corporation in collaborazione con la Greenberg Bros Partnership, fu un gran successo e venne seguito da altri quattro film, di cui gli ultimi due inediti in Italia.

Il giovane Freddy viene assunto dalla Uneeda, una società scientifica che si occupa di esportare in tutto il paese cadaveri per le università, scheletri per le facoltà di medicina e modelli finti per studi farmacologici. Il suo primo giorno di lavoro, a Freddy viene fatto visitare il magazzino da parte del reggente Frank. Tra le tante cose da cui rimane stupito Freddy v’è una stanza con cadaveri, che vengono mandati ai distretti di medicina di tutta la regione. Intanto, gli amici punk di Freddy, capitanati da Suicidio, decidono di andarlo a prendere per passare una serata a base di birra e punk rock, com’è loro consuetudine. Ma Tina, la sua ragazza, li informa che Freddy ha trovato un lavoro e non si libererà prima delle dieci di sera. Suicidio guida comunque sino all’azienda, dove il gruppo decide di attendere l’arrivo dell’amico. Stufo dell’attesa, Scuz propone di iniziare una festa nel cimitero lì vicino. Gli amici acconsentono e, armati di stereo ed alcol, entrano nel camposanto. Alla Uneeda, intanto, Freddy chiede a Frank se sia mai successo qualche strano episodio all’interno della società. Ritorno morti_2Frank risponde che l’episodio più strano a cui abbia mai assistito – o di cui abbia mai sentito parlare – riguardante la fabbrica è probabilmente quello avvenuto nel 1968; in quell’anno, a Pittsburgh, all’ospedale militare vi era stata una fuga di gas biochimico chiamato “triossina 204”, un defoliante per marijuana sviluppato dalla misteriosa Darrow Chemical. Il gas, entrato nell’obitorio, aveva fatto risvegliare i morti. Alla faccenda si era interessato un uomo chiamato George A. Romero, che poi trasse la storia del celebre film, modificandone la trama su ordine dell’esercito. Freddy rimane di stucco, ma Frank lo fa spaventare ancora di più, aggiungendo un dettaglio: i morti, una volta sedati, erano stati inviati per sbaglio dall’esercito alla Uneeda. Frank decide allora di mostrare a Freddy i morti viventi, celati in un laboratorio nel seminterrato dell’azienda. Freddy appare un po’ spaventato dal morto, congelato in un barile a freddo. Frank, nel dimostrare che invece non c’è da spaventarsi, dà un colpo al barile che si squarcia facendo uscire il gas all’interno dell’azienda. Ben presto, entrambi svengono per gli olezzi, mentre il gas si disperde e fuoriesce all’esterno. Viene dunque introdotto il personaggio del colonnello Horatio Glover, che torna a casa dalla moglie dopo una lunga giornata di lavoro. Il suo compito è sovrintendere alle ricerche dei cadaveri inviati, a sua insaputa, alla Uneeda. Frank e Freddy si risvegliano nel seminterrato. Nel barile non c’è più il morto, secondo Frank dissolto a contatto con l’aria. Frank e Freddy tornano al piano superiore, dove iniziano a notare gli strani effetti che ha procurato la fuga di gas: un cagnolino sezionato per degli esperimenti scientifici è appena tornato in vita, imbalsamato e con tutti gli organi interni visibili, ma, cosa ancora peggiore, il cadavere che veniva tenuto in cella frigorifera per gli esperimenti della facoltà di medicina è resuscitato e pretende di uscire dalla camera in cui è stato rinchiuso. Frank non sa che cosa fare e chiama dunque Burt, il suo superiore. Freddy nel frattempo propone di chiamare la polizia o l’esercito, ma l’amico più anziano scarta subito le due ipotesi, che condurrebbero inevitabilmente alla chiusura dell’azienda da parte del governo statunitense. Ritorno morti_3L’arrivo di Burt consola un po’ tutti e due: il superiore consiglia infatti di liberare lo zombi e, come nel film di Romero, provare ad ucciderlo con una picconata in testa. Freddy apre la porta della cella frigorifera ed il morto, mostrando una velocità superiore a quella di un essere vivente, corre e si aggrappa al collo di Burt. Frank riesce a liberare comunque l’amico dalla stretta del cadavere ambulante. I due decidono allora di ricorrere ai trucchi visti al cinema: una picconata in testa, che dovrebbe ucciderlo. Frank e Freddy immobilizzano il morto per terra, mentre Burt pensa di eliminarlo fracassandogli il cranio: ma il morto non muore. Burt giunge alle misure estreme, afferra un seghetto e taglia la testa al morto. Nonostante ciò, esso continua a strisciare e mostrare segnali di vita. L’ultima ipotesi è quella di chiedere un favore ad Ernie, un imbalsamatore che possiede un forno crematorio e può bruciare fino all’osso lo zombi. Mentre al cimitero imperversa la festa all’insegna del sesso (lo spogliarello di Trash sulla lapide), Freddy, Frank e Burt tagliano a pezzi il morto e lo portano al loro amico. Ernie sta lavorando, ma decide che può fare questo favore all’amico: all’inizio è un po’ dubbioso sul da farsi e preoccupato per la sua incolumità, ma Burt gli promette che non accadrà nulla di spiacevole. Ernie mette il morto nel forno crematorio e lo incenerisce, bruciando poi le restanti ceneri. Il gruppo dei tre impiegati gioisce per aver finalmente arginato la minaccia uccidendo il morto vivente; nessuno immagina però che il danno creato da Frank e Freddy è ben più grave; la triossina non si è semplicemente dispersa nell’aria, ma è condensata diventando pioggia; il diluvio si rovescia sulla città e sui cimiteri, facendo risorgere tutti i morti seppelliti. Gli amici di Freddy intanto abbandonano il cimitero, a causa del temporale; Tina va all’azienda per cercare il suo fidanzato. Freddy e Frank intanto iniziano a star male, accusando forte mal di testa, nausea e brividi di freddo. Burt scopre allora che anche i suoi amici hanno inalato il gas letale e decide di chiamare degli infermieri. A causa della pioggia, che pizzica a contatto della pelle perché contaminata, il gruppo di amici si rifugia alla Uneeda, cercando tra l’altro Tina, che è fuggita per cercare Freddy: entrati alla fabbrica, li attende l’orrore. Lo zombi che Frank e Freddy pensavano si fosse dissolto con gli altri a contatto con l’aria è invece vivo e si è nascosto nel seminterrato. Questi attacca Suicidio, che, nonostante cerchi di resistergli, muore. Il resto della combriccola scappa allora dalla fabbrica rinchiudendo lo zombi al piano inferiore…

Ritorno morti_4
Alla fin fine, Il ritorno dei morti viventi è un simpatico omaggio al capolavoro di Romero, dove la tensione viene spesso scalzata da momenti di ilarità e in cui le scene più spaventose si tramutano in goffi momenti pulp con curiose trovate quasi clownesche. Fu proprio grazie a questo connubio di risate e zombi che nacque il sottogenere denominato “Zom-com” (zombi-comedy), che è perdurato anche ai tempi più recenti come con il film Zombiland (2009). Sebbene possa apparire come la più palese stronzata commerciale degli ultimi 40 anni, Il Ritorno dei morti viventi gode di una freschezza più unica che rara, che lo rende assolutamente inattaccabile. Le interpretazioni di Clu Gulager e James Karen (quest’ultimo candidato anche ai Saturn Award) danno ancora più risalto alla sottile linea che separa il terrore dalla commedia assurda, grazie a momenti di panico e numeri circensi veramente più unici che rari. E poi ecco lo score davvero originale di Matt Clifford, quasi a voler omaggiare il ritmo lento degli zombi e la psichedelìa uniti per divertire il pubblico. Il finale, ovviamente esagerato, è esattamente l’apoteosi del film stesso. Il film di O’Bannon, non è certamente un eccellente lavoro di tecnica nè un un grandissimo film, ma ha tutte le caratteristiche di come un prodotto di serie-b può ambire al cult. Tuttavia due anni dopo venne distribuito il seguito, che si rivelò una blanda ripetizione del primo, seppur ottenne un buon successo al cinema.

★★★☆☆

voto trash: troll-2-2 troll-2-2

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